Chiesa
Duecentocinquanta fedeli nei banchi della seicentesca collegiata, quasi 2mila in piazza della Libertà davanti a un maxischermo fin dalle prime ore del mattino. Sabato 15 agosto Leone XIV ha celebrato la messa dell’Assunta nella parrocchia pontificia di San Tommaso da Villanova, a Castel Gandolfo, e a mezzogiorno ha guidato l’angelus dalla soglia del Palazzo apostolico. Dall’inizio di luglio il Papa alterna qui soggiorni e ritorni quasi settimanali, ed è ormai un vicino di casa. “È stata una giornata molto intensa e impegnativa, anzitutto per tutto ciò che ha riguardato la preparazione della festa – racconta don Tadeusz Rozmus, salesiano, parroco di San Tommaso da Villanova -. È arrivata tanta gente e l’incontro con il Papa è stato carico di emozione: ho visto persone profondamente commosse”.
Dall’omelia al progetto pastorale della parrocchia
Al termine della celebrazione il Papa si è trattenuto a lungo con i fedeli. “È molto aperto all’incontro, non è formalista – osserva don Rozmus -: al termine delle celebrazioni cerca sempre di mettersi a disposizione delle persone. Ha inoltre donato alla parrocchia un bellissimo calice, un gesto che tutti hanno apprezzato”. Nell’omelia Leone XIV aveva letto nella glorificazione di Maria un invito a rivedere i canoni estetici di stampo edonistico e consumistico imposti dal mondo, perché “la nostra vera bellezza non consiste nel nascondere i segni del tempo che passa, ma nel mostrare impressi anche nella nostra carne i segni dell’amore che non ha fine”. Parole che il parroco non archivia come un intermezzo estivo: “Quando prepariamo il progetto pastorale della parrocchia riprendiamo le parole del Papa. Per noi sono indicazioni molto chiare: ci mostrano la direzione verso cui vogliamo andare”. La messa offerta alla comunità locale riprende una consuetudine che don Rozmus riconduce a Papa Giovanni XXIII. Accanto ai parrocchiani c’erano le autorità civili e militari dei Castelli romani, i rappresentanti della diocesi di Albano e gli invitati: “Quella celebrazione rimane un gesto che esprime la gratitudine del Papa verso il popolo che lo accoglie”, spiega il parroco.

Quattro secoli di Papi e una processione inedita
Il calendario dell’estate non si chiude con l’Assunta: il Papa si è affacciato sulla piazza anche per l’angelus di domenica 16 agosto e sabato 29 agosto, alle 18, presiederà la messa nella chiesa di Maria Santissima del Lago. Seguirà la processione della Madonna del Lago: un tratto si svolge sulle acque del lago Albano e Leone XIV lo percorrerà in barca, primo Pontefice a farlo, mentre Paolo VI e Giovanni Paolo II vi avevano partecipato restando a terra. “Penso che in quell’occasione verranno sottolineate la bellezza del creato, del lago e la gratitudine per ciò che abbiamo ricevuto”, anticipa don Rozmus. C’è poi una ricorrenza che attraversa l’anno: “Il 2026 per noi è particolarmente significativo perché ricorrono i quattrocento anni della presenza dei Papi a Castel Gandolfo”, ricorda il parroco. Nel 1626 Urbano VIII inaugurò qui la villeggiatura pontificia: dei 32 Papi succeduti, soltanto 16 hanno abitato con regolarità la residenza. L’anniversario sarà ricordato in parrocchia e in città durante la festa patronale di San Sebastiano, nel primo fine settimana di settembre, con un corteo storico preparato insieme al Comune e alla diocesi. Restano i gesti che nessun programma prevede: “Almeno quest’anno è accaduto che, prima di rientrare a Roma, il Papa uscisse dalla residenza per incontrare e salutare quanti lo attendevano all’esterno. Non credo che altrove si presenti facilmente una possibilità simile a quella che abbiamo avuto noi”.