Mosaico
È una Venezia lontana dalle immagini delle cartoline estive quella che accoglie le avventure dei protagonisti dell’ultimo libro del romanziere padovano Matteo Strukul. Dopo il successo de La congiura delle vipere, la città lagunare fa ora da sfondo al sequel La vendetta dei leoni di Venezia (Newton Compton Editori) ambientato nel 1617 all’indomani della congiura di Bedmar. Tra le calli si consumano vendette, intrighi e giochi di potere disposti all’interno dei due assi narrativi principali, quello della resa dei conti tra i veneziani e i pirati Uscocchi e quello dell’incarico al Caigo di eliminare tutti i cospiratori della recente congiura.
Al centro di tutto c’è proprio lei, una Venezia in cui il sale del mare si mescola all’odore del sangue e del veleno: «Potrei scrivere molti romanzi su questa città e ho avuto il desiderio di affrontare un periodo diverso dal Settecento già trattato con Canaletto e Casanova – esordisce Strukul – Per me Venezia è un’ispirazione costante e, poiché fino al 1797 ha significato anche Veneto, si arriva a tutta la terraferma, dal Vicentino al Padovano fino al Trevigiano. Credo che questo sia un territorio che ha molto da raccontare e una grande eredità di storia, bellezza, arte e cultura che sono poi alcuni temi dei miei romanzi».
Tra le pagine del nuovo volume, emerge così una ricostruzione storica della città che è il frutto di un accurato lavoro di ricerca: «Il Seicento lo avevo già trattato, anche se in ambito milanese, con la figura della Monaca di Monza – continua l’autore – C’è tutto uno studio legato alle biblioteche e agli archivi, oltre alle monografie e banalmente anche alle passeggiate in città con i suoi luoghi che, certo, sono cambiati rispetto al passato ma non completamente. Molte opere dei pittori, poi, sono state sì comprate da grandi musei e alcune anche rubate, ma molto è rimasto a Venezia; guardando ad esempio Carpaccio o Tiziano si ha veramente la possibilità di documentarsi sui costumi».
Oltre che per i risultati di questi studi, la costruzione dettagliata dell’ambiente ospitante La vendetta dei leoni di Venezia passa anche per i profumi della bella Rea, aspetto approfondito da Strukul partendo da proprie esperienze personali: «Ho visitato la libreria Studium a Venezia, dove il primo piano è dedicato proprio ai profumi. Qui ho potuto trovare diversi testi su cui documentarmi e che hanno dato un grande apporto anche per l’apertura del Museo del Profumo a Palazzo Mocenigo dove si ha la possibilità di vedere, ad esempio, le rotte delle galee veneziane mercantili che facevano rifornimento di quelle spezie, legni ed estratti animali dell’Oriente che poi diventavano essenze per la composizione dei profumi – ricorda l’autore. Un altro contributo importante è stato quello di un commerciante padovano che nel suo negozio prepara profumi personalizzati proprio come fanno i mastri profumieri. Da tutto ciò è nata nel tempo questa mia passione per qualcosa che è in grado di lavorare sull’olfatto, il più misterioso dei sensi se si pensa ad esempio che un neonato riconosce subito la madre dall’odore. Le fragranze e i profumi, utilizzati anche per combattere la peste o i cattivi odori, diventano ancora una volta il racconto di quel determinato periodo storico attraverso una lente particolare legata all’olfatto».
Tutto questo lavoro per restituire così un’immagine della città della Serenissima poco dipinta e forse raramente conosciuta dal pubblico: «Si parla secondo me poco della Venezia del passato, si ricordano i grandi artisti ma poi si sta molto sull’attuale e sui tanti suoi problemi – conclude Strukul – A me però interessa molto raccontare ciò che si pensa di sapere della città ma poi non si conosce anche visto che ognuno ha varie attività da fare. A me, che faccio il romanziere, appassionano invece tali aspetti e dunque spero che queste storie possano far scoprire una Venezia di grandi avventure, soprese e anche artiste spesso poco raccontate come Chiara Varotari, sorella di Alessandro, che è una delle più importanti ritrattiste del Seicento le cui tele sono esposte agli Eremitani a Padova».
Oltre che sulle pagine del romanzo, l’immagine inedita e tenebrosa dell’antica Venezia prenderà vita in occasione degli incontri previsti per agosto con l’autore: il 12 a Enego, il 13 a Roana e il 26 invece all’ippodromo Le Padovanelle di Padova.