Chiesa
“Soddisfazione” per l’accordo tra Usa e Iran, con l’auspicio che “possa contribuire a rafforzare la fiducia reciproca, la sicurezza e la stabilità nel Medio Oriente, promuovendo percorsi di dialogo e di collaborazione tra i popoli”. Ad esprimerla è stato Leone XIV, al termine dell’udienza di oggi, in cui ha lanciato inoltre un appello a pregare perché finisca la guerra in Ucraina, che “continua ad allargarsi”, per “aprire vie di dialogo, di spegnere l’odio e di rendere possibile una pace giusta e duratura”. Le Isole Canarie sono “una chiave di lettura complessiva” del viaggio in Spagna, l’esordio della catechesi, in cui il Papa ha ripercorso le tappe del suo quarto viaggio apostolico internazionale, in cui si è trovato immerso “in un Paese europeo di antica e ricchissima tradizione cattolica”.
“Me l’hanno offerta, da una parte, la stessa posizione geografica di quell’arcipelago; e, dall’altra, la realtà di una Chiesa locale che accoglie un gran numero di migranti forzati, provenienti soprattutto dall’Africa”,
ha spiegato a proposito dell’ultima parte del viaggio, che prima di raggiungere le Isole Canarie ha toccato Madrid, Barcellona e l’Abbazia di Montserrat. “Sappiamo che il fenomeno migratorio è complesso e che richiede piani di azione organici e concertati”, ha ammesso Leone: “Ma questa chiave di lettura apre una prospettiva diversa e più ampia: ci fa capire come siamo chiamati a rileggere il Vangelo nel mondo di oggi, scambiandoci i doni delle nostre rispettive culture, e in particolare i frutti prodotti in esse dalla fecondità del messaggio di Cristo. E uno di questi frutti è proprio il dialogo tra le persone e tra i popoli, l’incontro in spirito di fraternità, che permette di scoprire e apprezzare reciprocamente i valori di cui l’altro è portatore. Questo cammino non è facile, richiede buona volontà e l’aiuto di Dio, ma è il cammino che conduce alla civiltà dell’amore”.
Nella Spagna di oggi, “che ha conosciuto notevoli mutamenti sociali e culturali”, il Papa è stato accolto dovunque “con entusiasmo e apertura all’ascolto”,
il bilancio dell’accoglienza: “Il popolo di Dio mi ha molto confortato con la festosa manifestazione della sua fede e del suo affetto. A mia volta, ho confermato i fedeli e, come Vescovo di Roma, li ho incoraggiati a superare ogni forma di divisione e di contrapposizione coltivando sempre la comunione, il dialogo, l’unità nella diversità. Questo è il servizio proprio del Successore di Pietro, servizio che nei viaggi apostolici trova un’espressione specifica, ogni volta adatta alle situazioni ecclesiali e sociali dei Paesi visitati”.
“Nel caso della Spagna, ho potuto notare con gioia quanto la gente, di ogni età e condizione, aspettasse la visita del Papa: dappertutto ho trovato moltitudini ad accogliermi con grande calore”,
ha ripetuto il Papa, secondo il quale tale partecipazione, non scontata, “esprime anzitutto la fede del popolo spagnolo, ma nello stesso tempo manifesta
“il bisogno diffuso di ritrovarsi uniti su un fondamento vero e profondo, non ideologico né di interesse parziale”:
“Quel fondamento che solo Cristo, in ultima analisi, può assicurare, e che il Vangelo, attraverso le necessarie inculturazioni, può trasmettere nella vita dei popoli. Può farlo perché il suo messaggio risponde pienamente a entrambe queste esigenze: la ricerca di verità e la sete di giustizia”.
“A Madrid e a Barcellona ci siamo radunati nelle grandi Cattedrali come pure negli stadi modernissimi. Abbiamo pregato il santo Rosario nell’Abbazia di Montserrat. Abbiamo celebrato nella Sagrada Familia, maestoso simbolo, sinfonia di pietra e di luce che parla a tutti del mistero cristiano”, la sintesi della prima tappa del viaggio in Spagna. “Questo incontro di antico e moderno, di tradizione cattolica e cultura contemporanea mi ha fatto percepire dal vivo il
per poterlo investire nell’oggi globale con le sue sfide epocali: la pace, l’ecologia integrale, lo sviluppo equo e sostenibile, il rispetto della dignità umana. Sono sfide che il Concilio Vaticano II aveva già chiaramente riconosciuto e sulle quali è ritornato il Magistero successivo, fino alla mia recente Enciclica Magnifica humanitas, che mira a custodire la persona umana nel tempo dell’intelligenza artificiale”.
“Ho colto, attraverso i vari incontri, il bisogno di ascoltare nella voce del Papa il Vangelo della speranza per questa nostra umanità di oggi, duramente provata dalle conseguenze negative di un modello di sviluppo ingannevole”,
ha osservato inoltre il Papa: “Questo bisogno, che ha trovato espressione nelle tante testimonianze che ho potuto ascoltare – testimonianze a volte commoventi, a volte edificanti –, l’ho riconosciuto anche e soprattutto nei volti dei piccoli e dei poveri che ho incontrato”, ha rivelato: “del bambino che nella parrocchia mi ha letto la sua lettera; di alcune vittime di abuso, che chiedono di essere ascoltate; dei detenuti che mi aspettavano nel carcere; dei giovani pieni di inquietudine e di progetti; dei migranti nei centri di prima accoglienza alle Canarie”.
“Alziamo lo sguardo! Impariamo da Gesù a guardare il prossimo, la gente, il mondo con gli occhi di Dio, cioè con amore, rispetto e compassione”,
l’invito finale. “Sono parole di Gesù, rivolte ai suoi primi discepoli, per insegnare loro a vedere nelle persone e nelle folle il desiderio di vita, di verità, di pienezza”, ha ricordato: “A me per primo il Signore ripete quelle parole, e con la sua grazia ne ho fatto esperienza anche durante il viaggio”.