Mosaico
Chi è amante del camminare, del dolce andare, non può fare a meno di vivere qualche tappa del Cammino di Adelaide, percorso di 343 chilometri che parte dall’abbazia di Pomposa, a Codigoro, Ferrara, e termina a Garda, Verona. Si passa per borghi storici, pievi, castelli e santuari dei Colli Euganei, Berici e della Valpolicella attraverso sedici tappe, ciascuna progettata per essere percorsa in giornata. Il cammino nasce una decina d’anni fa grazie alla volontà e dedizione di Juan Francisco Anchel Arribas, cittadino spagnolo immigrato a Padova, ed è stato recentemente riconosciuto dalla Regione e inserito nel novero dei cammini veneti; il nome Adelaide rimanda alla santa di Borgogna vissuta nell’11° secolo.
«Mio marito è mancato nel 2022, era appassionato di alpinismo ed escursionismo, ha voluto realizzare questo itinerario come dono al territorio che lo ha accolto: era riuscito a ricostruire buona parte del percorso fatto dall’imperatrice Adelaide, così con un gruppo di amici abbiamo deciso di portarlo a termine – racconta la moglie, Marina Pavanello, di Conselve – Tutto iniziò con Anchel quando vedemmo una targa presso l’eremo di San Cassiano, a Lumignano, frazione di Longare, Vicenza, che segnalava il luogo quale dimora della regina Adelaide, figlia del re di Borgogna e sposa nel 947 di Lotario, re d’Italia. Facemmo delle ricerche su questa grande donna che, dopo la morte del marito, fu costretta a fuggire per evitare pericoli e matrimoni politicamente convenienti, e che si nascose temporaneamente tra i Colli Euganei e i Berici».
L’itinerario attuale è stato tracciato inserendo una segnaletica dedicata, partendo dagli scorci rurali del Delta del Po, passando per il Polesine, la Bassa Padovana (Cavarzere e Pontecasale), i Colli Euganei con Torreglia e Carbonara, proseguendo verso i Berici con Barbarano/Mossano, Longare, Grancona (Val Liona) e Lonigo; il cammino si dirige quindi verso la città di Garda toccando le terre di Soave, Montorio (Verona), Negrar e Sant’Ambrogio di Valpolicella. Tra alcuni dei luoghi suggestivi si incontrano l’abbazia di Santo Stefano (Due Carrare), la chiesa del Sacro Cuore di Torreglia, il monastero camaldolese del Monte Rua, la chiesetta di Sant’Antonio Abate a Teolo, la grotta di Santa Felicita.
Il percorso, pensato come via di turismo lento e sostenibile per vivere e assaporare le bellezze storico-naturali dei territori, affrontabile sia a piedi che in bicicletta, è spiegato in dettaglio nel sito cammino
diadelaide.it. è adatto a tutti, anche a persone con ridotta mobilità che, per alcuni tratti collinari più impegnativi, possono usufruire di mezzi pubblici o collegamenti stradali; è possibile acquistare la credenziale che, se completata, prevede la consegna dell’attestato, “la Adelaidina”.