Mosaico
Venticinque anni rappresentano un traguardo importante, il consolidamento di un’identità collettiva che ha trasformato il territorio vicentino in un grande, unico, museo. Era il marzo del 2001 quando nasceva la rete museale denominata oggi Musei Altovicentino, realtà che ha saputo tessere un dialogo profondo tra diciotto comuni della provincia di Vicenza, abbracciando un bacino territoriale di oltre 810 chilometri quadrati. Ricordando le origini, Ivana De Toni, referente dell’ufficio di coordinamento dei Musei, spiega: «Il progetto nacque dall’iniziativa dei comuni di Schio, Malo e Valdagno, inizialmente per costruire una rete di musei dell’industria. Poi, ci si accorse che il territorio offriva molto altro: natura, storia, arte, antichi mestieri, luoghi della Grande Guerra, così qualche anno più tardi si decise di ampliare la rete».
Quella scommessa si è trasformata oggi in una struttura capillare che conta ben cinquantotto luoghi della cultura, testimoniando un patrimonio che va dalla preistoria all’età contemporanea.
Il concetto di “museo diffuso” che caratterizza questa rete raggruppa musei civici e privati, ecomusei, collezioni tematiche, giardini storici e siti della memoria. «In un quarto di secolo abbiamo imparato che un museo non è un’isola, ma una soglia, che mette in dialogo le collezioni con il paesaggio e che collega passato e presente, sempre aperta e accogliente – sottolinea la presidente Silvia Berlato – Sappiamo che ogni nostro museo ha i suoi temi e i suoi modi di proporsi al pubblico, identità diverse che riflettono la varietà dei Comuni che compongono la nostra rete: questa non è una fragilità, ma la nostra forza». Specificità che raccontano l’evoluzione delle comunità locali attraverso storie che intrecciano ambiente, lavoro e saperi secolari.
La rete, con Malo soggetto capofila, opera in un’area vasta tra la Valle dell’Agno e il Canal di Brenta, includendo la Val Leogra, la fascia pedemontana, l’Altopiano di Tonezza, gran parte dei Sette Comuni e Montecchio Maggiore. L’ingresso più recente coinvolge il Comune di Thiene con il Castello, una fondazione d’arte contemporanea e l’esposizione permanente di archeologia, presente nella biblioteca. Nel mese di maggio c’è stato anche l’inserimento del Museo internazionale del gioco degli scacchi di Marostica.
Negli anni la rete ha costruito legami solidi con università e scuole, offrendo percorsi educativi dall’infanzia alla secondaria. E c’è anche l’investimento nei nuovi media con i podcast curati da Martina Ceola: a inizio giugno ne uscirà uno sul Museo civico di Archeologia e scienze naturali “Giuseppe Zannato” di Montecchio. Tra gli appuntamenti più attesi di quest’anno, invece, spiccano “Raetica – Il Festival dell’Archeologia” di fine luglio, a Castelletto di Rotzo, dove il patrimonio archeologico è reso vivo grazie a tecnologie immersive, e il Festival Musei Altovicentino previsto nel mese di ottobre, a Schio.
Guardando al futuro, l’attenzione si sposta verso un turismo slow e di prossimità, capace di attrarre visitatori interessati a scoprire la bellezza autentica dei territori. Osserva Ivana De Toni: «Abbiamo rilevato come sia cresciuto negli ultimi anni l’interesse per visitare luoghi più vicini a casa, che raccontino aspetti peculiari del territorio, per questo proponiamo anche itinerari ed escursioni».
La rete dei Musei Altovicentino punta a rimanere un laboratorio di innovazione culturale attraverso un modello di governance condivisa che sta dimostrando quanto la cultura possa essere motore di sviluppo e di coesione sociale; un percorso che investirà sempre più in progettazione partecipata, sostenibilità, innovazione digitale. «Invitiamo tutti a riscoprire queste storie con passo lento e curiosità, lasciandosi guidare dalla bellezza che abbiamo custodito insieme dal 2001 a oggi», conclude la presidente Berlato.
Fanno parte della rete anche il Museo Palazzon a Lusiana Conco, quello del tabacco e del recuperante e delle cartiere di Oliero a Valbrenta, quello della Cultura e tradizione Cimbra e dei Cuchi a Roana, il Museo
naturalistico didattico “Patrizio Rigoni” e quello della Grande guerra ad Asiago. Rientrano anche sentieri e siti storici (come il Sacrario o Forte Corbin). Info: museialtovicentino.it