Leone XIV in volo verso l’America Latina: «Mai avuto dubbi su questo viaggio»
Sull’aereo per Montevideo il Papa parla della malattia («I controlli regolari sono una benedizione»), della tregua a Oleshky e del suo voto negli Stati Uniti. Poi l’Argentina come «omaggio» a Francesco e il Perù, «una delle mie tante case».
«Dal primo giorno non ho mai avuto dubbi: ero convinto che il viaggio dovesse aver luogo». Leone XIV lo confessa agli 82 giornalisti sul volo per Montevideo, prima tappa di dodici giorni tra Uruguay, Argentina e Perù. A poco più di tre settimane dall’operazione al polmone del 13 ottobre al Gemelli. «So che molte persone erano dubbiose – ammette il Papa – Posso dire di sentirmi piuttosto bene, voi ne siete testimoni».
Dalla malattia nasce «un senso di impegno nel voler continuare ad essere vicino a chi è malato», insieme alla convinzione che «la sanità deve essere un diritto per tutti». E a chi ha un tumore manda un messaggio diretto: «Non avere paura, la diagnosi precoce è la strada migliore, quindi i controlli regolari sono una benedizione». Il segreto della ripresa? «Buoni medici e una vita sana». Il tennis può aspettare: «Non ancora, ma lo farò».
Su Oleshky, dove la tregua da lui promossa ha permesso di evacuare i civili, il tono è cauto: «Grazie a Dio per quanto si è riuscito a fare – commenta Leone – ma c’è ancora molto da lavorare per arrivare alla pace».
Ai cronisti statunitensi che chiedono del voto per posta alle elezioni di midterm risponde secco: «Sono fiero di essere americano e di esercitare il diritto di voto». In Perù, di cui è pure cittadino, non ha potuto votare. Ma lo avrebbe fatto: «È una cosa buona».
L’Argentina sarà «un omaggio» a Francesco, «nel senso che visito il suo Paese, dove lui non è potuto andare». Il Perù, dove fu missionario e vescovo di Chiclayo, è invece «una delle mie tante case».
A bordo anche Montserrat “Montse” Alvarado, dal 1° novembre prefetto del Dicastero per la Comunicazione al posto di Paolo Ruffini: il Papa ne presenta «creatività e vitalità».
E a chi gli regala la targa di un ipotetico aereo per Santiago de Compostela, nell’Anno giacobeo 2027, risponde: «Di volere, voglio. Una cosa è ciò che si vuole, ma un’altra è ciò che si può fare».