Nei primi giorni di gennaio, la liturgia ci propone di ascoltare i capitoli 1 e 2 del Vangelo secondo Giovanni, dove è raccontato l’incontro di Gesù con i suoi primi discepoli. Anzitutto c’è Giovanni Battista, che un giorno sta con due dei suoi e, vedendo Gesù che passa, dice: «Ecco l’agnello di Dio»; e loro iniziano a seguire Gesù. Uno dei due era Andrea, fratello di Simon Pietro, che va subito da suo fratello e gli dice: «Abbiamo trovato il Messia» e lo conduce da Gesù. Il giorno dopo Gesù incontra Filippo e questi va da Natanaele e gli parla di lui. Incontriamo Gesù è il titolo degli orientamenti nazionali della catechesi; titolo evocativo, che vuol ricordarci l’obiettivo di ogni incontro o percorso di catechesi. Il Vangelo secondo Giovanni ci invita a non passare sopra troppo velocemente a quel verbo al plurale: «Incontriamo». L’incontro avviene grazie ad altri, insieme ad altri. Da tempo insistiamo, nella nostra Diocesi, sull’importanza che il cammino di catechesi sia preparato e vissuto da un’équipe. L’ideale sarebbe che ci fosse dialogo e collaborazione anche tra catechisti e accompagnatori dei genitori, come pure che nell’équipe ci fossero anche educatori e parroco. Infine, quante volte ci siamo detti che programmazione e verifica sarebbe bello che coinvolgessero pure il consiglio pastorale? Non è sempre spontaneo lavorare insieme, per cui è importante fare formazione insieme. Cercheremo nel prossimo anno di puntare su questo, magari proponendo momenti di formazione condivisa (e non catechisti da una parte e accompagnatori dall’altra, per esempio). Sogniamo di poter fare qualcosa insieme anche con gli altri uffici, perché nascano momenti comuni di formazione tra chi si dà da fare per la catechesi e chi per la liturgia, la carità, la missione… Nelle nostre comunità la ricchezza è molta: a noi decidere se valorizzarla al meglio, spendendola insieme.