Idee
Se in Italia l’indice di fertilità è ulteriormente sceso a 1,14 figli per donna, è anche perché si stanno riducendo le famiglie con tre e più figli. Quelle che dovrebbero compensare chi non fa figli o ne fa solo uno, per raggiungere l’equilibrio demografico di 2,1 figlio per donna. È una delle conclusioni a cui si è giunti – dati alla mano – all’Assemblea Nazionale delle Famiglie Numerose che si è tenuta a Misano Adriatico fino al 2 giugno scorso. L’Associazione Nazionale delle Famiglie Numerose da più di vent’anni a questa parte si prodiga per “promuovere adeguate politiche familiari che tutelino e sostengano le funzioni della famiglia e dei suoi diritti, come riconoscimento del ruolo sociale, educativo e formativo che questa svolge per la società” (cfr. https://www.famiglienumerose.org). Secondo lo Statuto possono far parte dell’Associazione le famiglie che hanno almeno quattro figli e questo, oggi, comporta che gli iscritti siano un numero non certo molto alto, ma la cui voce è forte e si fa sentire. Così si legge ancora nel sito: “Desideriamo creare gruppi di acquisto solidali, banche del tempo, mercatini dell’usato, scambiarci informazioni su quanto fanno le Amministrazioni pubbliche a favore delle famiglie numerose, in altre regioni, in altre provincie, in altri comuni, affinché il maggior numero di famiglie possibile possa accedere al più presto a condizioni di vita più dignitose; avanzare proposte in ambito fiscale e tributario, a livello nazionale e locale: alcune tariffe come quelle delle utenze domestiche (luce/acqua/gas/tassa sporco) o alcuni servizi (abbonamenti autobus/mense scolastiche/gite e viaggi di istruzione/libri e iscrizioni scolastiche) sembrano fatte apposta per punirci di aver donato all’Italia splendidi bambini, i nostri”.
Bisogna riconoscere che essere una famiglia numerosa oggi in Italia comporta una forte consapevolezza di quanto sia bello avere numerosi figli, anche sapendo accettare le fatiche e le ristrettezze che questo comporta. I genitori che donano e accolgono la vita in abbondanza sono dei testimoni credibili dell’amore agli occhi di tutti. Quando si è in tanti la prima cosa che necessariamente si impara è uno spirito di sobrietà che non si esercita solo nell’ambito del cibo e delle necessità materiali, ma diviene anche uno stile con cui guardare tutta la realtà. Si ridimensionano le esigenze, si danno diverse
priorità alle cose, ci si esercita a non avere tutto per sé. Anche l’arte del dialogo viene affinata: lo spazio per parlare e far valere la propria idea è da gestire con generosità e c’è da essere attenti che non prevalga solo la voce del più forte a danno del più piccolo o del più fragile. I fratelli numerosi in una famiglia sono invitati dai genitori a volersi bene per il fatto stesso di essere insieme. Talvolta può prevalere la caoticità e possono verificarsi incomprensioni e litigi, anche divisioni, ma l‘unione può trovare sempre la strada per prevalere. Quando si è in tanti ciascuno è chiamato a trovare il suo spazio e quando i figli diventano adolescenti sta ai genitori trovare per ciascuno i canali di comunicazione più adatti. Fondamentale è la distribuzione del tempo: il padre e la madre si rendono capaci di dedicare del tempo di qualità per ciascuno dei figli. Molto spesso le famiglie numerose sono aperte verso l’esterno, pronte ad aggiungere un posto a tavola per un ospite. Gli amici sono tanti e graditi, si è pronti ad accogliere, aiutare ed essere aiutati. La gioia di una famiglia numerosa è lo sprone più efficace ad aumentare il numero dei figli per chi è tentato di far prevalere la paura nel futuro e il calcolo delle risorse a disposizione. Una maternità e paternità responsabili non escludono la possibilità di avere più figli confidando nel fatto che essi potranno essere protagonisti in un Paese più ricco di umanità.