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Magia del teatro viaggiante
Il teatro vive solo se brucia è il titolo del docufilm di Marco Zuin, con la voce narrante di Andrea Pennacchi. Il regista vicentino racconta le vicende della famiglia Carrara
MosaicoIl teatro vive solo se brucia è il titolo del docufilm di Marco Zuin, con la voce narrante di Andrea Pennacchi. Il regista vicentino racconta le vicende della famiglia Carrara
C’è stato un tempo nel quale il teatro era caratterizzato dallo spostamento di persone e mezzi, sia all’interno di una stessa piazza sia tra le strade delle diverse località d’Italia e non solo. Dalle rappresentazioni sacre legate ai culti cristiani – allestite in una serie di palchi rappresentanti scene differenti del racconto evangelico con il conseguente avanzamento del pubblico da una tappa all’altra – fino all’esperienza degli attori della Commedia dell’arte, che con i propri carri dal secondo Cinquecento sono diventati il simbolo del teatro nomade. Un fenomeno che poi lentamente sembra essere scemato ma di cui si trovano delle tracce anche nel secolo scorso, come testimoniano le vicende della famiglia Carrara raccontate – con la voce narrante di Andrea Pennacchi – nel docufilm Il teatro vive solo se brucia del regista vicentino Marco Zuin (prodotto dalla Gimko film). Componenti di una delle ultime famiglie d’arte italiane, i Carrara accompagnano con i loro ricordi lo spettatore in un viaggio nella loro vita e nel loro mestiere, che li ha portati dalla Sicilia al Veneto, raggiungendo piazze di paesi sperduti e toccando con mano una popolazione in continua evoluzione, dal primo dopoguerra all’arrivo della televisione. «La volontà di raccontare questa storia – racconta Marco Zuin – è nata nel 2018, quando ho conosciuto i monologhi scritti da Titino Carrara sulla sua famiglia. Da appassionato di teatro, mi hanno affascinato sia l’idea che esistesse ancora dopo dieci generazioni una famiglia d’arte, ma soprattutto il fatto stesso del teatro popolare che nel secondo Novecento contava nel solo Nord Italia un centinaio di compagnie girovaghe capaci di portare nei piccoli paesi racconti e autori, come Shakespeare, che altrimenti non sarebbero mai stati conosciuti dalla popolazione residente. Lo spirito del documentario è proprio quello di fissare questa storia eccezionale per poterla far conoscere e ricordare». Nomadi per diverse generazioni, i Carrara decidono di diventare compagnia stabile proprio in territorio veneto, prima a Valdagno e poi a Creazzo, dando vita a La Piccionaia, ecosistema culturale vicentino ancora oggi esistente. Forte del legame con la famiglia, il Veneto è uno dei protagonisti del documentario: «Le prime riprese – continua il regista – sono state eseguite nella Biblioteca Bertoliana di Vicenza, che custodisce l’archivio dei Carrara, per poi spostarsi in spazi teatrali non convenzionali dell’Asolano e anche al Museo della maschera Sartori di Abano Terme, luogo nel quale si conservano le maschere di Dario Fo, Strehler e degli stessi Carrara». Nei loro spostamenti, per Zuin, questi attori hanno incarnato lo spirito dell’arte di arrangiarsi italiano e sono stati emblema di grande libertà senza chiusure campanilistiche: «Con tutti i loro spettacoli e con La Piccionaia non hanno lasciato un erede diretto, ma hanno creato un folto gruppo di persone che si sono formate grazie a loro e che costituiscono una sorta di eredità impalpabile, ma comunque facilmente individuabile e importante».
Continua in queste settimane il tour di presentazione del docufilm nelle sale venete. Dopo la tappa padovana e vicentina, il 22 maggio toccherà al cinema Giorgione di Venezia ospitare l’evento alle 20.30. Il 24 doppia proiezione (17.30 e 21) a Mogliano Veneto, presso il cinema Busan, mentre il giorno seguente alle 21 l’appuntamento è al cinema Dante di Mestre.
La parrocchia di Sambruson organizza un festival per organo alla memoria del compianto maestro ambrosiano Carlo Masato. Tre gli appuntamenti, patrocinati dal Comune di Dolo, a partire dal 21 maggio: alle 18.30 il maestro veneziano Luca Poppi propone un percorso di musiche dal ‘700 al ‘900 italiano e non solo. Venerdì 9 giugno, alle 20.45, sarà la volta del maestro vicentino Mirko Ballico, con i soprani Annalisa Causin e Nicoletta Perini, nel concerto “Le celebri Ouverture Rossiniane”. Venerdì 23 giugno, il maestro Gianluca Cagnani di Torino proporrà “Bach e improvvisazioni”. Protagonista d’eccezione è l’organo Callido-Ruffatti-Michelotto-Leorin, caratterizzato da tre manuali, 44 registri e 1.800 canne. Una proposta musicale di eccellenza, in occasione dei 255 anni di musica organistica nella chiesa matrice di Sambruson, a ingresso gratuito.