Mosaico
Tra camminate, spettacoli e incontri la cultura cimbra torna ad animare l’estate di Roana con la nuova edizione del festival Hoga Zait che, promosso dal Comune, anche quest’anno promette di tenere viva una delle più antiche culture delle Alpi. Il legame tra l’Altopiano e la popolazione germanica affonda, infatti, le proprie radici nel Medioevo, quando i cimbri portarono la loro lingua e la loro cultura nell’area delle Prealpi veneto-trentine.
Nelle valli racchiuse tra l’Adige e il Brenta si diffuse un antico idioma bavarese – il cimbro, appunto – oggi diventato la chiave per entrare in un universo fatto di simbologie e di racconti esplorati dall’Hoga Zait in quel “tempo di festa” – questa la traduzione del nome in italiano – in programma dal 10 al 19 luglio.
Già l’inaugurazione a Mezzaselva, ad esempio, riprenderà il rituale della scampanata con gli Schèllatragar, rappresentanti delle sei frazioni di Roana che sfilando ciascuno con l’antico campanaccio di malga inciso in lingua cimbra diventano narratori di una profonda identità montana. Sospese nel tempo e nella leggenda sono anche le atmosfere rievocate nelle passeggiate mattutine – in cui il pubblico sarà accompagnato tra la dimora dell’orco nel bosco di Roana e la grotta delle danze – ma anche nei laboratori per i piccoli, fino al grande spettacolo fiabesco del 18 luglio. In quest’ultima occasione in calendario alle 20.45 a Cesuna prenderanno vita le leggendarie vecchine cimbre, ambigue creature tra fate selvatiche e streghe dei boschi.
Il calendario di Hoga Zait si arricchisce, infine, quest’anno anche delle celebrazioni per il cinquantesimo anniversario del gemellaggio tra Roana e la cittadina bavarese di Velden, messe in contatto la prima volta da Hugo Resch, uno dei più grandi studiosi di cimbro.
«In occasione dell’anniversario del gemellaggio, il festival ricorderà anche i rapporti con Luserna e la Lessinia – annuncia l’assessore alla cultura di Roana Alessio Fabris – in programma tra il 12 e il 17 luglio appuntamenti dedicati a queste due località della famiglia cimbra». Il cinquantenario è anche l’occasione per riannodare i legami con le altre comunità cimbre d’Italia: Luserna (Trento) e la Lessinia veronese. Tre realtà sorelle, tre varianti di una stessa lingua, unite da una storia comune di migrazioni medievali dalla Germania meridionale.
A distanza di mezzo secolo, le due comunità festeggeranno l’amicizia attraverso alcuni momenti a grande carattere simbolico, dall’inaugurazione l’11 luglio del Bosco di Velden con cinquanta nuovi alberi – laddove la tempesta Vaia portò distruzione – alla cerimonia dello svelamento della scultura “Due in uno” di Marco Martalar e la firma del Protocollo di cooperazione 2026-2030 con gli obiettivi futuri della collaborazione tra i due Comuni.
La domenica poi aprirà il Museo della cultura cimbra e la chiesa parrocchiale di Roana ospiterà alle 10.30 la messa cantata proprio nell’antica lingua germanica con la partecipazione della Corale Cimbra di Roana e Mezzaselva. Un fine settimana, quindi, capace di tracciare il punto di un cammino condiviso che, proiettato già nell’avvenire, non è per la comunità locale solo un patto ma un’esperienza radicata a vari livelli nella quotidianità. «Il gemellaggio si è sviluppato in questi anni in vari modi – ricorda l’assessore Alessio Fabris – Ci sono stati degli scambi tra gli studenti e sono sempre continui quelli tra l’Istituto di cultura cimbra di Roana e il Cimbern-Kuratorium Bayern, che a Velden si occupa di studiare la lingua cimbra dei Sette Comuni. Diverse famiglie dei due Comuni sono infine diventate ormai amiche e durante l’anno succede che si spostino per incontrarsi».
Programma completo del festival su hogazait.it