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È a tutti gli effetti una “rinascita” quella che dal 2018 sta interessando la figura di Bartolomeo Cristofori: geniale artigiano dai natali padovani a cui si deve l’invenzione del “gravicembalo col piano e il forte” e l’evoluzione moderna del linguaggio musicale. Un crescendo di attenzione che l’omonimo Festival pianistico celebra oggi proprio con questo termine evocativo, in un significato allargato e trasversale: con “Rinascita”, sottotitolo all’edizione 2026, ci si ricollega infatti a Rachmaninov e al suo ritorno alla luce dopo una profonda crisi artistica, ma il tema sfocia anche in contesto sociale (tramite attività rivolte a persone e comunità), chiama in causa la scienza e non manca infine l’accezione di “riscoperta” (di repertori, strumenti ecc.).
«L’associazione Bartolomeo Cristofori opera tutto l’anno per mettere in relazione cultura, territorio e comunità, rafforzando il ruolo di Padova come città simbolo della storia del pianoforte – dichiara il presidente, maestro Nicola Guerini – Dal 17 al 28 settembre, il Festival porta il pianoforte nei luoghi della cultura, intrecciando musica, architettura e paesaggio. La presente edizione sottolinea la capacità della musica di generare nuove visioni: una prospettiva che unisce qualità artistica, respiro internazionale, formazione, accessibilità e inclusione sociale, come il concerto all’asilo notturno e l’iniziativa “Musica senza barriere” alla Casa Circondariale di Verona. Concerti, nuove commissioni, prime esecuzioni e incontri costruiscono una rete tra artisti, istituzioni e territori, tra cui il Consorzio dei Vini dei Colli Euganei, Padova Urbs Picta e il progetto Pa.Fi.Ro, un ponte tra Padova, Firenze e Roma. Completano il percorso del nostro sodalizio il Cristofori d’Oro, istituito per rendere omaggio alle eccellenze del pianismo internazionale, conferito quest’anno a Thomas Adès, e il Circolo Cristofori, espressione di una comunità che valorizza cultura, creatività e innovazione».
Il cartellone principale, dopo una serie di anteprime diffuse nel territorio, inaugura il 17 settembre, ore 20.30, al teatro Verdi di Padova con Lucas Debargue, pianista in residenza 2026. In programma Rachmaninov e Čajkovskij. Nella serata sarà consegnato il secondo Cristofori d’Oro. Debargue tornerà sabato 19 alle 20.30, alla Sala dei Giganti con Rachmaninov, Musorgskij e le proprie variazioni su temi di Gershwin, mentre il 20 alle 18.30, all’oratorio della Santissima Trinità di Arquà Petrarca, verrà presentata in prima assoluta, nell’esecuzione di Sandro Nebieridze, una sua composizione per pianoforte dedicata al Progetto Petrarca. Il 18 settembre nella Scuola della Carità Thomas Adès, compositore, direttore d’orchestra e pianista britannico, per la prima volta in Italia in veste di pianista con musiche di Haydn, Janáček, Stravinskij, Bartók e Beethoven unitamente a proprie composizioni.
«Come ogni anno – spiega il direttore artistico Alessandro Tommasi – il Festival Cristofori punta all’unione tra grandi nomi del concertismo internazionale, con progetti innovativi capaci di ridisegnare i confini del format concerto, anche grazie alla partnership tra Cristofori e Science for All per unire musica e scienza sotto il segno della “Rinascita”. Da venerdì 25 a domenica 27, durante il Festival si terranno infatti numerosi appuntamenti dedicati al rapporto tra musica, salute e neuroscienze, tra cui il Neurorecital di Nicolas Namoradze in Sala dei Giganti sabato 26 alle 20.30».
Programma completo: www.cristoforipianofestival.it.
Il calendario comprende inoltre i BartoloTalk, i BartoloTour nell’Urbs Picta, gli appuntamenti dedicati alle famiglie e i progetti dedicati alla storia del pianoforte e al suo rapporto con la ricerca. A chiudere il 28 settembre, 20.30, alla Sala dei Giganti, Leonora Armellini con il nono appuntamento del “Progetto Chopin”, il percorso pluriennale dedicato all’integrale delle opere del compositore polacco.
«Parleremo anche di restauro e rigenerazione di strumenti musicali con liutai ed esperti – aggiunge Tommasi – per scoprire il mestiere di chi per lavoro torna a dare una voce a strumenti che non possono più cantare. Segnalo il documentario, talk e concerto al teatro Ruzante domenica 27 alle 11, che approfondirà come avviene il restauro di un pianoforte».
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