Fatti | Calcio Padova
In oltre 116 anni di storia, nel Calcio Padova sono stati molti i giocatori nativi della capitale a lasciare un ottimo ricordo nel cuore dei tifosi: Angelo Di Livio, Adriano Bonaiuti e Maurizio Coppola (autore del gol vittoria nello spareggio di Cremona del 1994), solo per citarne alcuni. Ed è quello che si augurano i tifosi anche per Gabriele Artistico, attaccante, classe 2002, nato proprio a Roma, che nella scorsa stagione ha giocato allo Spezia, dove ha collezionato 13 reti in 31 presenze. Nipote di Edoardo Artistico, detto “Ciccio”, attaccante degli anni ’90 con, tra le altre, le maglie di Vicenza, Salernitana, Torino e Napoli. Soprannominato “El Tiburón”, lo squalo, lo si può considerare il gioiello della campagna acquisti estiva: a detta del responsabile dell’area tecnica Massimiliano Mirabelli, decisiva per il suo arrivo nella città del Santo è stata la volontà del patron Alessandro Banzato.
Artistico ha ricostruito la genesi dell’affare che lo ha portato a Padova: «C’è stata una trattativa abbastanza lunga perché ho contattati con il direttore dalla fine del campionato dell’anno scorso», ha spiegato l’attaccante. «Padova è una città che ha una storia che si racconta da sola, penso sia una piazza molto prestigiosa. Ha una presidenza che mi ha convinto e un progetto che mi ha convinto molto, perché ha ben chiare le proprie idee e una bella ambizione».
A pesare nella scelta finale è stato soprattutto l’interesse più marcato mostrato dal club biancoscudato: «Era il mio primissimo volere, mi sono reso conto che il Padova ha avuto un interesse maggiore rispetto ad altre squadre e io avevo bisogno, in questo momento, di una squadra che veramente credesse in me. Il direttore ha fatto comunque un gran lavoro, io sono felicissimo di essere a Padova e di far parte di questo progetto».
Il costo dell’operazione, tra i più alti mai sostenuti dal club negli ultimi anni, è stato uno dei temi al centro della presentazione. Artistico non si è nascosto: «Ci tengo a ringraziare la dirigenza, il direttore, il presidente e un po’ tutto quello che circonda il Padova Calcio, perché sono a piena conoscenza dell’investimento che è stato fatto. Questo non toglie il fatto che io mi metta a disposizione totale con umiltà, che è quello che mi ha sempre contraddistinto, indipendentemente dalle prestazioni. Sono un lavoratore che si sveglia con la voglia di voler migliorare».
Sulla pressione legata a un acquisto così oneroso, ha aggiunto: «È una responsabilità, ma penso che la pressione faccia parte del gioco e del calcio. Mi metto proprio a disposizione del mister e della società».
Anche il fatto di essere stato indicato da diverse testate, Gazzetta dello Sport in primis, tra i colpi più importanti dell’intera Serie B non sembra scalfire l’attaccante romano: «Io non leggo molto. Mi scuso con i giornalisti, ma non leggo molto. Fa piacere, sicuramente: significa che viene ripagato il lavoro fatto durante l’anno e durante la settimana. Questo non toglie nulla e non aggiunge nulla a me: resto sempre il ragazzo di sempre, con l’umiltà di chi ogni giorno si vuole mettere alla prova per dare la migliore versione di se stesso».
Artistico è arrivato a Padova non al meglio, alle prese con un risentimento muscolare al polpaccio: «Stiamo valutando con lo staff medico, senza correre il maggior rischio possibile di una ricaduta, un infortunio insidioso che è stato un risentimento muscolare, dato da un forte lavoro in ritiro». L’obiettivo dichiarato è quello di rientrare quanto prima: «La mia voglia ovviamente è quella di voler rientrare il prima possibile, magari già dalla prossima partita. Capisco le tempistiche e capisco che c’è uno staff che si sta occupando di questo, di cui sono molto grato. Ce la sto mettendo tutta e mi sto allenando tanto ogni giorno per poter arrivare al top il prima possibile».
Sulla trasferta di Cremona, difficilmente alla portata: «Per Cremona non penso di riuscire, più che altro perché non ho ancora fatto allenamenti specifici con la squadra. Arrivare a Cremona con zero allenamenti penso sia poco producente per me e per tutti in questo momento. Sto cercando di rientrare il prima possibile e spero possa essere per l’Ascoli: penso sia quello l’obiettivo».
«La squadra è forte. Ci sono ragazzi – contro la maggior parte dei quali ho giocato contro – che hanno voglia di dimostrare. Sono grandi lavoratori, durante la settimana mi sto accorgendo che faticano veramente tanto. Lo staff tecnico pretende molto, com’è giusto che sia, e mi ha fatto un’ottima impressione», ha raccontato Artistico a proposito dei suoi primi giorni in biancoscudato.
Particolarmente toccante il racconto della trasferta vissuta da spettatore nella sfida contro il Verona: «Ho giocato qui l’anno scorso a febbraio ed era ancora in fase di lavori, quindi non dava la sensazione che ho avuto quando sono ritornato per la gara contro il Verona. Un’atmosfera fantastica. Si vede che i padovani vivono di questo: vivono di calcio e di passione». E ancora, riferendosi alla curva: «Quella curva lì dietro mi ha dato delle sensazioni bellissime. Non vedo l’ora di poterla provare dal campo; spero che quella di sabato sia una delle ultime partite che vedo da lassù. Il tifo è stato veramente molto bello».
