Si possono fare mille ipotesi dopo quanto è successo a Trescore, nella Bergamasca. Ma forse vale la pena anche di considerare alcune parole della stessa insegnante ferita, in un testo fatto trapelare dall’ospedale. Il suo invito è a non lasciarsi «vincere dal buio». Rivolgendosi direttamente ai suoi «amati alunni», chiede di non fermarsi, non arrendersi: «studiate e preparatevi per il vostro futuro senza nessuna paura, ma solo e unicamente con coraggio». E aggiunge: «Questa ferita non deve diventare un muro, ma un ponte: verso una scuola più attenta, verso una comunità più unita, verso un modo nuovo di stare accanto ai ragazzi, soprattutto quelli che fanno più fatica, come magari quello che mi ha colpito che forse nel profondo non saprà neanche perché. Come non lo sapranno i suoi genitori». Accompagnare, stare vicino. è davvero il compito degli educatori. Viene in mente un testo dell’ultimo Gaber, perché la poesia è sempre efficace: «Non insegnate ai bambini, ma coltivate voi stessi il cuore e la mente. Stategli sempre vicini, date fiducia all’amore il resto è niente».
Bergamo, Perugia, Napoli: tre casi di violenza giovanile
Negli ultimi giorni altre due notizie con protagonisti giovanissimi per atti di violenza: un diciassettenne pescarese, residente a Perugia, che progettava una strage a scuola due sedicenni accoltellati da un coetaneo alle giostre a Napoli.