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Le evidenze epidemiologiche più recenti sul rapporto tra lavoro a turni notturni e tumori, il cambio di paradigma imposto dall’intelligenza artificiale, la sfida dei reprotossici, la ridefinizione del concetto di “lavoro gravoso”. Sono i quattro fronti su cui si misurerà il 39° Congresso Nazionale di ANMA – Associazione Nazionale dei Medici d’Azienda e Competenti, in programma a Padova dal 7 al 9 maggio 2026, presso Padova Congress – Sala Mantegna, via Niccolò Tommaseo 59, con il titolo “Governare gli strumenti, tutelare la salute”.
Nella mattinata di sabato 9 maggio la relazione del prof. Francesco Violante su “Lavoro a turni e tumori: evidenze epidemiologiche recenti ed indicazioni per il Medico Competente”. «Il rapporto tra lavoro notturno e patologie oncologiche è un fronte in cui le evidenze scientifiche si stanno consolidando rapidamente – commenta Patanè – e che chiede al Medico Competente di tradurre la conoscenza epidemiologica in scelte concrete di sorveglianza sanitaria. È uno di quegli argomenti che proprio per la loro contemporaneità rischiano di restare esclusi dalla nostra pratica quotidiana: noi vogliamo riportarli al centro». La sessione, dedicata alle “sfide emergenti”, spazierà anche sulle zoonosi occupazionali, sulla gestione del lavoratore con epilessia (con un’anteprima della nuova Best Experienced Practice ANMA), su allergie e attenzione e sul rapporto tra lavoro indoor/outdoor e patologie metaboliche, e ospiterà la sessione poster con la premiazione dei contributi selezionati.
«Ci troviamo in una sede prestigiosa, affacciata sul centro cittadino – sottolinea il presidente Anma Pietro Antonio Patanè – per affrontare alcuni temi che ci incalzano, con il taglio pragmatico ma rigoroso che ci contraddistingue. Padova, Urbs Picta e sede della Universa Universis Patavina Libertas, è la cornice ideale per un appuntamento che si annuncia denso e di stringente attualità».
Il congresso si aprirà il pomeriggio di giovedì 7 maggio con la sessione dedicata all’impatto dell’intelligenza artificiale sulla professione del Medico Competente, dal titolo “Certo, certissimo anzi probabile”. «Non è stata la moda a indurci ad introdurre questa sessione – chiarisce Patanè – ma la consapevolezza che i tempi sono ormai maturi. L’intelligenza artificiale non è più un orizzonte lontano: è una realtà che sta permeando profondamente la nostra professione e che compie già frequenti incursioni nelle nostre cartelle sanitarie e nei nostri obblighi di legge. Vogliamo capire perché l’AI stia entrando di diritto nella Medicina del Lavoro, leggendola non come una sostituzione della figura umana, bensì come un fondamentale supporto organizzativo e decisionale». Sul tavolo, lo stato dell’arte delle nuove tecnologie in sanità, gli strumenti già a disposizione del medico competente, il quadro normativo e le criticità etiche, fino alle applicazioni pratiche dalla valutazione dei rischi alla diagnostica per immagini.
La mattinata di venerdì 8 maggio sarà dedicata ai reprotossici, ovvero alle sostanze che mettono a rischio la salute riproduttiva degli individui, con una sessione dal titolo “Sorveglianza sanitaria alla prova” che riprende il dialogo aperto nell’edizione 2025. «Abbiamo voluto riprendere lo stesso tema – spiega il presidente – con la consapevolezza di doverci dotare di strumenti per la sorveglianza sanitaria e la gestione del rischio, arrivando a proposte efficaci per il medico competente. In un ambito complesso e spesso frammentato è fondamentale fare chiarezza, evitando che una tematica così vasta e sensibile si riduca a un capitolo di una norma». La sessione affronterà definizioni, valori soglia, effetti sulla salute endocrina e riproduttiva, il confronto con l’Europa e l’inchiesta di malattia professionale.
Nel pomeriggio di venerdì 8 il focus si sposterà sul lavoro gravoso, esplorato in chiave multidimensionale tra biomeccanica, rischio cardiovascolare e salute mentale. «È un ambito centrale per la tutela della salute dei lavoratori che non dispone ancora di una definizione concettuale univoca – osserva Patanè –. Le trasformazioni tecnologiche, organizzative e demografiche hanno generato compiti e ruoli che fino a pochi anni fa non esistevano o non erano percepiti come potenzialmente gravosi. Il lavoro gravoso oggi non può più essere confinato al solo sforzo fisico: va trattato in modo multidisciplinare e integrato, con un linguaggio tecnico ma attento alle istanze pratiche del medico competente». Tre le direttrici di analisi: il rischio ergonomico da sovraccarico, gli effetti sul sistema cardiovascolare e metabolico, i rischi psicosociali e la cosiddetta “gravosità invisibile” del lavoro mentale.
Il congresso si rivolge ai medici del lavoro e ai medici competenti, ma anche a giuristi, ergonomi, psicologi del lavoro, ricercatori e operatori della prevenzione. La partecipazione dà accesso alla raccolta poster scientifici e alla possibilità di iscrizione al corso FAD successivo. Tutti i dettagli e le modalità di iscrizione sono disponibili sul sito ufficiale dell’associazione: www.anma.it