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Montegrotto si riscalda con la geotermica
Tra le energie alternative necessarie per contrastare il cambiamento climatico ce n’è una che sino a ora è stata trattata da “Cenerentola”.
FattiTra le energie alternative necessarie per contrastare il cambiamento climatico ce n’è una che sino a ora è stata trattata da “Cenerentola”.
Scendendo all’interno della Terra la temperatura aumenta di circa 3 gradi ogni cento metri di profondità e così il Comune di Montegrotto Terme ha scelto di sfruttare l’energia geotermica di cui è ricco. Con un progetto pilota che prevede il teleriscaldamento con il riutilizzo delle acque reflue provenienti dagli impianti termali ha ottenuto un finanziamento a fondo perduto da 4,345 milioni di euro da risorse Pnrr vincendo il bando per lo Sviluppo di sistemi di teleriscaldamento. In realtà ci si pensava da anni, ma i costi di realizzazione e una legge che vieta l’utilizzo delle acque termali per scopi diversi da quello sanitario bloccavano ogni possibilità. Il progetto presentato però anziché sull’uso diverso dell’acqua termale ha puntato sul riutilizzo dei milioni di metri cubi di acque termali scaricati nelle fogne dagli stabilimenti dopo l’utilizzo. Il finanziamento consentirà, dunque, di realizzare il primo stralcio per il riscaldamento pubblico di un’area centrale di 85 edifici tra i quali anche uffici comunali, la parrocchia e il patronato, la scuola materna e abitazioni. Nel Bacino termale ogni anno vengono estratti 15 milioni di metri cubi di acqua calda che, dopo essere passati da vasche e idromassaggi, sono scaricati e quindi perduti: «Con questo finanziamento potremo dare il via a un sistema rivoluzionario che punta sempre più a definirci una destinazione turistica green, un’area dove non si inquina utilizzando una risorsa che finora è stata usata solo dagli alberghi» ha dichiarato Riccardo Mortandello, sindaco di Montegrotto. In futuro il progetto potrà interessare tutta l’area del Bacino termale euganeo con la rete in grado di riscaldare e anche raffrescare gli edifici: le dimensioni finali del progetto dipenderanno anche da come saranno impiegate le acque termali di scarico. Quelle abbastanza calde potrebbero essere usate direttamente per il riscaldamento oppure come fonte termica per pompe di calore acqua-acqua che darebbe la possibilità di climatizzare un numero di edifici molto maggiore. (D. G.)
In Italia l’energia geotermica viene un po’ “snobbata” anche se le sorgenti di acqua calda sono numerose e facilmente sfruttabili. Da noi gli impianti di teleriscaldamento sono davvero rari, mentre in altri Paesi, come la Germania, si cercano acque utilizzabili per questo scopo anche a 5 chilometri sottoterra.