Monselice chiude l’anno giubilare: fede, comunità e solidarietà lungo le Sette Chiese
La Porta romana si chiude, ma il cammino continua: oltre trentamila presenze, il grazie ai volontari e un Giubileo che lascia in eredità collaborazione tra istituzioni, valorizzazione del patrimonio e un concreto segno di solidarietà verso la piccola Aurora
L’anno giubilare a Monselice si è concluso con una celebrazione intensa e partecipata. La processione si è tenuta sabato 27 dicembre partendo dall’Oratorio di San Giorgio, in una cornice naturale splendida, baciata da un sole che scendeva all’orizzonte. Don Paolo Marzellan, arciprete del Duomo, ha guidato la preghiera, percorrendo all’inverso la via delle Sette Chiese – uno dei luoghi giubilari della Diocesi – fino a raggiungere la Porta romana che è stata chiusa, come tradizione, al suono del corno. Per le centinaia di fedeli, giunti da tutto il vicariato, la celebrazione si è conclusa nella pieve di Santa Giustina, alla presenza dei sindaci di Monselice e Stanghella e di alcuni amministratori del territorio. «Si chiude un anno giubilare ma il cammino di fede continua – ha detto don Paolo Marzellan – custodendo i frutti di quanto è stato fatto in questo periodo».
Sono state ben ventimila le presenze registrate nel 2025 attraverso le prenotazioni, ma si pensa che se ne possano aggiungere almeno altre diecimila arrivate spontaneamente, e in questo grande lavoro di accoglienza il grazie della parrocchia è andato soprattutto agli “Amici della Pieve”, un gruppo di volontari che hanno prestato il loro servizio presso il santuario delle Sette Chiese per accompagnare pellegrini e turisti offrendo informazioni, visite guidate e ponendo il timbro sulla Carta del pellegrino. «Senza di loro non sarebbe stato possibile aprire ogni giorno i luoghi del santuario – ha spiegato don Marzellan – perciò il Giubileo è stato anche una valorizzazione del nostro patrimonio storico e religioso».
La sindaca Giorgia Bedin ha ringraziato inoltre la Protezione civile e le varie associazioni che hanno contribuito all’organizzazione, sottolineando come il Giubileo sia stato una prova di cooperazione tra tutte le realtà presenti a Monselice e un dialogo tra generazioni diverse: «Insieme abbiamo dimostrato di saper unire le forze e di saper lavorare per una causa comune – ha ribadito – e ciò non finirà con questo evento ma affinerà la capacità di coordinarci anche in futuro per portare avanti il ricordo di un’esperienza significativa e ricca di speranza».
Molte delle iniziative promosse dall’amministrazione comunale e dalle associazioni hanno avuto uno scopo benefico sposando in particolare la causa di Aurora, una bambina di 15 mesi che necessita di un costoso intervento chirurgico. Lo slancio di solidarietà verso la sua famiglia, che la comunità monselicense ha dimostrato in quest’anno santo è stato notevole, perciò tra i frutti di questo Giubileo rimarrà anche un futuro migliore per la piccola Aurora.