Fatti
La trasferta pasquale si traduce per il Padova nella quinta sconfitta consecutiva, risultato che riduce ulteriormente i margini di errore in vista delle ultime cinque giornate di campionato. Quello che preoccupa non è tanto la sconfitta, preventivabile visto il valore dell’avversario, quanto la prestazione, specialmente nel primo tempo: sono bastati cinque minuti al Frosinone, dal 25′ al 29′, per indirizzare la gara. Ed entrambe le reti, nate non dalla bravura di un singolo ma da errori difensivi — prima un’incomprensione tra il portiere Sorrentino e Villa sul retropassaggio di Perrotta, che ha aperto la via del gol a Raimondo, poi una marcatura persa che ha lasciato Gelli libero di insaccare indisturbato a difesa schierata — rendono bene l’idea che nella testa dei biancoscudati c’è più di qualcosa che non va. Alla vigilia di questa partita mister Breda aveva dichiarato che c’era poco tempo; ora ce n’è ancora meno, e bisogna fare di tutto per invertire la rotta, a partire da domenica prossima: alle 15, allo stadio Euganeo, arriverà l’Empoli per il primo scontro salvezza, nel quale solo un risultato sarà d’obbligo: la vittoria.
La cronaca
Il primo Padova di Breda si schiera con il 3-4-2-1: Sorrentino in porta; Belli, Perrotta e Villa in difesa; Ghiglione, Fusi, Harder e Faedo a centrocampo; Di Maggio e Di Mariano sulla trequarti alle spalle di Lasagna, a fare reparto in attacco. Il Frosinone risponde con il 4-2-3-1: Palmisani in porta; Oyono, Calvani, Monterisi e Corrado in difesa; Calò e Cichella in linea mediana; Ghedjemis, Gelli e Kvernadze a supporto dell’unica punta Raimondo.
Allo Stirpe il Frosinone parte con personalità e al 3′ si affaccia subito dalle parti di Sorrentino con una conclusione di Gelli dalla distanza, bloccata senza affanni dall’estremo difensore biancoscudato. La risposta del Padova arriva due minuti più tardi ed è di marca Lasagna: l’attaccante si accende dalla propria metà campo e parte in slalom verso la porta avversaria, ma Calvani è provvidenziale nell’anticiparlo al momento del tiro, concedendo solo un calcio d’angolo. Al 10′ i ciociari si rendono nuovamente pericolosi: Kvernadze trova la deviazione di Belli, il pallone carambola sui piedi di Raimondo che, a due passi da Sorrentino, spedisce clamorosamente a lato. La partita è vivace e al 15′ lo stadio trattiene il fiato: Gelli gira di prima intenzione dal limite dell’area piccola, ma Sorrentino compie un autentico miracolo di istinto; sul proseguimento dell’azione è Di Mariano a liberare l’area e a far respirare i suoi. Il Padova prova a scuotersi e al 20′ sfiora il vantaggio: Lasagna soffia il pallone a Calvani e si invola verso la porta, ma Palmisani si supera e salva i padroni di casa. È solo un fuoco di paglia, perché al 25′ il Frosinone passa: rovinosa incomprensione tra Villa e Sorrentino, il pallone finisce sui piedi di Raimondo che in modo rocambolesco lo spinge in rete per l’1-0. Quattro minuti più tardi arriva il raddoppio e la partita si mette in salita: Monterisi svetta di testa e serve una sponda perfetta per Gelli, che da pochi metri deposita in rete con il destro il 2-0. Al 38′ arriva la fiammata più concreta dei biancoscudati: prima Fusi si divora una conclusione a tu per tu dall’interno dell’area, murato dall’intervento avversario, poi Di Mariano tenta la rovesciata, deviata in angolo da Monterisi. Al 40′ è ancora Lasagna a provarci di testa, ma il pallone termina di poco a lato. Nel finale è il Frosinone a sfiorare il tris: al 44’ sulla sponda di Raimondo, Kvernadze fa partire un destro secco che si stampa clamorosamente sulla traversa. Dopo due minuti di recupero, l’arbitro manda tutti negli spogliatoi.
