Fatti
Era dall’inizio del campionato, e più precisamente da fine settembre, che il Padova non riusciva a centrare due vittorie consecutive. All’epoca i biancoscudati superarono prima la Virtus Entella all’Euganeo per 2-1 (che sarà peraltro la prossima avversaria in calendario) e poi si imposero di misura per 1-0 nella trasferta di Monza. La terza partita della gestione Breda, la seconda disputata tra le mura amiche, porta questa volta la firma di Seghetti – già castigatore dei granata nella gara d’andata – e certifica il tanto atteso bis di successi. Un 1-0 dal peso inestimabile per la corsa salvezza, fondamentale per tornare ad alimentare un entusiasmo che sembrava essersi ormai spento sotto il peso delle cinque sconfitte di fila.
In un Euganeo che registra nuovamente il tutto esaurito, con oltre 11 mila presenze (di cui 950 provenienti dall’Emilia), Breda opta per il 3-5-2 con due differenze rispetto all’undici titolare sceso in campo contro l’Empoli: Sorrentino in porta; Faedo, Villa in posizione centrale e Pastina come braccetto di sinistra in difesa (con Sgarbi e Perrotta che partono dalla panchina); Capelli sulla fascia destra, Favale sulla fascia sinistra e Crisetig in cabina di regia con Varas e Fusi a supporto; Di Mariano e Bortolussi in attacco. L’ex Pierpaolo Bisoli conferma la formazione annunciata alla vigilia schierando un 4-3-2-1, che si tramuta facilmente in un 4-3-3: Micai in porta; Libutti, Vicari, Lusuardi e Bonetti in difesa; Bertagnoli, Reinhart e Portanova a centrocampo; Lambourde, Bozhanaj e Gondo in attacco.
Un primo tempo dai due volti manda Padova e Reggiana negli spogliatoi dell’Euganeo sul punteggio di 0-0. L’avvio di gara è vibrante, con la formazione ospite subito aggressiva e pericolosa già al 5′ sugli sviluppi di un corner con Lambourde. La risposta biancoscudata non si fa attendere: al 9′ un delizioso cross di Favale su punizione pesca la testa di Pastina, che sfiora il vantaggio, imitato due minuti più tardi da Varas, la cui conclusione di prima intenzione su assist di Capelli termina però alta sopra la traversa. Con l’avvicinarsi della mezz’ora i ritmi si abbassano drasticamente; la costruzione del Padova si fa imprecisa, viziata da troppi errori banali in palleggio, e la partita si innervosisce, frammentata da proteste e ripetuti falli a centrocampo (tra cui spicca l’ammonizione per Reinhart al 24′). Con gli animi ulteriormente accesi viene allontanato Domenico Fracchiolla (direttore sportivo della Reggiana). La gara si riaccende improvvisamente nell’ultimo quarto d’ora: al 33′ serve un super intervento di Sorrentino per disinnescare una velenosa e folle conclusione dalla distanza dello stesso Reinhart. È il preludio a un botta e risposta emozionante negli ultimissimi minuti prima del recupero: al 40′ Bozhanaj anticipa tutti di testa ma spreca per gli emiliani, mentre sul fronte opposto Micai si fa trovare attento sulla conclusione in area di Fusi (42′), anticipando di una manciata di secondi un velenoso diagonale di Di Mariano che si spegne sul palo lontano, sigillando l’equilibrio della prima frazione.

