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La testimonianza di un sacerdote dal fronte: “Chi è qui si occupa di prepararsi all’eventuale scontro a terra e presta aiuto ai profughi”
“Devo stare attento a quel che dico perché sono convinto che le telefonate siano intercettate e non vorrei che si capisse dove stiamo operando per non mettere a rischio la nostra azione a sostegno dei profughi e degli ucraini al fronte”. Fa tremare i polsi la frase pronunciata da don Igor, nome di fantasia che un sacerdote ucraino si è dato per non essere scoperto. Il settimanale diocesano "Il Nuovo Torrazzo" lo ha chiamato nel suo Paese, nella parte occidentale della nazione, nei pressi del corridoio umanitario verso la Polonia che fa capo a Leopoli. È lì che opera per aiutare chi combatte e chi cerca di mettersi in salvo