Mosaico
“Minaccia sereno” è il titolo dell’open studio – un momento di condivisione aperto al pubblico – nell’ambito della residenza artistica di Anna Piratti in collaborazione con Inaf-Osservatorio astronomico di Padova. Appuntamento giovedì 22 ottobre alle 18 nella Sala delle Pigne alla Specola; questo momento è preceduto, solo per chi si prenota, da una visita guidata al Museo La Specola (alle 17).
Viene esposta un’opera su carta, nata nel corso della residenza artistica. Come spiega Anna Piratti: «Mi attrae l’idea che il concerto delle intelligenze possa generare nuovi stimoli e prospettive, ma anche aprire la strada a quei paradossi che nascono quando discipline diverse si incontrano».
“Minaccia sereno” è un’espressione scherzosa in uso tra tecnici e astronomi impegnati ai telescopi di Asiago, specie prima dell’inizio di lunghe e terse nottate invernali. Fino alla fine degli anni ’80, osservare il cielo significava passare la notte in cupola, raccogliendo la luce su lastre o pellicole fotografiche. “Minaccia sereno” era il loro modo scherzoso per dire che, quando il cielo prometteva di essere limpido, quella notte si sarebbe andati a riposare solo alle prime luci dell’alba. Insomma, un gioco di parole. Un piccolo ribaltamento del senso comune.
Ed è proprio nel piacere di interrogare e sorprendere che arte, musica e scienza si incontrano da secoli: per esplorare, mettere in discussione ciò che crediamo di sapere e, talvolta, trasformare la conoscenza in incanto. Nella cornice del “Padova Jazz Festival”, da sempre spazio di sperimentazione, la residenza artistica trova il contesto ideale per il suo primo incontro con il pubblico: un’occasione per uscire, anche solo per una notte, dai confini delle proprie discipline e guardare le stelle.
A dialogare con l’installazione di Anna Piratti c’è l’Istituto nazionale di astrofisica (Inaf).«È l’ente – spiega Bianca Maria Poggianti, la direttrice – che in Italia studia l’universo, promuovendo lo sviluppo di scienza e tecnologia d’avanguardia, e l’Osservatorio di Padova rappresenta una delle sue strutture più importanti a livello nazionale. Crediamo molto nella contaminazione tra linguaggi diversi. Ci entusiasma l’idea che una scienza come l’astrofisica, che appassiona così tante persone, venga espressa e reinterpretata anche attraverso forme d’arte capaci di raccontare il lato umano della ricerca, ovvero gli uomini e le donne che ogni giorno la fanno. Ma è anche un connubio prezioso, che ci permette di emozionare e di raggiungere un pubblico nuovo, che può ampliarsi rispetto a quello delle persone che si fanno coinvolgere dalle nostre numerose iniziative di divulgazione scientifica».

Anna Piratti, nata a Dolo, è un’artista visiva che attraverso le sue creazioni propone una riflessione sul cambiamento della nostra società, toccando con la sua estetica temi di attualità e interrogativi antichi. Formata in pittura all’Accademia di Belle Arti di Venezia, lavora in Italia e nel Nord Europa nel campo dell’arte pubblica e dei media digitali, con mostre in Italia, Belgio, Norvegia e Spagna. Le sue installazioni affrontano temi come la mercificazione del corpo e l’antropocentrismo. Collabora con università e istituti di ricerca a progetti multidisciplinari, tra cui opere interattive basate sulla motion capture technology che reagiscono alla presenza del pubblico.
Per prenotarsi: tinyurl.com/minacciasereno