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Il ricordo. Giovanni Santone per i diritti dell’infanzia
Giovanni Santone, scomparso a inizio ottobre, fu un pioniere dei diritti dell’infanzia.
IdeeGiovanni Santone, scomparso a inizio ottobre, fu un pioniere dei diritti dell’infanzia.
Giovanni Santone, scomparso a inizio ottobre, fu un pioniere dei diritti dell’infanzia. Da giovane laureato molisano hainiziato a lavorare all’Enaoli (Ente nazionale assistenza orfani dei lavoratori italiani) in un dopoguerra molto difficile per le nuove generazioni. È poi arrivato a Padova e, dopo la soppressione dell’Enaoli e di altri enti nazionali nel 1977, ha continuato a occuparsi di diritti negati dell’infanzia in qualità di dirigente per la Regione Veneto. Con la Fondazione Zancan ha contribuito a rispondere alla domanda: è possibile un progetto-obiettivo adolescenti? Introducendo la pubblicazione sui risultati dei seminari di ricerca intorno a questa domanda, sosteneva che le motivazioni per operare con progetti-obiettivo sono molto particolari, per affrontare i rischi sociali con risorse limitate (1985). Un progetto-obiettivo dichiara perché è indispensabile e i traguardi che intende perseguire. Si parte dalla conoscenza approfondita dei problemi per poi verificare i risultati. Dopo molti anni, nel 2020, la Corte Costituzionale ha riconosciuto l’importanza della co-progettazione e della co-programmazione. Entrambe ricordano i criteri indicati da Giovanni per affrontare insieme i problemi sociali, rivendicando il diritto di avere doveri e condividerli responsabilmente. Ha continuato a fare e essere così quando il sindaco di Padova Flavio Zanonato gli ha chiesto di ricoprire la carica di assessore ai servizi sociali (1993-1999). Tanti padovani hanno così potuto conoscerlo e apprezzarlo per come sapeva affrontare i problemi sociali (affido, adozione, accoglienza dei migranti, povertà, …). Agli amici regalava una ricetta molto particolare: prendere 2 dl di pazienza, una tazza di bontà, quattro cucchiai di speranza e una dose di buona fede. Aggiungere due manciate di tolleranza, un poco di prudenza, qualche filo di simpatia, una manciata di quella piccola pianta rara che si chiama umiltà e una grande quantità di buon umore. Condite il tutto con molto buon senso. Lasciate cuocere a fuoco lento e avrete una buona giornata. Lo ricordiamo così.
Tiziano Vecchiatopresidente Fondazione Zancan