Fatti
Numero verde nazionale antitratta. Alla Regione Veneto la gestione
Da anni la Regione gestisce anche il Network antitratta del Veneto
FattiDa anni la Regione gestisce anche il Network antitratta del Veneto
La Regione del Veneto ha assunto da pochi giorni la gestione del numero verde nazionale in aiuto alle vittime di tratta e grave sfruttamento (800290290). Il servizio, istituito ancora nel 2000 dal dipartimento per le Pari opportunità della presidenza del Consiglio, è basato su un call center di ascolto e sostegno, in appoggio ai progetti territoriali dello stesso dipartimento che si occupano di fare emergere il fenomeno e assicurare assistenza e inclusione sociale alle vittime.
Il servizio è multilingue, accessibile 24 ore su 24 per 365 giorni all’anno, è gratuito e con garanzia di anonimato: è stato gestito dal 2011 – unico riferimento nazionale – dal Comune di Venezia che già dal 2000 se ne era occupato come postazione periferica e dal 2007 come postazione di coordinamento centrale. Tra le attività garantite dallo staff del numero verde per conto del Dpo c’è la gestione della banca dati delle vittime e potenziali vittime, in grado di fornire dati ufficiali (Istat, Eurostat), fondamentali per le analisi e la ricerca sul fenomeno.
«Da anni sosteniamo il progetto Nave (Network antitratta del Veneto) – spiega Manuela Lanzarin, assessore regionale alla sanità e ai servizi sociali – ed è proprio l’importanza assunta da questo progetto che ha fatto emergere l’opportunità di candidare la Regione al nuovo bando emanato dal Dpo».
Il numero verde nazionale antitratta riceve mediamente 3 mila telefonate all’anno e molte richieste d’aiuto sono indirizzate direttamente ai progetti territoriali. Gestisce circa 150 messe in rete all’anno (passaggi delle vittime tra un progetto e l’altro per motivi di sicurezza o di posti disponibili).
I progetti anti tratta italiani contattano mediamente tra le 20 e le 30 mila persone all’anno nelle attività di strada e di contatto con le popolazioni a rischio, valutano ogni anno 3-4 mila potenziali vittime e, nello stesso periodo, prendono in carico, in strutture dedicate, circa mille vittime.