Mosaico
Il settore edile cerca almeno 450mila addetti in sette anni
Non è una novità: il settore edilizio è alla disperata ricerca di maestranze.
MosaicoNon è una novità: il settore edilizio è alla disperata ricerca di maestranze.
Ma è anche un settore in evoluzione continua, che purtroppo non gode di grande immagine tra i giovani: l’immagine popolare è ancora quella del muratore di una volta, cazzuola in mano; è inoltre un settore che è spesso agli onori della cronaca per gli infortuni sul lavoro. Fattori che conoscono bene alla Scuola edile di Padova. «La mancanza di manodopera è un problema che affligge da tempo il settore delle costruzioni. Nei prossimi sette anni, sia a causa dei pensionamenti sia per il previsto sviluppo del settore, si prevede un’offerta di 450 mila posti di lavoro in edilizia, posti che si faticherà a coprire», racconta Andrea Pagnacco, direttore della Scuola edile di Padova. «La nostra scuola – continua Pagnacco – è in prima linea per formare i futuri lavoratori edili: si pensi che prima ancora di terminare il percorso formativo, ciascuno dei ragazzi ha già una decina di proposte di lavoro». Due studenti su tre entrano nel mercato del lavoro dopo i tre anni della formazione professionale o il quarto anno come tecnico edile, l’altro terzo sceglie invece di conseguire il diploma Cat che permette di accedere alla formazione superiore postdiploma. Il mercato oggi non richiede solo braccia, dovendo stare al passo con le richieste di sempre maggiori standard qualitativi: in linea con le richieste, il percorso alla scuola edile assume sempre più i connotati di una formazione tecnica. Chi ne esce sa padroneggiare strumenti come il Bim, ha fatto esperienze laboratoriali con i tecnici delle aziende e sa padroneggiare i nuovi materiali e le nuove tecnologie.