Chiesa
«Cristo è risorto! Buona Pasqua!». Con questo saluto «pieno di stupore e di gioia» papa Leone XIV si è affacciato lunedì 6 aprile dalla finestra del Palazzo Apostolico per guidare la recita del Regina Caeli nel Lunedì dell’Angelo. Una piazza San Pietro gremita di pellegrini ha accolto le parole del Pontefice, che ha preso spunto dal Vangelo del giorno (Mt 28,8-15) per proporre una riflessione sulla testimonianza cristiana e sull’onestà della comunicazione in tempi di disinformazione.
Al centro della meditazione, il contrasto tra due racconti che nascono da uno stesso fatto: il sepolcro vuoto. «Il Vangelo di oggi ci chiede di scegliere tra due racconti – ha spiegato il Papa –: o quello delle donne, che hanno incontrato il Risorto, o quello delle guardie, che sono state corrotte dai capi del sinedrio». Le prime annunciano la vittoria di Cristo sulla morte; le seconde, al contrario, «annunciano che la morte vince sempre e comunque», sostenendo la versione del cadavere trafugato. Da un medesimo evento, ha osservato Leone XIV, «sgorgano due interpretazioni: una è fonte di vita nuova ed eterna, l’altra di morte certa e definitiva».
Da qui l’affondo sull’attualità. «Spesso il racconto della verità viene oscurato da fake news, come si dice oggi, cioè da menzogne, allusioni e accuse senza fondamento», ha denunciato il Pontefice. Ma la verità, ha aggiunto, «non resta celata, anzi: ci viene incontro, viva e raggiante, illuminando le tenebre più fitte». Come alle donne al sepolcro, anche oggi Gesù ripete: «Non temete! Andate ad annunciare». L’annuncio pasquale, ha sottolineato il Papa, «redime dal sepolcro il nostro futuro», liberando anche il passato «da una fine distruttiva».
Il pensiero del Pontefice è andato poi «a quanti sono oppressi dalla malvagità, che corrompe la storia e confonde le coscienze»: i popoli tormentati dalla guerra, i cristiani perseguitati per la fede, i bambini privati dell’istruzione. «Annunciare in parole e opere la Pasqua di Cristo – ha detto – significa dare nuova voce alla speranza, altrimenti soffocata tra le mani dei violenti».
Particolarmente toccante il ricordo di papa Francesco, tornato alla casa del Padre proprio il Lunedì dell’Angelo di un anno fa. «Alla luce del Risorto lo ricordiamo oggi – ha detto Leone XIV –, facendo memoria della sua grande testimonianza di fede e di amore». Insieme ai fedeli ha poi invocato la Vergine Maria, Sede della sapienza, perché i cristiani diventino «annunciatori sempre più luminosi della verità».
Dopo la preghiera mariana, il saluto ai pellegrini – tra cui i ragazzi del Decanato di Appiano Gentile – e il richiamo alla Giornata Internazionale dello Sport per lo Sviluppo e la Pace: che lo sport, ha auspicato, «con il suo linguaggio universale di fraternità, sia luogo di inclusione e di pace». Infine il ringraziamento per gli auguri pasquali ricevuti e l’invito a perseverare «nell’invocare il dono della pace per tutto il mondo».