La reciprocità è la chiave. Irpea e le parrocchie: sinergie per una vera inclusione
A Ponte San Nicolò i giovani adulti di Casa Ponte hanno fatto da volontari alla sagra della parrocchia di San Leopoldo Mandić; a Santa Giustina in Colle tre persone del centro diurno Villa San Francesco gestiscono banco e tavoli nel bar inclusivo del circolo Noi; a Vigodarzere i volontari accompagnano la quotidianità della comunità alloggio, tra pranzi, messa domenicale e laboratorio di cucina. La chiave: non solo servizi, ma occasioni per essere parte attiva.
Tante idee ma, soprattutto, relazioni e sinergie: così l’inclusione passa da principio a realtà concreta. Con questo spirito Fondazione Irpea guarda ai risultati dei progetti in collaborazione con le parrocchie del territorio in cui opera. Un primo esempio si trova a Ponte San Nicolò, a Casa Ponte, gruppo appartamento negli spazi della parrocchia di San Leopoldo Mandić dove giovani adulti con disabilità lieve o media anche quest’anno hanno preso parte alla sagra parrocchiale in qualità di volontari, svolgendo attività e consolidando la relazione con i parrocchiani. A Santa Giustina in Colle, invece, l’incontro passa dal bancone di un bar: dal 2025 tre persone del centro diurno Villa San Francesco partecipano al progetto del bar inclusivo del circolo Noi, imparando a gestire banco e tavoli insieme a operatori e volontari. A Vigodarzere, nella comunità alloggio Don Franco Tescari, la collaborazione con i volontari parrocchiali entra invece nella quotidianità: dalla presenza durante il pranzo all’accompagnamento alla messa domenicale, fino al laboratorio di cucina del venerdì, animato dalle signore del paese. «Il supporto della rete locale è fondamentale» sottolinea Vera Boccaccio, coordinatrice delle comunità alloggio. Per Irpea, la chiave per costruire queste partnership non è soltanto offrire servizi, ma creare occasioni affinché le persone con disabilità possano essere parte attiva della comunità, in un’ottica di reciproco scambio di esperienze con i suoi membri.