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Il giugno antoniano. Antonio, difensore dei più deboli
Giugno antoniano Eventi spirituali e culturali dal 24 maggio al 27 giugno Centrale l’appuntamento del 13 con la solenne processione in città
ChiesaGiugno antoniano Eventi spirituali e culturali dal 24 maggio al 27 giugno Centrale l’appuntamento del 13 con la solenne processione in città
In un mondo sempre più incattivito da guerre e violenze, sordo alle richieste di pace e di solidarietà che giungo da più parti, chi meglio del tiranno Ezzelino da Romano, nel Medioevo incarnazione del male, e di un frate Antonio, affaticato dalla malattia ma tenace nello spirito, che lo affronta, potevano rappresentare il tema del Giugno antoniano 2024? In continuità iconografica con lo scorso anno, e al tempo stesso calata nell’attualità, l’immagine scelta per la manifestazione antoniana – giunta alla sua 18a edizione – è ancora un affresco di Pietro Annigoni custodito nella Cappella delle benedizioni al Santo: Sant’Antonio affronta il tiranno Ezzelino da Romano (1982). Sebbene indebolito nel fisico e stremato nelle forze, il frate si recò, nel maggio 1231, a perorare la liberazione del conte Rizzieri di Sanbonifacio e di altri nobili padovani catturati in battaglia durante un agguato, animato da umana solidarietà e con un’audacia quasi temeraria. Le sue parole però non sortirono effetto e venne cacciato dal despota, ma se storicamente Antonio fu in quell’occasione un perdente, moralmente fu vincitore. Annigoni traduce bene questa apparente contraddizione: il volto di Antonio comunica il sentimento di pietà per quell’uomo crudele, prigioniero della sua malvagità; quello di Ezzelino l’incredulità per la temerarietà di quel frate, dietro al quale si intravedono i padovani tradotti in catene. Il significato di questo episodio fa da fil rouge della rassegna che nel 2024 guarda all’attualità: “Antonio difensore dei più deboli”, siano essi vittime del terrorismo o di guerre, donne maltrattate o uccise dagli uomini che dicevano di amarle, persone con disabilità a cui dare opportunità e dignità, persone alla ricerca di giustizia e capaci di perdono, o che si “rialzano” dopo una caduta esistenziale. Il Giugno antoniano conta 25 eventi culturali e una ventina spirituali – come la Tredicina, il Transito del Santo del 12 giugno e la solennità del 13 (con la processione per le vie della città alle 17) – che si susseguono dal 24 maggio al 27 giugno a Padova, con incursioni a San Giorgio delle Pertiche e a Camposampiero. Info: santantonio.org
Sabato 25 maggio, alle 21 in basilica del Santo, viene consegnato – nell’ambito del Giugno antoniano – il “Premio della bontà” promosso dall’Arciconfraternita di sant’Antonio di Padova. Due i premiati di quest’anno (in cui non si è tenuto il concorso dedicato alle scuole): Maria Parolin conosciuta come suor Miriam, fondatrice di Casa Priscilla una realtà associativa patavina che offre supporto a minori, mamme, donne maltrattate e nuclei familiari in difficoltà; Julián Garcia Anton di Valencia (Spagna) che ha contribuito a salvare gli inquilini del condominio di quattordici piani dove svolgeva il proprio lavoro nel tragico incendio divampato nel febbraio scorso. La cerimonia di premiazione è accompagnata da una performance musicale dell’Orchestra giovanile “Diego Valeri” (ingresso libero e gratuito sino a esaurimento dei posti disponibili). «Anche per quest’anno – commenta il Priore dell’Arciconfraternita Leonardo Di Ascenzo – siamo lieti di poter offrire esempi di bontà non solo provenienti dalla nostra città ma anche internazionali. In un mondo lacerato dalla terza guerra mondiale a pezzi, come la definisce papa Francesco, queste persone ci aiutano a sperare e a credere in quell’urlo di inizio del pontificato di san Giovanni Paolo II: “Non abbiate paura di aprire, anzi di spalancare le porte a Cristo”.