Chiesa
Una rete che si estende in tutta Italia per tracciare un percorso di formazione giuridica, che la Fondazione Migrantes ha affidato a Paola Scevi, direttrice del Master in Diritto delle migrazioni all’Università di Bergamo.
Ha preso il via giovedì 13 novembre l’iniziativa rivolta a tutti gli Uffici di pastorale dei migranti/Migrantes delle Diocesi italiane, con capofila l’Ufficio di pastorale dei migranti/Migrantes di Padova, per approfondire i temi giuridici in materia di migrazioni.
Per creare questa rete nazionale e favorire la partecipazione dei direttori Migrantes regionali, diocesani, e dei loro collaboratori, si è scelto di utilizzare la modalità telematica, con moduli di tre ore per ciascun incontro di studio, attraverso la piattaforma Zoom fornita dalla Conferenza episcopale italiana.
La partecipazione del card. Matteo Zuppi, presidente della Cei, che ha introdotto il primo incontro, indica la portata e l’importanza di questo percorso formativo. Ed è il segno del benefico incontro tra accademia e istituzioni. L’idea sorgiva era di offrire un’opportuna formazione giuridica sotto la guida di Paola Scevi, nella convinzione che tale formazione e la capacità di agire nell’ambito normativo sia un aspetto imprescindibile dell’azione pastorale.
Quando infatti si parla di “azione pastorale” si intende, secondo la lezione che proviene già da papa Paolo VI, mettere assieme con un legame stretto l’evangelizzazione e la promozione umana. E per quanto riguarda i migranti, la promozione e la difesa dei diritti e dei doveri.
Gli incontri di studio in materia riguardano le novità normative, le linee interpretative e giurisprudenziali, le buone pratiche e gli aggiornamenti su una materia in continua evoluzione. Le tematiche toccheranno questioni fondamentali sul diritto delle migrazioni e argomenti che si stanno sviluppando nell’attuale scenario sociale: disposizioni sull’ingresso, il soggiorno e l’allontanamento dal territorio dello Stato; la protezione delle vittime di tratta degli esseri umani; il contrasto al caporalato e allo sfruttamento lavorativo; il diritto all’unità familiare; i minori e i soggetti in condizioni di vulnerabilità; cittadinanza e nuovi cittadini.
La rilevanza di tale iniziativa formativa risiede nell’assunto che il cammino dell’integrazione si sviluppa nel segno della legalità e nel rispetto dei diritti delle persone in movimento. E traduce quanto papa Francesco ricorda nella lettera enciclica Fratelli tutti citando il documento di Abu Dhabi (14 febbraio 2019): «Dio ha creato tutti gli esseri umani uguali nei diritti, nei doveri e nella dignità, e li ha chiamati a convivere come fratelli tra di loro». Per altre informazioni: migrantes.diocesipadova.it