Mosaico
Un foglio bianco, il silenzio di una cella e le note immortali di grandi compositori che diventano colori, luci e ombre. C’è tutto il mistero di un’umanità che cerca il riscatto nella quarta edizione della mostra “I Segni dell’anima – I sentieri del Suono”, inaugurata venerdì 5 giugno presso le Ex-Scuderie di Palazzo Moroni a Padova.
L’esposizione raccoglie oltre 90 elaborati a tecnica mista nati all’interno del laboratorio “I Suoni della Bellezza”, un progetto ideato e guidato dal direttore d’orchestra Nicola Guerini. Le opere sono state realizzate dai detenuti e dalle detenute degli istituti penitenziari di Vicenza, Trento, Verona e Trieste, coinvolti in un cammino di ascolto immersivo di capolavori sinfonici di autori come Ravel, Puccini, Grieg e Morricone.
I segni impressi sulla carta non sono semplici esercizi estetici, ma mappe emotive. Parlano di dolore, di cadute e di fallimenti, ma lasciano intravedere anche la commozione e il sorriso. Diventano, come suggerisce il titolo stesso della mostra, metafora dell’esistenza: un luogo profondo in cui ci si perde per poi, faticosamente, ritrovarsi.
«La musica può trasformarsi in uno spazio di ascolto profondo e consapevolezza – spiega il Maestro Nicola Guerini – perché con le sue suggestioni diventa esperienza preziosa di conoscenza del mondo, della vita e di noi stessi, guidandoci per i sentieri del suono».
Da anni il direttore d’orchestra promuove la musica nelle carceri non solo come evasione, ma come autentico strumento introspettivo e parte integrante del cammino rieducativo. Un’intuizione che, grazie al sostegno del Rotary Club Verona e dell’Inner Wheel, dal 2021 è diventata un vero e proprio protocollo d’intesa con il Provveditorato dell’Amministrazione Penitenziaria del Triveneto, esteso a ben 16 istituti.
L’inaugurazione è stata preceduta, nella sala Paladin di Palazzo Moroni, dal seminario “Una pedagogia della Bellezza”, un momento di confronto sul valore del riscatto sociale attraverso la cultura.
All’incontro, moderato da Isabella Ottobre, hanno preso parte istituzioni e professionisti del settore, tra cui l’assessore alla Cultura Andrea Colasio, il Provveditore Rosella Santoro, i direttori carcerari Maria Grazia Bregoli (Verona) e Selena Marchiori (Trieste), il Dirigente Alberto Quagliotto, il Garante regionale Enrico Sbriglia, la sociologa Francesca Vianello, la psicologa Miranda Ottobre e Tindara Inferrera, responsabile dei rapporti istituzionali del progetto, che ha sottolineato: «Questo laboratorio dimostra concretamente come l’arte possa emergere anche nei contesti più difficili, dando voce a interiorità e sensibilità spesso invisibili».
La mostra, curata da Silvia Prelz, Maurizio Longhin e dallo stesso Guerini, in collaborazione con Maurizio Bruno, è promossa dal Settore Cultura del Comune di Padova insieme al Club per l’Unesco e con il supporto dei club Rotary e Inner Wheel del territorio.
Info utili per la visita: la mostra, a ingresso libero, è aperta fino a domenica 14 giugno con orario 10-13 e 16.30-19.30. Chiuso lunedì 8 giugno.