Curiosità anche sul celebre soprannome che accompagna l’attaccante fin dagli esordi: «Tiburón è la traduzione di squalo. È un soprannome che mi porto dietro da tutta la carriera, è nato tra i dilettanti a Roma. È legato alle mie caratteristiche in campo, alla forte aggressività e all’essere molto determinato». Sull’origine esatta del nomignolo: «Me lo diedero quando ero piccolo, giocavo a calcio a Roma in una squadra dilettantistica e da lì è nata questa cosa. Andando avanti è rimasto, penso che ora sia il mio soprannome ufficiale da qualche anno».
Tra le curiosità di mercato più attese, quella riguardante i contatti avuti con Rino Gattuso, allenatore con cui Artistico ha lavorato per un breve periodo alla Lazio: «Nei due mesi in cui sono stato con loro, ho capito che il mister è una persona molto trasparente. Se deve dirti una cosa, te la dice tranquillamente, e l’ho apprezzato molto per questo. È una persona fantastica».
Pur ammettendo di non conoscere i retroscena societari, Artistico ha svelato un aneddoto personale sulla notte prima della firma: «L’unico vero retroscena che posso raccontare – perché l’ho vissuto in prima persona – è che stavo per chiudere il giorno prima di firmare. Ero convinto del Padova. Ho preso la macchina, sono partito da Formello e sono arrivato direttamente qui a Padova la sera stessa. Ero e sono convinto della scelta che ho fatto. Mi hanno stupito il progetto, la presidenza e il direttore. Penso che ad oggi questa sia la scelta migliore che potessi fare. Sono felicissimo di aver passato quei pochi mesi alla Lazio, ma adesso c’è il Padova. Sono in pieno focus qui e non vedo l’ora di poter vestire questa maglia in campo».
Il reparto offensivo del Padova si preannuncia particolarmente affollato in questa stagione: «È un parco attaccanti molto importante, ci sono giocatori che hanno fatto categorie di livello. Fa parte del lavoro ed è normale che in una squadra che alza l’asticella e i propri obiettivi ci sia concorrenza. Mi metto a completa disposizione dell’allenatore e lui farà le sue scelte. Io proverò a metterlo in difficoltà, mi limito a fare il giocatore perché è quello che mi piace fare. Sono contento di avere tanta competizione, serve per motivarci a vicenda e dare sempre il massimo».
Guardando alla scorsa annata, vissuta con la maglia dello Spezia: «L’anno scorso è stata una stagione un po’ turbolenta, le aspettative a inizio anno erano diverse e ci siamo ritrovati a finire come tutti sappiamo. Mi dispiace, perché è una piazza che merita sicuramente altri palcoscenici e posso solo augurarglielo». Sui suoi numeri personali: «So di aver fatto un’ottima stagione a livello di numeri, ma tante volte i numeri fanno un po’ da cornice, non sono il quadro in sé. Penso che la cosa più importante sia il gruppo. Raggiungere gli obiettivi di squadra aiuta di conseguenza a raggiungere quelli personali».
Non è mancato un passaggio dedicato allo zio Edoardo Artistico, ex attaccante di Serie A: «Con mio zio ho un rapporto bellissimo fatto di rispetto. Anche negli anni passati non ha mai pesato sulle mie scelte: mi ha sempre voluto consigliare, ma senza mai dovermi indirizzare in una determinata direzione. Ci sentiamo spesso, è molto presente nel mio percorso e a me fa piacere avere i consigli di chi la categoria l’ha fatta per tanti anni. Anche secondo lui questa di Padova era la scelta migliore per me».
Sui propri idoli calcistici, romano di nascita, Artistico ha preso le distanze dagli accostamenti scontati con Francesco Totti: «Essendo romano, accostano un po’ tutti a Totti. Io non ho mai fatto nessuna dichiarazione o intervista per farmi accostare alla Roma, anzi. Sono stato per vari anni tesserato per la Lazio e ho difeso per quanto potevo i colori che avevo addosso».
Sui rapporti con i nuovi compagni: «Ho giocato sei mesi con Sgarbi a Cosenza due anni fa. Poi, personalmente e a livello umano, non conoscevo nessuno. Conoscevo Zanimacchia di fama, abbiamo parecchi compagni in comune e ci sentivamo spesso». Sull’accoglienza ricevuta: «Mi hanno fatto sentire subito parte integrante del gruppo. È uno spogliatoio molto umile e composto da grandi lavoratori. Mi hanno accolto fin da subito nonostante il problema fisico non mi abbia permesso di iniziare subito ad allenarmi con loro».
A chiudere la conferenza, un passaggio più intimo dedicato alla fede: «Sì, sono molto credente. Questa settimana sono stato anche al Santo, che penso sia uno dei santuari più importanti a livello nazionale se non mondiale. Ho un credo profondo, ho anche qualche tatuaggio dedicato ai Santi. Vengo da una famiglia molto credente. Penso che nei momenti belli e in quelli brutti sia sempre doveroso ringraziare per quello che abbiamo e per quanto siamo fortunati. Tutto quello che la vita e Dio ci danno, penso sia la cosa più importante».