Fatti
I tre camini hanno segnato per decenni il profilo di Monselice. Simbolo di lavoro e sviluppo, ma anche di tensioni ambientali e battaglie civiche, la cementeria Italcementi ha attraversato quasi sessant’anni di storia cittadina. Dal primo forno acceso nel 1959 alla chiusura definitiva nel 2015, passando per il monte Fiorin raso al suolo, per la produzione record di cemento e per il contestato progetto di revamping con un camino alto 89 metri, l’impianto ha rappresentato una stagione industriale intensa e controversa.
Da allora l’area, 66 ettari ai piedi dei colli Euganei, è rimasta in attesa di un destino. Oggi quel destino prende forma nel più grande intervento di rigenerazione urbana del Veneto. L’accordo pubblico-privato tra il Comune di Monselice, l’immobiliare Roncello Capital e Vitali, società benefit di Bergamo attiva nella progettazione, ingegneria e realizzazione di opere di rigenerazione urbana prevede la trasformazione dell’ex sito industriale in un’area produttiva ed energetica, senza nuovo consumo di suolo, secondo una logica “brownfield”. Da aprile dovrebbero partire le prime bonifiche e demolizioni, con l’abbattimento dell’ex cementeria. Su circa 20 ettari sorgeranno nuovi insediamenti produttivi realizzati con tecniche moderne e a basso impatto ambientale. A fianco, su 24 ettari nell’area dell’ex cava del monte Fiorin, verrà realizzato un parco fotovoltaico, accompagnato dalla rimodellazione del terreno e dalla piantumazione di fasce verdi per mitigare l’impatto paesaggistico.
Il progetto comprende anche opere pubbliche: la cessione al Comune di un’area di 15 mila metri quadrati per nuovi impianti sportivi e la realizzazione della strada di collegamento tra la bretella Italcementi e la Strada regionale 10. «Dalle parole ai fatti, la rigenerazione dell’area è ormai realtà – ha dichiarato il vice sindaco Stefano Peraro, che ha seguito l’operazione fin dalle prime fasi – La demolizione della cementeria ha le ore contate e finalmente da qualsiasi parte dei colli Euganei non si vedrà più la sua sagoma imponente. È un’operazione che guarda al futuro: creazione di valore e posti di lavoro, sostenibilità attraverso la produzione di energia rinnovabile, qualità della vita con nuovi impianti sportivi e piste ciclabili». Antonio Sala, amministratore di Roncello Capital, ha parlato di «un progetto organico e radicato nel territorio, capace di restituire funzione e prospettiva a un’area da troppo tempo in abbandono», mentre Massimo Vitali, presidente dell’omonima Vitalia spa, ha messo in luce la sfida: «Trasformeremo un’area industriale dismessa e l’ex cava in un nodo strategico per la transizione energetica».
Accanto agli entusiasti, la riflessione del comitato Lasciateci Respirare: «In un clima da “amici al bar” abbiamo assistito alla presentazione del “nulla cosmico”. Del tanto annunciato progetto di rigenerazione urbana sostenibile non si è visto nulla. Giornalisti e cittadini erano convinti di ascoltare i dettagli degli interventi, ma in realtà è stata riproposta la stessa narrazione di due anni fa». Anche in merito ai lavori annunciati per aprile gli ambientalisti nutrono dubbi: «Negli uffici comunali, al Parco o in Regione non risulta depositato alcun progetto».
Lasciateci Respirare spiega di non essere contrario al recupero dell’area, ma chiede trasparenza: «Servono tempi certi, modalità chiare e soluzioni per la viabilità». Infine ricorda alcune criticità: «Nessuno ha parlato di bonifica, ma una denuncia di un ex lavoratore riferisce di materiali interrati e sversamenti nel sottosuolo. Nel 2018 Arpav rilevò inoltre concentrazioni di cloroformio nelle falde superiori ai limiti. Elementi che confermano quanto sia indispensabile una bonifica rigorosa».
«Si tratta senza dubbio di un intervento importante, che si inserisce pienamente negli obiettivi delineati dall’articolo 36 del Piano ambientale e nel percorso di candidatura dei colli Euganei a Riserva della Biosfera nell’ambito del programma Mab Unesco – ha evidenziato Alessandro Frizzarin, presidente Parco colli Euganei – La rigenerazione del sito risponde al principio fondante dell’ente: tutelare e valorizzare i caratteri naturalistici, storici e ambientali del territorio dei Colli. Accogliamo pertanto con favore l’opportunità di recuperare quest’area, che si trova a breve distanza da luoghi di straordinario interesse storico e paesaggistico, come la Rocca di Monselice e Arquà Petrarca. È fondamentale che questo percorso venga portato a compimento con determinazione».