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Lavoro, le proposte in Veneto. Parità salariare, Premio Nobel per l’economia
Paghe basse, contratti precari, difficoltà di incontro tra domanda e offerta di lavoro sono tra i problemi più ricorrenti in Italia, ma non i soli.
IdeePaghe basse, contratti precari, difficoltà di incontro tra domanda e offerta di lavoro sono tra i problemi più ricorrenti in Italia, ma non i soli.
Un altro grande tema (che riguarda molti altri Paesi nel mondo) è quello della disparità salariale tra uomo e donna. Una discriminazione ancora fortemente radicata, che grazie a uno studio puntuale ed approfondito è valso di recente il Premio Nobel per l’economia alla statunitense Claudia Goldin dell’Università di Harvard. Il riconoscimento non ha solo premiato Goldin, ma ha funto da sveglia per governi e imprese di tutto il mondo, invitando a fare di più. E qualcosa in effetti si sta muovendo, come ricorda Roberto Crosta, Unioncamere Veneto: «Esistono da tempo i comitati dell’imprenditoria femminile all’interno delle nostre Camere di Commercio. Tra i loro ruoli vi è anche quello di lavorare sulla sensibilizzazione». Silvia Cavallarin, coordinatrice dell’unità operativa Veneto Welfare e consigliera di parità nella città metropolitana di Venezia, annuncia poi un’importante iniziativa in atto in Veneto. «Partiamo da un dato: secondo una ricerca Inps del 2021, in 15 anni le donne con figli accumulano 5.700 euro in meno in busta paga rispetto alle donne senza figli. È evidente che c’è un problema. Lo scorso anno la Regione ha emanato la legge sulla parità retributiva che prevede, fra le altre cose, l’istituzione di un registro delle imprese virtuose. Al momento è una legge di indirizzo e non sono ancora previste delle premialità per le aziende che adottano politiche di parità retributiva, ma è comunque un inizio. In questi giorni stanno poi venendo raccolti i dati sia delle imprese venete sia dei liberi professionisti affinché dal 10 novembre possa partire una campagna di comunicazione mirata dal titolo “Pari al lavoro”. L’iniziativa servirà per informare le aziende sulle modalità con cui può essere raggiunta la parità retributiva e gli strumenti di welfare» conclude la coordinatrice.
Seguendo questa linea, a fine 2022 la Regione ha approvato il bando “P.A.R.I. Progetti e Azioni di Rete Innovativi per la parità e l’equilibrio di genere”, stanziando quasi 10 milioni di euro a valere sul Fondo Sociale Europeo. Nella direttiva si leggono anche gli ultimi dati disponibili relativi al biennio 2018-2019 in Veneto: un dirigente uomo guadagnava 400 euro di più di una dirigente donna, un quadro oltre 470 euro in più e un impiegato 200 euro. Il problema ravvisato da tutti gli operatori è comunque di tipo culturale e va affrontato con campagne di sensibilizzazione che possano partire già dalle scuole.