La ripresa si apre con un volto nuovo tra le fila ospiti: Bisoli inserisce subito Rover al posto di Bozhanaj. I primi istanti confermano l’andamento ruvido della prima frazione, con il gioco che subisce una brusca interruzione già al 47′ a causa di una violenta pallonata al volto che stende Reinhart, colpito in pieno da un rinvio di Pastina. Alla ripresa delle ostilità, il Padova prova a cingere d’assedio la trequarti avversaria. Breda tenta di sfruttare i calci da fermo, affidandosi alle traiettorie di Di Mariano e alle giocate di Varas, ma la Reggiana non si scompone. Anzi, rinvigorita dall’ingresso di Tripaldelli (subentrato all’ammonito Bonetti), la formazione emiliana sale di cattedra e sfiora clamorosamente il vantaggio in due occasioni ravvicinate. Al 63′ l’Euganeo trema: un pennellato traversone dalla sinistra proprio di Tripaldelli pesca Portanova completamente colpevolmente solo a centro area, ma il colpo di testa da due passi termina incredibilmente alto. Pochi minuti più tardi è ancora la retroguardia biancoscudata a soffrire le iniziative degli ospiti, che si rendono insidiosi prima con una bordata dal limite dello stesso Tripaldelli e poi con una conclusione alta di Bertagnoli, liberato al tiro da un’intelligente sponda dell’attivissimo Gondo. È nel momento di massima flessione, con l’inerzia che sembra scivolare verso i granata, che mister Breda decide di ridisegnare lo scacchiere tattico, pescando i jolly dalla panchina. Tra il 67′ e il 77′, le uscite di Fusi, Di Mariano, Varas e Bortolussi fanno spazio a Di Maggio, Caprari, Jonathan Silva e Seghetti. L’ingresso delle forze fresche rivitalizza immediatamente la manovra offensiva. Dopo un provvidenziale recupero di Tripaldelli su un gran lancio di Varas per Capelli, matura l’episodio che decide il match all’80’, confezionato interamente dai nuovi entrati: Di Maggio estrae dal cilindro una verticalizzazione illuminante che taglia la retroguardia ospite e pesca in area Caprari; il numero 24, con estrema lucidità, appoggia un pallone teso a centro area su cui si avventa come un falco Seghetti, che brucia i difensori e insacca l’1-0 sotto la curva sud. La reazione di Bisoli è disperata, con gli ingressi di Charlys, Fumagalli e Novakovich nel tentativo di riacciuffare il pari. Il Padova, però, si compatta con ordine, amministrando il possesso e sfiorando persino il colpo del ko all’87’, quando un chirurgico rasoterra dalla destra di Capelli non trova la deviazione vincente di Caprari per una questione di centimetri. Nei quattro minuti di recupero assegnati dall’arbitro Mucera, si consuma il dramma sportivo finale: al 92′ Pastina è monumentale nel murare un pallone velenosissimo messo in mezzo da Fumagalli, ma al 94′ l’Euganeo trattiene il respiro. Sugli sviluppi di un’azione estremamente confusa, Novakovich spinge la sfera in rete dopo un’uscita disperata di Sorrentino. Il direttore di gara, però, ferma tutto e strozza in gola l’esultanza emiliana: la rete è annullata per una netta carica irregolare di Rover ai danni dell’estremo difensore patavino. È l’ultimo brivido prima del triplice fischio che sancisce una vittoria di inestimabile valore per il Padova.
Roberto Breda, visibilmente soddisfatto ma con i piedi ben piantati a terra, ha analizzato la vittoria della sua squadra ai microfoni del post partita senza lasciarsi trasportare dall’entusiasmo. “Questo pomeriggio valgono solamente i tre punti. Nessun effetto Breda o effetto Seghetti, ma solamente i tre punti”, ha esordito il tecnico, respingendo qualsiasi personalismo e sottolineando come il merito sia esclusivamente collettivo. “Mi fa davvero piacere che abbia segnato Alessandro, perché anche lui arrivava da un periodo non semplice. Vittoria davvero voluta da parte di questo gruppo meraviglioso che sta lottando ogni giorno, in ogni singolo allenamento”. Breda ha poi spiegato nel dettaglio le ragioni tattiche dietro la scelta a sorpresa di schierare Villa dal primo minuto al posto di Perrotta, reduce da un’ottima prova contro l’Empoli: “Conosco molto bene Cedric Gondo per averlo anche allenato, e so che ha una fisicità importante. Come giocatore, per tenere botta, Lorenzo ha caratteristiche più simili a lui. Infatti ha fatto una grandissima partita contro un attaccante molto scomodo, perché loro basano molto del loro gioco sul fatto che Gondo difende palla per far ripartire gli altri. Avere uno in grado di non farlo giocare tranquillamente era importante per contrastare la loro idea di gioco”. Il mister ha riservato un elogio particolare alla profondità della rosa, decisiva ancora una volta grazie