Fatti
Si chiude, almeno per il momento, la vicenda dell’ampliamento Silva a Montecchio Precalcino. La Conferenza dei servizi, lo scorso venerdì 13 marzo, con il parere negativo del Comune, dell’Ulss 7 Pedemontana e dell’Autorità di Bacino distrettuale delle Alpi Orientali, ha sancito lo stop all’intervento che prevedeva di realizzare una piattaforma multifunzionale per il recupero di rifiuti sanitari e per la rigenerazione delle sabbie di fonderia. Una decisione accolta con favore dall’amministrazione comunale, che ha espresso la propria soddisfazione per l’esito di un percorso durato oltre un anno e mezzo.
Il punto di svolta che ha portato alla bocciatura del progetto è stato il parere negativo dell’Ulss, richiesto esplicitamente dal Comune in quanto autorità competente per le industrie insalubri. «Abbiamo fatto un buon lavoro perché non ci siamo lasciati trascinare da facili conclusioni» sottolinea il sindaco Fabrizio Parisotto. Ora però rimane una preoccupazione: il destino delle sabbie di fonderia accumulate nel sito. Attualmente è attiva una discarica con una capacità residua di circa 2-3 anni: «Una volta completato il riempimento, si procederà al “capping” e inizierà la fase di post-mortem. La discarica dovrà essere gestita e monitorata per 30 anni – chiarisce Parisotto, specificando che il controllo del percolato e delle acque sotterranee spetta per legge all’azienda – Nonostante lo stop all’ampliamento, rimangono comunque attive le autorizzazioni storiche per la lavorazione delle sabbie e i forni di calcinazione già presenti nel sito» conclude il primo cittadino.
«Questo è il risultato di una valutazione esclusivamente tecnica svolta dagli enti competenti – spiega l’assessora regionale all’ambiente Elisa Venturini – Abbiamo prestato attenzione alle istanze dei cittadini e dei sindaci del territorio. È importante ribadire che questi procedimenti non rappresentano una vittoria o una sconfitta. Sono momenti di verifica tecnica in cui gli organismi preposti analizzano i progetti e ne valutano la compatibilità sotto i diversi profili. Non sono il risultato di dinamiche politiche, ma di valutazioni nell’ambito delle norme e delle procedure previste».
Per il consigliere regionale Carlo Cunegato si tratta invece della vittoria delle mobilitazioni dei cittadini: «Cosa insegna questa storia? Lottare serve. Non è vero che è sempre tutto uguale, che impegnarsi in politica è ininfluente, e per questo faccio i complimenti al comitato Tuteliamo la salute, da cui tutto è partito: la difesa dell’acqua e dell’ambiente è la difesa della nostra salute». Anche per l’eurodeputata Cristina Guarda, che aveva portato la vicenda al Parlamento europeo, la salute viene prima di tutto: «Non avremmo lasciato passare questo progetto se fosse andato avanti, ma siamo felici che almeno l’azienda sanitaria sia intervenuta per ricordare come la prevenzione sia motivazione sostanziale per fermare progetti che mettono a rischio la falda e la salute».
Per il comitato Tuteliamo la salute non si tratta di una vittoria, ma della presa di coscienza che la tutela della salute e dell’ambiente non devono essere subordinati agli interessi economici: «La bocciatura del progetto è un risultato storico che premia l’impegno competente, consapevole e tenace della cittadinanza e della scienza. La convergenza tra gli interessi pubblici della comunità vicentina e quelli della comunità padovana ha prevalso sugli interessi di pochi. Il progetto bocciato non aveva nulla a che vedere con lo sviluppo e il “benessere” del nostro territorio», concludono togliendosi una soddisfazione: «Davide, ancora una volta, ha sconfitto Golia. Tutela, benessere e sviluppo economico devono iniziare a camminare assieme, in un equilibrio ecosostenibile. Solo così saremo considerati “buoni antenati” da chi verrà dopo di noi».
L’amministratore delegato di Silva Giorgio Damonte promette invece di portare la vicenda davanti al Tar: «Prendiamo atto della decisione ma esprimiamo sorpresa per il fatto che un progetto con standard ambientali e di sicurezza particolarmente elevati non abbia ricevuto una valutazione positiva. L’azienda resta comunque fiduciosa che, attraverso gli strumenti previsti dall’ordinamento e un ulteriore approfondimento tecnico, sia possibile chiarire pienamente i presupposti e le caratteristiche del progetto. Rimane fermo l’impegno a operare nel pieno rispetto delle istituzioni, della tutela dell’ambiente e della salute dei cittadini e dei lavoratori».
Per i consiglieri regionali del Partito democratico Chiara Luisetto, Antonio Marco Dalla Pozza e Andrea Micalizzi, il parere negativo rappresenta un atto di buonsenso per la tutela della salute pubblica e delle risorse idriche del territorio: «Ora ci aspettiamo che la Giunta regionale dia seguito alla perimetrazione delle aree di salvaguardia, impedendo che progetti incompatibili possano mettere a rischio il futuro delle comunità».