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Medio Oriente. Una tensione che si espanderà? Risponde Renzo Guolo
Renzo Guolo, docente di Sociologia all’Università di Padova ci aiuta a capire cosa sta succedendo in Medio Oriente dopo l’incursione israeliana in Libano
FattiRenzo Guolo, docente di Sociologia all’Università di Padova ci aiuta a capire cosa sta succedendo in Medio Oriente dopo l’incursione israeliana in Libano
Le tensioni tra Israele e Libano riflettono una più ampia competizione per l’influenza in Medio Oriente. Cruciale è anche il ruolo dell’Iran. L’intervista a Renzo Guolo, professore di sociologia delle religioni all’Università di Padova.
Cosa sta succedendo in Medioriente? Un anno fa Gaza, oggi il Libano e domani? «Il domani dipende molto da questa fase in repentina evoluzione. Dopo aver in qualche modo conseguito una “vittoria” su Hamas a Gaza, Israele non vuole più nemici ai confini nemmeno a nord, con Hezbollah. Si tratterà di capire se l’invasione di terra si fermerà, come affermato, al fiume Litani oppure se rappresenti l’inizio di un’operazione più vasta».
L’attacco in Libano è anche un segnale all’Iran? «Certamente. Si vedrà se Israele si limiterà a cercare di ripristinare la fascia di sicurezza o, in nome della politica del fatto compiuto, cercherà di penetrare in profondità e distruggere militarmente il Partito di Dio».
Cosa farà l’Iran adesso? «L’ingresso in Libano, così come le eliminazioni mirate di Nasrallah e dei vertici della milizia sciita, è un duro colpo alla leadership iraniana. Gli ayatollah avevano scelto di entrare in questo conflitto attraverso la guerra dei proxy, attraverso cioè i gruppi alleati e, quindi, non essere direttamente coinvolti. Netanyahu ora ha fatto saltare questa strategia».
Il Libano è un Paese al collasso… «La situazione del Paese è debolissima, aggravata anche dalla crisi sanitaria legata alla situazione nei campi profughi che ospitano i siriani fuggiti dopo la guerra del 2011».
Che ruolo ha svolto in questo conflitto l’Europa? «Purtroppo, nessuno. Si limita a seguire gli Stati Uniti, così come avviene sul fronte ucraino. È una posizione miope».
Hamas è oggi più o meno forte di un anno fa? «Hamas è molto debole a Gaza, e molto più forte in Cisgiordania. La popolazione cisgiordana si trova quotidianamente a scontrarsi con i coloni israeliani. Se oggi ci fossero le elezioni in Cisgiordania, sarebbero probabilmente vinte da Hamas. Il vero nodo nei prossimi anni sarà la possibile annessione della Cisgiordania da parte di Israele, e il conflitto che ne nascerà».
Enrico Vendrame