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Metsola, presidente parlamento europeo, a Padova per gli 800 anni dell’Università. “Ateneo protagonista nel forgiare la cultura europea”
Metsola: «Questa vostra nostra università, specchio dei nostri ideali»
IdeeMetsola: «Questa vostra nostra università, specchio dei nostri ideali»
All’inaugurazione dell’ottocentesimo anno accademico dell’Università di Padova era presente anche la presidentessa del Parlamento europeo Roberta Metsola. Il suo intervento è cominciato con le congratulazioni a un’università che definisce «vostra e nostra», italiana ed europea. Lo spirito europeista nell’aula magna di Palazzo Bo il 19 maggio ha caratterizzato l’atmosfera in cui si sono susseguiti i discorsi, tra gli altri, anche della rettrice Mapelli e del presidente della Repubblica Mattarella. L’Università di Padova e l’Europa vengono definite da Metsola come due motori dello stesso spirito: quello dell’impegno per la realizzazione di libertà e democrazia. L’Europa, ha spiegato Metsola, non è solo un’espressione geografica ma un insieme di valori, basati sulla cultura europea che proprio il mondo accademico nel corso dei secoli ha contribuito a formare. L’ateneo di Padova con i suoi ottocento anni di storia ha avuto un ruolo di primo piano in questo senso e continua ad averlo oggi. L’università è stata descritta dalla presidentessa come lo specchio di quegli ideali che l’Europa nel suo processo di integrazione si è sforzata di mettere al centro. La vocazione internazionale dell’ateneo patavino è riconosciuta dalle istituzioni dell’Unione e in questa sede è stata proprio la Metsola a esprimerne l’orgoglio. Questo riconoscimento non pare essere casuale, ma la conseguenza dell’impegno costante di un’università che, come sottolinea Metsola, ha saputo rimanere «giovane e dinamica» rinnovandosi nel tempo. Uno sguardo al passato per imparare a reagire alle difficoltà del presente e proteggere il nostro futuro. La presidentessa si è appellata all’unità europea che deve rispondere all’unisono a chi, come Putin, ne minaccia i valori fondamentali. La solidarietà verso il popolo ucraino che si sta battendo per la libertà chiama anche a compiere sacrifici, come l’ipotesi di messa al bando di gas e petrolio russo, perché i sacrifici di oggi servono a preservare la libertà di domani. Lo shock prodotto da questa feroce guerra d’invasione spinge l’Unione europa ad affermare con ancora maggiore vigore la sua ragion d’essere: la difesa della pace.
Francesca Campanini