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Mai successo in Italia e in Europa. A Padova il primo trapianto di fegato da due donatori viventi
Il primo trapianto in Italia e in Europa di due fegati, di due donatori viventi, in un unico ricevente.
FattiIl primo trapianto in Italia e in Europa di due fegati, di due donatori viventi, in un unico ricevente.
A renderlo noto è il presidente della Regione del Veneto, Luca Zaia, in occasione del consueto punto stampa a Palazzo Balbi, di martedì 11 luglio: l’intervento che rappresenta un unicum è stato eseguito due mesi fa. Due giovani di 29 e 30 anni, fratelli, hanno donato alla zia 52enne, affetta da metastasi da adenocarcinoma del colon, la parte sinistra del loro fegato: i due lobi – che rigenereranno in 4 settimane – sono stati prelevati, rovesciati chirurgicamente e trapiantati sulla paziente. L’intervento, il cui nome è Dual Liver Transplantation, è durato 20 ore, ha coinvolto oltre 50 professionisti ed è stato realizzato all’Azienda ospedale Università di Padova dall’equipe guidata dal prof. Umberto Cillo. «Dopo aver varcato una nuova frontiera nella cardiochirurgia, con tre trapianti di cuore da donatore a cuore fermo a Padova e Verona – ha ricordato Luca Zaia – oggi per la sanità veneta si apre una nuova prospettiva, che potrà ridare speranza ai malati che attendono un trapianto di fegato». Negli ultimi dieci anni sono stati realizzati in Veneto oltre seimila trapianti: solo nel 2022 se ne contano 604, di cui 369 interventi a Padova (pari al 61 per cento). Nei primi 6 mesi del 2023, la Regione ha contribuito al 16 per cento dei trapianti totali effettuati sul suolo nazionale (315 trapianti); dato in crescita rispetto al 2022, che si è attestato a quota 265 trapianti di organo in Veneto. Padova si conferma primo ospedale di trapianto d’Italia.
La festa dei volontari di Città della Speranza quest’anno ha permesso alla fondazione di raccogliere 19.334 euro che saranno interamente destinati alla ricerca scientifica e questo grazie a tutte le persone che hanno scelto di trascorrere una giornata in compagnia con musica, cibo e una ricca lotteria. All’appuntamento annuale a Travettore di Rosà, in provincia di Vicenza, c’erano 700 persone tra chi si è occupato della cucina e i volontari che ogni anno non mancano di far sentire il proprio sostegno alla fondazione che dal 1994 raccoglie fondi privati che destina alla lotta contro le malattie pediatriche. In quasi trent’anni la Fondazione Città della Speranza ha investito 90 milioni di euro in attività legate alla cura e alla ricerca nelle patologie infantili, destinando oltre 40 milioni di euro alla ricerca scientifica e finanziando più di 166 progetti di ricerca.