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Mobilità sostenibile, non bastano i bonus
Dal 10 gennaio si possono richiedere gli incentivi per i veicoli non inquinanti, ma già dalle prime ore sono esauriti i fondi dedicati alle auto non elettriche. Un controsenso
FattiDal 10 gennaio si possono richiedere gli incentivi per i veicoli non inquinanti, ma già dalle prime ore sono esauriti i fondi dedicati alle auto non elettriche. Un controsenso
È ripartito lo scorso 10 gennaio l’incentivo stanziato dal Governo per l’acquisto di veicoli a basso impatto ambientale. Per l’anno appena iniziato sono stati messi a disposizione 630 milioni di euro, ma il portale creato ad hoc dal ministero delle Imprese e del Made in Italy ha registrato da subito un dato negativo: nelle prime 48 ore sono state praticamente esaurite le risorse per le auto non elettriche. Una partenza non proprio ottimale dal momento che l’iniziativa nasce proprio con l’obiettivo di arrivare gradualmente a una mobilità più sostenibile, come indicato dal Piano Nazionale integrato Energia (Pniec) e come chiede l’Agenda 2030. La maggior parte dei fondi è stata, infatti, messa a disposizione per l’acquisto di auto elettriche, ibride e a motore termico con un basso livello di emissioni; motocicli e ciclomotori elettrici e non elettrici di classe uguale o superiore a Euro 5 e veicoli commerciali elettrici. In realtà la questione è molto più complessa e riguarda l’intero settore automobilistico come spiega, con preoccupazione, Massimo Ghiraldo, presidente del gruppo concessionari Ascom di Padova: «Il 2022 viene ormai considerato l’anno zero del nostro settore perché in seguito alla pandemia, prima, e alla guerra, poi, il mercato ha subito una profonda trasformazione. Inoltre l’arrivo delle auto elettriche – e le normative che le disciplinano – hanno portato a una rivoluzione che, secondo le nostre previsioni, durerà almeno fino al 2035. L’anno scorso sono state immatricolate 1 milione e 340 mila vetture, mentre prima della pandemia erano circa 2 milioni e 100 mila all’anno. Nel prossimo futuro è inimmaginabile tornare a quei numeri». Ma quali sono i motivi che hanno portato a questa drastica riduzione delle vendite? «C’è stata una mancanza di componenti – prosegue Ghiraldo – Per esempio la produzione cinese di parti elettroniche è stata bloccata per un lungo periodo. Poi abbiamo avuto uno stop dei cablaggi che provenivano dall’Ucraina. C’è, infine, un problema strutturale legato al trasporto delle vetture: i concessionari ne hanno meno a disposizione e con tempi più lunghi di consegna. In merito all’elettrico c’è poi la questione degli impianti per le ricariche che sono ancora troppo pochi: questo, unitamente ai prezzi elevati, è un disincentivo per l’acquisto di auto elettriche. L’ecobonus è sicuramente un valido aiuto, ma purtroppo non torneremo, nel breve termine, ai numeri del passato». L’esaurimento dei fondi per le auto non elettriche non sorprende neanche Gianmarco Giorda, direttore generale Anfia, l’Associazione Nazionale Filiera Automobilistica: «Come previsto, la fascia di incentivazione al momento più utilizzata è quella delle auto con emissioni di CO2 tra 61 e 135 g/km (auto ibride tradizionali e termiche a basse emissioni, con vincolo di rottamazione della vecchia vettura, ndr), con il rischio che questo stanziamento si esaurisca rapidamente. Sarebbe utile che i circa 260 milioni di euro avanzati dagli incentivi 2022 venissero riallocati, per il 2023, a favore delle fasce 0-20 e 61-135 g/ km di CO2». Per chi intendesse acquistare un veicolo utilizzando l’ecobonus è necessario anzitutto rivolgersi a un concessionario. Il contributo viene, infatti, riconosciuto come minor prezzo praticato dal rivenditore in fattura al momento dell’acquisto. Il costruttore/importatore del veicolo rimborserà poi al concessionario o rivenditore il contributo erogato, che a sua volta inoltrerà tutta la documentazione utile per recuperare il contributo rimborsato sotto forma di credito d’imposta. I destinatari possono essere sia persone fisiche che giuridiche. L’importo scontato dal prezzo di acquisto dipende da una serie di fattori come il veicolo scelto, la rottamazione o meno di un veicolo della stessa categoria omologato alle classi da Euro 0 a 4 e il livello di emissioni. Per ogni altra informazione utile è possibile consultare il sito ecobonus.mise.gov.it
Andrea Benato
Una quota dei 630 milioni stanziati, pari a 22,25 milioni di euro, è riservata agli acquisti fatti da persone giuridiche per attività di car sharing (auto condivisa) o noleggio a breve e lungo termine.