Chiesa
“Alta definizione” è l’immagine guida del percorso che l’Azione cattolica adulti di Montagnana-Frassine-Borgo San Zeno ha messo a punto per quattro incontri di formazione in programma dal 16 gennaio al 6 febbraio, dalle 20.45 alle 22.30, in sala Don Bosco a Borgo San Zeno.
«L’obiettivo, che riprende le proposta formativa nazionale – spiegano Giancarlo Bertelli e Antonella Miatton, responsabili dell’Ac adulti – è offrire uno spunto per una nuova “messa a fuoco” della propria vita, passando da una visione appannata e superficiale a uno sguardo più autentico e profondo. Come accade quando si pulisce un vetro o si mette a fuoco una fotografia, ciò che prima appariva magari granato o confuso, può rivelarci invece dettagli inattesi e una bellezza nascosta. Questa metafora diventa una proposta esistenziale: affinare lo sguardo della fede per cogliere il senso pieno dell’esperienza umana, segnata da imperfezioni, domande e cambiamenti».
“Vivere la vita ad alta definizione. Mettere a fuoco ciò che nelle cose è nascosto” è il titolo del percorso che ha preso avvio il 16 gennaio con una riflessione di don Mattia Francescon, responsabile dell’ufficio diocesano di Pastorale vocazioni, partendo da una domanda: “Un corpo mi hai dato: abbiamo o siamo un corpo?”. Si prosegue il 23 gennaio, al centro il tema del lavoro con un approfondimento di suor Francesca Fiorese, responsabile dell’ufficio di Pastorale sociale, dal titolo “Vivere per lavorare? Come recuperare il valore del lavoro”. Politica, democrazia e bene comune saranno i tema conduttori della serata del 30 gennaio; “Al cuore della democrazia: appassionati al bene comune” è il titolo della proposta di Luigi Gui, docente di politiche sociali all’Università di Trieste. Chiuderà il ciclo di incontri, il 6 febbraio, “Diversità come ricchezza: ogni persona è unica e preziosa”, una riflessione a tutto tondo a cura di Diego Ottolini, collaboratore dell’associazione Watoto Ciao in Kenya.
«Spesso pensiamo alla nostra vita come “imperfetta”, perché messa in discussione da nuove visioni culturali, scelte ed equilibri faticosamente raggiunti – sottolineano Bertelli e Miatton – Non si tratta di volerla raddrizzare a ogni costo, ma di attraversarla così com’è, accogliendone la complessità nella ricerca di Dio e nella crescita personale. Ogni “pixel” dell’esistenza – gioie, stanchezze, abitudini, paure – può così trovare un’alta definizione, nitida e ricca perché fatta di molteplici significati».