Breda prova a scuotere i suoi e manda subito in campo Crisetig e Capelli al posto di Harder e Belli. Il Padova entra con il piglio giusto e al 47′ Ghiglione ci prova dalla distanza, ma il destro si spegne a lato. Al 49′ i biancoscudati sfiorano clamorosamente il gol: Lasagna imbuca per Di Mariano che si sarebbe presentato solo davanti a Palmisani, ma Calvani in scivolata sventa il pericolo. È però il Frosinone a rendersi pericoloso un minuto più tardi: Gelli calcia dal dischetto del rigore e Perrotta devia in angolo. Al 53′ Bracaglia pesca Raimondo al centro dell’area, ma il colpo di testa del numero 9 termina alto sopra la traversa. Al 58′ Breda inserisce Varas e Favale per Fusi e Ghiglione, e al 62′ il Padova costruisce una buona occasione: Di Mariano si libera con due dribbling e serve Capelli in area, ma la deviazione del numero 17 è sbilenca. Al 65′ Perrotta prova il mancino dalla lunga distanza, ma la conclusione è larga. Al 70′ Breda gioca la sua ultima carta mandando in campo Seghetti al posto di Di Mariano. Al 73′ l’occasione più nitida per i biancoscudati: Lasagna stoppa e gira di destro sul servizio di Capelli, ma Palmisani si oppone d’istinto e manda in angolo. Il Frosinone risponde con i cambi al 74′ (dentro Fiori e Fini per Ghedjemis e Kvernadze). Al 79′ Sorrentino tiene in vita i suoi con un doppio intervento spettacolare, prima su Raimondo e poi su Gelli. Al 80′ altro doppio cambio per i padroni di casa: dentro Zilli e Jeremy Oyono per Raimondo e Anthony Oyono. All’84’ il Padova insiste senza trovare lo spazio per la conclusione, e sulla ripartenza il Frosinone manda in porta Zilli, il cui tiro termina largo. All’87’ ultimo cambio della gara con Cittadini che rileva Gelli. Nel finale arrivano due calci d’angolo per i biancoscudati, all’89’ conquistato da Capelli e al 90′ con un pallone teso sul primo palo che però non trova la deviazione vincente di nessun compagno. Dopo cinque minuti di recupero cala il sipario sullo Stirpe: il Frosinone porta a casa tre punti pesanti, il Padova esce sconfitto 2-0 pagando a carissimo prezzo il blackout del primo tempo.
Le parole post partita
Prima conferenza stampa post partita per Roberto Breda, che in sala stampa parte dalla scelta iniziale di lasciare fuori Bortolussi: “Una scelta tecnica, perché l’avevamo preparata cercando di attaccare degli spazi, come è capitato soprattutto fino allo 0-0 con due situazioni secondo me molto interessanti, e poi magari cambiare durante la partita le caratteristiche che volevi in campo”. Il tecnico biancoscudato ammette di essere stato costretto a rivedere i piani dopo gli infortuni di fine primo tempo: “Ti costringono a fare dei cambi non per scelta tattica ma per emergenze, e a maggior ragione poi fai fatica se non a cercare di rimettere energia fresca nelle zone del campo”. Il punto, per Breda, è soprattutto nella gestione degli episodi: “Dovevamo portare gli episodi dalla parte nostra e invece li abbiamo concessi su quello che loro sono bravi. Quello dell’errore là, secondo me, è un errore che potevamo evitare”. Nessun alibi, però, per lo spogliatoio: “I ragazzi hanno fatto una gara di grande sacrificio, nonostante le difficoltà, e senza cercare alibi o colpevoli dobbiamo continuare a lavorare sapendo che dobbiamo fare in fretta, e dobbiamo in fretta ancora di più diventare squadra”. Sull’atteggiamento complessivo, l’allenatore si dice soddisfatto: “L’atteggiamento della squadra secondo me è la risposta importante dopo il 2-0, perché poteva tagliarti le gambe, poteva farti prendere un’imbarcata, perché loro non è che non continuano ad attaccare: nel loro DNA è attaccare fino alla fine”. Tornando sul primo gol subito, Breda è lucido nell’analisi: “Siamo andati a mettere su un piatto d’argento un’opportunità sulle loro caratteristiche, quelle di passarti in avanti. Sapevamo che capitava questo, dovevamo essere più veloci nel far girare la palla o magari andare più in avanti, e invece abbiamo giocato un pochino con poca lucidità”. E sul lavoro che attende i biancoscudati: “Dobbiamo in fretta mettere ancora un po’ di gamba, perché oggi il Frosinone è una squadra che corre, e la risposta mi è piaciuta anche da parte di chi è entrato. Dobbiamo toglierci le paure del passato e lavorare sul concetto che è tutto ancora aperto, e abbiamo tutto per poter far bene”. Raccogliendo poi la sollecitazione di un cronista sulla reazione della squadra dopo il 2-0, Breda conferma la lettura: “È una visione corretta. Nel secondo tempo siamo stati anche un pochino più aggressivi in mezzo al campo, invece nel primo, sia in fase di possesso sia quando c’era da aggredirli, partivamo sempre quel mezzo secondo dopo o guardavamo la giocata mezzo secondo dopo. Dobbiamo essere bravi ad avere subito le idee chiare”. Chiusura dedicata al pubblico biancoscudato, che non ha fatto mancare il proprio sostegno: “Mi è piaciuto molto l’apporto del pubblico dall’inizio alla fine, abbiamo capito che ci danno una mano, però è logico che poi in campo ci andiamo noi, ci vanno i ragazzi, e dobbiamo fare punti. Questa deve essere una base, però dobbiamo trovare soluzioni in fretta, e nel trovarle dobbiamo essere determinati a spingere forte da qui alla fine”.