all’apporto dei subentrati: “La rosa ha dei valori importanti, sia dal punto di vista tecnico che da quello morale, ed è la cosa che sta facendo la differenza in questo momento. E non lo vedo solo nelle partite, lo vedo nella qualità degli allenamenti, che sono sempre a ritmi alti per merito di tutti i componenti”. Breda ha poi approfondito il lavoro psicologico svolto con chi non parte titolare: “È logico che quando non giochi non sia mai il massimo per un calciatore. Però il momento è stato talmente delicato che, essendo persone intelligenti oltre che ragazzi veramente in gamba, hanno capito la situazione. Sanno che si può essere determinanti anche giocando venti minuti, come è successo oggi e nella partita precedente. La forza di questo gruppo è la capacità di mettere l’obiettivo della squadra davanti ai pensieri personali”. Parole al miele anche per Lorenzo Crisetig, nel quale Breda ha confessato di rispecchiarsi per caratteristiche tecniche: “Io in lui mi rivedo un pochino rispetto ai miei inizi da calciatore. So per esperienza personale che quando lavori in una certa maniera, in campo diventi un altro giocatore perché fai meno fatica. È un giocatore che ha grandissima esperienza, qualità e letture. Ci sono giocatori con fisicità importanti che magari hanno meno bisogno di faticare in un certo modo, e altri che invece hanno proprio bisogno di questo tipo di lavoro. Il suo atteggiamento è per tutti encomiabile da guardare”. Il tecnico si è soffermato anche sulla scelta di impiegare Jonathan Silva nel ruolo inedito di mezzala: “In quella posizione ha determinati compiti in fase di non possesso che ha interpretato molto bene. In quella mattonella di centro-destra per un giocatore sinistro va molto bene. Sono contento perché questa era la prima settimana intera che l’ho avuto a disposizione e mi ha dato fin da subito segnali importanti. Ha dei margini di miglioramento enormi, ma ha bisogno di tempo e di giocare con continuità”. Un pensiero speciale è andato infine all’atmosfera dello stadio Euganeo, che Breda ha definito una vera e propria scoperta: “Giocare in uno stadio così è proprio bello. Abbiamo la nostra curva caldissima e attaccata al campo; è evidente l’impatto positivo che tutto questo ha sui ragazzi quando attacchiamo in quella direzione, trasforma l’atteggiamento della squadra”. Nessuna concessione all’euforia, però, in vista della prossima trasferta: “Adesso abbiamo altre tre battaglie, a partire dalla prossima contro la Virtus Entella, in un campo che conosco molto bene e che so essere difficile per chiunque ci vada. Dobbiamo recuperare in fretta e prepararla al meglio”, ha concluso Breda, già proiettato con la mente verso il prossimo appuntamento decisivo nella corsa salvezza.
Lorenzo Crisetig, capitano e simbolo di una squadra in piena corsa salvezza, ha analizzato con lucidità il momento della sua formazione ai microfoni del post partita. “Siamo cresciuti sotto tutti i punti di vista. Non è un processo iniziato oggi, ieri o una settimana fa: è dall’anno scorso che stiamo portando avanti un percorso di crescita importante”, ha esordito il centrocampista, ricordando come il gruppo abbia saputo integrare i nuovi arrivi mantenendo la solidità costruita nella scorsa stagione. Crisetig ha poi dedicato parole speciali al pubblico e alla spinta della curva: “Su ogni azione, contrasto o palla recuperata senti davvero la spinta che ti arriva dai tifosi. Tante palle mezze e mezze le abbiamo riconquistate proprio grazie alla gente che ti porta ad avere un’attitudine diversa”. Il capitano ha voluto elogiare in particolare il compagno Seghetti, autore di un gol pesante dopo settimane ai margini: “Ha collezionato pochissimi minuti finora, ma è entrato e ha fatto una prestazione incredibile. Se non ti alleni a mille per tre settimane anche senza giocare un minuto, non entri così”. Nessun calcolo sulla classifica, però, nella testa del gruppo: “Ogni partita è una finale. Dobbiamo pensare a portare punti a casa restando compatti, senza guardare alla gara successiva”, ha dichiarato Crisetig, che ha infine speso parole di apprezzamento per il lavoro del nuovo tecnico Breda: “Dopo quattro o cinque sconfitte di fila sembrava che nulla funzionasse. Il mister è stato bravo a riportarci sui binari giusti con poche cose semplici, facendoci restare focalizzati su quello che dovevamo fare ogni giorno”.

La corsa alla salvezza continua sabato 25 aprile alle ore 15 a Chiavari contro l’Entella per un’altra sfida salvezza, dove mancano alla fine della stagione solo tre partite, dove ogni singolo punto può fare la differenza.