Fatti
Venezia-Padova in treno costa 5 euro tondi; 10 euro per andare e tornare con i regionali, mentre con le Frecce possono servire anche 20 euro a tratta per un risparmio di tempo stimabile in circa 20 minuti. Se l’alta velocità per tratte così brevi è quasi una scelta filosofica più che pratica, è innegabile che la cifra tonda del biglietto locale raggiunta con gli ultimi aumenti d’inizio anno abbia destato un certo scalpore, soprattutto tra i pendolari.
«Solo pochi giorni fa la Regione ha aumentato il costo del trasporto pubblico locale, scaricando ancora una volta sui cittadini il peso di un sistema inefficiente invece di migliorarne qualità, frequenze e integrazione». A lanciare l’allarme è il consigliere regionale di minoranza, Jonatan Montanariello, eletto tra le fila del Pd: «È una scelta miope che allontana le persone dal trasporto pubblico e va nella direzione opposta rispetto agli obiettivi di sostenibilità e competitività».
Secondo Montanariello la situazione dei trasporti in Veneto è più grave di quanto possa sembrare: inefficienti, arretrati se non supportati da un’adeguata infrastruttura anche digitale, destinati a continuare a perdere competitività nei prossimi anni. Ad aumentare non sono, però, solo i trasporti su ferro ma anche quelli su gomma: tradizione ormai consolidata e confermata anche quest’anno è, manco a dirlo, l’aumento delle autostrade dietro al quale ci sarebbe anche un pronunciamento della Corte Costituzionale che sblocca gli adeguamenti del pedaggio. Un pronunciamento della Corte che, spiega il Ministero delle infrastrutture in una nota, «ha vanificato lo sforzo del ministro delle infrastrutture e dei trasporti, Matteo Salvini, e dello stesso Governo di congelare le tariffe fino a definizione dei nuovi Pef, i piani economici-finanziari regolatori».
Negli accordi fra ente e gestori si stabiliscono le tariffe e anche le modalità di adeguamento delle stesse. Non si tratta, insomma, di numeri ricercati nella sfera di cristallo ma della proiezione del valore dell’inflazione che comporterà un adeguamento dei pedaggi dell’1,5 per cento, più o meno lo stesso ricarico imputato ai treni. Il ministro aveva provato a “metterci la pezza”, cercando di congelare l’aumento, ma il tentativo è stato bocciato dalla Consulta che ha rimandato la decisione a un generale rinnovo dei Pef quinquennali che i gestori concordano con il ministero.
Diversa la situazione per quanto riguarda l’aumento del costo del gasolio e il contestuale calo di prezzo della benzina: qui, infatti, la decisione è tutta politica e ha del rivoluzionario. Dopo anni di agevolazioni sul diesel, ora l’Esecutivo ha deciso la parificazione delle accise portando al sorpasso del prezzo di quest’ultimo sulla benzina. Si tratta di una misura particolarmente significativa visto che riguarda oltre 15 milioni di veicoli alimentati a gasolio, senza contare i mezzi pesanti e gli autobus. «Il problema per le aziende di autotrasporto si pone fino a un certo punto perché usufruiscono di una scontistica sulle accise – commenta Oscar Della Rosa, segretario generale della Fit Cisl di Padova – Diverso è per i consumatori finali sui quali verranno scaricati gli aumenti oltre ad altre misure approvate dal Governo, come la tassa di 2 euro sui pacchetti di provenienza extra-Ue».
La Regione Veneto ha stanziato 5 milioni di euro per contributi sull’acquisto di abbonamenti annuali al trasporto pubblico locale nei Comuni capoluogo di Provincia, extraurbano e ferroviario regionale. Il bando è rivolto a studenti e lavoratori con patente. Il contributo è un buono sconto di 200 euro, o 160 per chi ha già beneficiato del bando. Domande online fino al 31 agosto 2026. Per info e per presentare la domanda:
www.comune.padova.it