Chiesa
Una Via Crucis suggestiva, che ricorda le sacre rappresentazioni medievali con personaggi viventi e scene teatrali di forte impatto drammatico. È la tradizionale rievocazione delle parrocchie di Sant’Eulalia, Semonzo e Liedolo – nella collaborazione pastorale Monte Grappa – che si ripete ormai da circa una decina d’anni con grande partecipazione di fedeli e volontari. Le tre parrocchie si alternano nell’ospitarla, e quest’anno l’onore spetterà a Semonzo del Grappa, che la propone venerdì 20 marzo.
Si snoderà in un percorso ad anello, accessibile a tutti, partendo dalla parrocchiale di San Severo e toccando poi sette tappe in cui verranno messe in scena due stazioni alla volta. L’appuntamento è sul sagrato di fianco alla chiesa alle 20, dove ci sarà un gazebo per ritirare i flambeux, e la Via Crucis sarà poi alle 20.30 (nelle vicinanze c’è anche un ampio parcheggio per chi arriva da più distante). Sperando nel bel tempo, dopo una prima apertura in chiesa la Via Crucis si sposterà all’esterno: presso la Casa degli alpini, la grande Fontana lavatoio e alcuni giardini privati. In caso di pioggia, invece, il tutto si svolgerà nella chiesa parrocchiale, dove è allestito il sepolcro per la rappresentazione dell’ultima stazione.
La Passione di Cristo verrà rievocata e vissuta attraverso la lettura del brano evangelico e le animazioni delle stesse accompagnate da riflessioni preparate dalla comunità; tutto ciò è stato creato dai gruppi della catechesi, dai lettori, ma anche da tanti ragazzi coinvolti sempre più nelle tradizioni del territorio, come quella dei Cappati, ad esempio, una confraternita che sarà presente alla Via Crucis con la caratteristica mantella rossa che viene passata di padre in figlio.
«Tutto questo diventa un’esperienza emotivamente forte in particolare per i giovani, orgogliosi di interpretare scene evangeliche e di indossare vestiti che vengono tramandati di anno in anno – spiega Manuela Baron a nome dei volontari – È il frutto del lavoro di mani pazienti e generose, che con amore si prestano a mettere in moto questa grande macchina. I figuranti sono in tutto 27, ma dietro ai quadri viventi che vengono messi in scena c’è il lavoro di tante altre persone che si dedicano con passione alla buona riuscita dell’evento. Tra loro in primo piano il Gruppo alpini di Semonzo, e poi ognuno per quel che può dare. Un bel risultato per una frazione non molto grande, ma il merito è del nostro parroco che è un grande trascinatore».
Da parte sua, don Manuel Fabris, oltre ai figuranti, ringrazia le tante persone che rimangono dietro le quinte perché senza il loro lavoro non sarebbe possibile allestire tale impianto. Li nomina tutti, dalle scenografie, all’allestimento della chiesa e poi lo staff tecnico e logistico e il servizio d’ordine. «Mi colpisce sempre la partecipazione a questo evento che arriva anche a più di cinquecento presenze – afferma don Fabris – Rappresenta davvero la Chiesa che cammina sulla crocifissione di Cristo, infatti lo facciamo prima della Settimana santa, come momento straordinario per prendere in mano le nostre vite e per ritrovare il senso della Quaresima nel prepararci alla Pasqua. La Passione diventa necessaria per raggiungere la gioia della resurrezione. Il Cristo nel sepolcro è solo un momento temporale, mentre la gioia della Pasqua è il Cristo glorioso che dura in eterno».