Fatti
«Durante i seminari pomeridiani una ragazza che era con noi ha letto su una maglietta una frase che ci è rimasta impressa: “Non basta commuoversi, bisogna muoversi”». Lorenzo Rossi era tra i 50 mila che da tutta Italia sono giunti a Torino, sabato 21 marzo, per la 31a Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie, promossa da Libera. Rossi attualmente ricopre il ruolo di consigliere comunale nel Comune di Selvazzano Dentro, eletto con la lista civica Selvazzano Insieme, ma – non da meno – è capo scout. E anche con questo ruolo e con questa responsabilità è andato nel capoluogo piemontese con il clan-Fuoco Altair del gruppo scout Agesci Padova 10. In tutto erano 13: «Come sottolineato da don Luigi Ciotti nel suo bellissimo discorso, la fame è qualcosa di più forte del desiderio, qualcosa che ci spinge ad agire e metterci in gioco di fronte all’indifferenza e alle ingiustizie. Credo fortemente che lo scautismo sia in questo senso una palestra di vita: in particolare nel periodo del Clan-Fuoco (17-20 anni) le ragazze e i ragazzi si confrontano all’interno di una comunità in cui ciascuno è chiamato a chiedersi come essere un buon cittadino e un buon cristiano; si condividono esperienze di servizio verso il prossimo e crescita spirituale, lungo la strada si impara cosa significa farsi carico di un po’ del peso di chi è maggiormente in difficoltà».
«Questo percorso mi portato inevitabilmente ad ampliare lo sguardo oltre il mio orticello e a capire che, come ci ha insegnato don Lorenzo Milani, “il problema degli altri è uguale al mio, sortirne insieme è la politica, sortirne da soli è l’avarizia”». Rossi ricorda, con orgoglio, che la prima azione dell’amministrazione che attualmente rappresenta è stata l’adesione di Selvazzano Dentro proprio ad Avviso Pubblico, un gesto inequivocabile «per la promozione della cultura della legalità».
Il corteo, partito nella mattinata di sabato da piazza Solferino, ha sfilato poi per il centro di Torino per poi terminare in piazza Vittorio Veneto, dove, con grande umanità e commozione, sono stati letti i nomi delle 1.117 vittime. Molti i familiari presenti: «Essere a Torino a fianco dei parenti delle vittime innocenti delle mafie ha dato modo a me, oltre che ai ragazzi che ho accompagnato, di capire ancora una volta quanto sia necessario fare sentire la propria voce, essere comunità in cui sostenersi vicendevolmente e toccare con mano la sofferenza di un mondo che chiede ogni giorno verità e giustizia – continua Lorenzo Ross – Credo che le oltre 50 mila persone che hanno preso parte al corteo siano la migliore risposta a un mondo in cui sembra che ormai la legge del più forte possa prevalere su ogni diritto: noi non ci stiamo e vogliamo gridare con forza che un’alternativa è possibile. In questo senso dobbiamo raccogliere l’invito di don Ciotti a non accontentarci di avere le mani pulite se poi le teniamo in tasca e non le porgiamo al prossimo per aiutarlo».
Con delibera del consiglio comunale del 14 aprile 2025, il Comune di Selvazzano Dentro ha aderito ad Avviso Pubblico (in totale, in Veneto, sono in 124 tra Comuni, Province ed enti) e quest’anno per la prima volta ha partecipato alla manifestazione nazionale di Libera, a Torino: «Sono tappe di un percorso importante – sottolinea il sindaco Claudio Piron – per aiutare la nostra città e i consiglieri comunali ad acquisire maggiore consapevolezza dei fenomeni criminali e mafiosi che si stanno moltiplicando in Veneto come nella nostra provincia di Padova. Basta sfogliare i quotidiani ed ogni giorno ci sono pagine dedicate a corruzione ed evasione, presenze mafiose e gruppi criminali, condanne di affiliati alle ‘ndrine e amministratori indagati, aziende in crisi a causa di strozzinaggi e concorrenza sleale, giochi d’azzardo di ogni genere e miliardi di euro trafugati alle tasche delle famiglie e alle casse dei Comuni, con situazioni sempre più preoccupanti».