Fatti
Lavoro, in Veneto aumentano donne a tempo indeterminato
L’occupazione stabile, nel 2022, ha coinvolto 91.400 lavoratrici soprattutto nei settori sanità, servizi sociali, commercio e turismo. Resta alto il part-time
FattiL’occupazione stabile, nel 2022, ha coinvolto 91.400 lavoratrici soprattutto nei settori sanità, servizi sociali, commercio e turismo. Resta alto il part-time
La pandemia ha lasciato strascichi, ma almeno sul piano del lavoro, l’occupazione in Veneto è tornata correre. Anche sul versante femminile. I dati riportati da Veneto Lavoro confermano che già nel 2021 i volumi di assunzione erano tornati sui livelli del 2019 e il saldo occupazionale dei posti di lavoro occupati da donne era risultato addirittura superiore a quello maschile (più 30.100 a fronte di più 28.900). Nel 2022 i posti di lavoro al femminile sono stati 12.800, con un volume di assunzioni superiore a quello pre-pandemico (complessivamente 412.300) e in crescita del più 15 per cento rispetto all’anno precedente. Resta elevata, seppure in leggera flessione rispetto agli anni precedenti la pandemia, l’incidenza del part-time, che interessa il 43,2 per cento delle assunzioni al femminile. A crescere negli ultimi anni è stata soprattutto l’occupazione femminile stabile. Nel 2021 il saldo dei posti di lavoro a tempo indeterminato è stato positivo per un più 4.500 unità, superiore anche a quello maschile che si è fermato a quota più 3.200, mentre nel 2022, pur registrando valori inferiori a quelli degli uomini, si sono registrati 16 mila rapporti di lavoro stabile in più. In particolare, nell’anno appena concluso le donne che hanno avuto accesso a una posizione a tempo indeterminato sono state quasi 91.400, di cui 52.400 direttamente tramite un’assunzione e 39 mila attraverso la trasformazione di un contratto a tempo determinato o di apprendistato. La maggior parte di loro (circa il 75 per cento) ha trovato impiego nel settore dei servizi, prevalentemente servizi alla persona (in particolare nella sanità e nei servizi sociali), commercio e turismo. Il 24 per cento ha invece trovato occupazione nell’industria, soprattutto nei comparti tessile-abbigliamento e alimentare. Veneto Lavoro sottolinea come nonostante un divario di genere ancora ampio, si conferma il trend positivo dell’occupazione femminile in una regione che presenta livelli di partecipazione delle donne al mercato del lavoro superiori alla media nazionale e in crescita rispetto al periodo pre-pandemico. Secondo i dati Istat, infatti, nel 2022 il tasso di occupazione femminile ha toccato il 59,6 per cento, a fronte del 59 per cento medio registrato nel 2019 e di una media nazionale di 50,9 punti percentuali. Si abbassa, al contrario, il tasso di disoccupazione, pari nel 2022 al 4,2 per cento a fronte del 7,4 per cento di tre anni prima.
Tiziana Basso, segretaria generale Cgil Veneto: «Gli ultimi dati disponibili del nostro Caf, che elabora oltre 300 mila dichiarazioni dei redditi a livello regionale, ci indicano un gap reddituale a danno delle lavoratrici del 31,4 per cento. Se consideriamo l’intera platea, quindi anche le pensionate, arriviamo a 39,8 per cento. Il reddito medio di una donna nel nostro territorio è di appena 14.583 euro lordi, con le lavoratrici che non arrivano ai 18 mila euro».
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