Morto ammanettato a Bologna: card. Zuppi, “non prevalgano odio, violenza e strumentalizzazione” ma “rispetto, dialogo e giustizia”
Catenaccio: Il giorno dopo il decesso di Fakir Abderrahim, l'uomo di origine marocchina morto dopo essere stato fermato e ammanettato dalla Polizia, l'arcivescovo invoca «il rispetto, il dialogo e la giustizia, nel rispetto del diritto e delle Istituzioni». La vicinanza alla famiglia e a tutti i coinvolti nella «drammatica vicenda». Il richiamo della Chiesa a «non stancarsi di costruire percorsi di pace, di riconciliazione e di incontro».
Il 43enne di origine marocchina morto a Bologna, mentre viene bloccato a terra da due agenti che cercano di ammanettarlo, Bologna, 19 luglio 2026. ANSA
In questo momento “non prevalgano l’odio, la violenza, anche verbale e nei social, la strumentalizzazione per nessuna ragione”, ma piuttosto “il rispetto, il dialogo e la giustizia a cui tutti devono affidarsi nel rispetto del diritto e delle Istituzioni”. È quanto invoca l’arcivescovo di Bologna, il card. Matteo Maria Zuppi, il giorno dopo quanto accaduto al Pilastro dove un uomo di origine marocchine, Fakir Abderrahim, è morto dopo essere stato fermato e ammanettato dalla Polizia. Il presule – si legge in un comunicato diffuso poco fa dall’arcidiocesi – “è vicino nella preghiera a chi soffre per quanto accaduto ieri al Pilastro, dove ha perso la vita una persona, ed esprime vicinanza alla famiglia e a tutti coloro che stanno soffrendo e che sono coinvolti nella drammatica vicenda”. In questa sofferenza, afferma l’arcivescovo, la Chiesa ricorda “di non stancarsi di costruire percorsi di pace, di riconciliazione e di incontro affinché prevalga la forza dell’amore che ci viene donato da Gesù, seminatore di bene nel cuore di ogni persona”.