A seguire prende la parola Paolo Ghiglione, che parte dal racconto delle due settimane di transizione: “Ha cambiato l’allenatore, abbiamo cambiato anche un po’ il modo di lavorare. La prima mezza settimana è stata un po’ di adattamento a quelle che sono le nuove richieste sia del preparatore che dell’allenatore. È normale che quando cambia un allenatore si parte tutti da zero. Il mister ha avuto la possibilità di valutarci in queste due settimane, poi ha scelto la formazione di oggi in base agli allenamenti”. Sul momento complicato che sta vivendo la squadra, l’esterno biancoscudato non nasconde le difficoltà, ma sottolinea il legame con il pubblico: “È vero, oggi veniamo da quattro sconfitte di fila che, rispetto a quello che abbiamo fatto prima, non era cosa usuale. I tifosi sono dalla nostra parte, ci hanno detto che staranno con noi fino alla fine, e questo deve essere da qui alle ultime partite”. Passando all’analisi della gara, Ghiglione riconosce una partenza positiva interrotta dall’episodio del primo gol: “Siamo partiti anche bene, abbiamo fatto quello che dovevamo fare come avevamo interpretato col mister la partita. Potevamo avere un po’ di coraggio in più con la palla, sicuramente. Dopo il primo gol ce lo siamo fatti veramente da soli, e quello ci ha un po’ destabilizzato. Poi dopo cinque minuti abbiamo preso il secondo; nel secondo tempo c’è stata una buona reazione, è un peccato non aver segnato neanche un gol, magari si poteva riaprire la partita”. Sollecitato sugli errori difensivi, l’esterno biancoscudato risponde: “Sul primo gol non l’ho ancora rivisto. C’è stato un giropalla forse un po’ lento, poi si è infilato l’attaccante del Frosinone, un rimpallo, e insomma, errori che non possiamo permetterci in queste ultime partite, perché da qui alla fine i dettagli fanno la differenza”. Sulla seconda rete: “C’è stato un calcio d’angolo, una respinta, forse siamo saltati in due sulla stessa palla e si è creato un buco dietro, e la palla è finita al giocatore del Frosinone che ha segnato”. Rispondendo poi a una domanda sulla differenza di atteggiamento tra primo e secondo tempo, Ghiglione conferma la lettura del tecnico: “Sapevamo che il Frosinone ha esterni di gamba, esterni forti, e quindi ti portano a tenere magari un blocco basso. Forse mancava un po’ di coraggio nello stare un po’ più su di 15-20 metri, come abbiamo fatto poi nel secondo tempo. Quando sei sotto di 2-0 hai anche un po’ meno da perdere, e questo ti porta mentalmente ad andare un po’ più in avanti rispetto al primo tempo”. In chiusura, un passaggio personale legato al suo passato in maglia giallazzurra — Ghiglione ha infatti vestito la maglia del Frosinone nella stagione di Serie A — con un confronto tra ieri e oggi: “Ho fatto quell’anno di Serie A e c’era grande entusiasmo, e l’ho ritrovato un po’ quest’anno rispetto all’anno scorso, che per il Frosinone è stata un’annata così e così. Con questo pubblico, questo calore, giocare in questo stadio non è facile: dal campo si sente che c’è una curva che spinge veramente tanto”.