Chiesa
Al centro ci sono la persona, il bene comune e la cura del creato. Questo in sintesi lo stile di Nummus.info, società fondata nel 2013 da un gruppo di soci promotori composto dalla Conferenza Episcopale Italiana (Cei), dall’Istituto Atesino di Sviluppo (Isa) S.p.A., dalla Diocesi di Milano e da Generali Italia S.p.A.. La sua attività si concentra su analisi ESG (Environmental, Social e Governance), monitoraggio dei portafogli e supporto agli investitori istituzionali. È inoltre referente del Ciid, il Centro Italiano Interreligioso per il Dialogo con le imprese e gli Stati, network che riunisce enti religiosi di diverse confessioni impegnati nell’engagement responsabile con le imprese su temi sociali, ambientali e di governance. Nicola Massidda, Senior Data Analyst di Nummus.Info, racconta di cosa si occupa Nummus, spiegando anche il valore della finanza ispirata alla Dottrina Sociale della Chiesa per un’economia più umana, sostenibile e responsabile.
Che cosa è la realtà di Nummus?
La società offre servizi di analisi e monitoraggio dei portafogli d’investimento, sia mobiliari sia immobiliari, supportando gli investitori istituzionali nella valutazione dei rischi, delle performance e del profilo ESG degli investimenti. Negli anni Nummus.Info si è specializzata anche nell’ambito della finanza etica e sostenibile, sviluppando attività di monitoraggio ESG, engagement con le società quotate e modelli proprietari per la valutazione degli investimenti nei mercati privati. Attraverso la Certificazione Nummus Ethics, Nummus.Info verifica, inoltre, la conformità dei portafogli ai principi etici delle Linee Guida della Conferenza Episcopale Italiana e della Dottrina Sociale della Chiesa, promuovendo una gestione finanziaria responsabile, sostenibile e coerente con i valori sociali e ambientali.
Qual è il valore – non solo economico – ma anche sociale di fare finanza applicando i principi cattolici e la dottrina sociale della Chiesa?
Fare finanza secondo i principi cattolici e la Dottrina Sociale della Chiesa significa riconoscere che il capitale non è mai neutro e che ogni investimento ha un impatto reale sulla società e sull’ambiente. Il valore non è solo economico, ma anche sociale e ambientale: al centro c’è la persona umana, la sua dignità e il bene comune, insieme alla cura del creato. Questo si traduce nell’orientare i capitali verso attività che generano lavoro dignitoso, riducono le disuguaglianze e promuovono uno sviluppo sostenibile, attento anche alla tutela delle risorse naturali. Questo approccio introduce inoltre una visione di lungo periodo, che integra rendimento e responsabilità, superando la logica del profitto immediato. Non si tratta solo di escludere ciò che non è coerente con i valori etici, ma anche di sostenere attivamente imprese e progetti che producono un impatto positivo sia sociale che ambientale. In sintesi, il valore della finanza ispirata alla Dottrina Sociale della Chiesa sta nel contribuire a un’economia più umana, sostenibile e responsabile, in cui sviluppo economico, promozione della pace, giustizia economica e sociale e tutela del creato procedono insieme.
In generale come si caratterizza il settore della finanza etica?
È un settore in forte crescita, trainato sia dalla crescente consapevolezza degli investitori (istituzionali e non), sia dall’evoluzione del quadro normativo europeo (in particolare il Regolamento Sfdr e la Tassonomia UE) che ha introdotto standard di trasparenza più stringenti e ridotto i rischi di greenwashing. Dal punto di vista operativo, le strategie adottate spaziano dallo screening etico, con l’esclusione di settori incompatibili con determinati valori, all’integrazione ESG nell’analisi finanziaria tradizionale, fino all’engagement diretto con le imprese partecipate per promuovere pratiche più responsabili.
Da poco sono uscite le “Linee Guida in materia di investimenti etici e sostenibili” della Cei, un documento importante?
Si tratta di un documento centrale per la nostra attività. Le Linee Guida della Cei rappresentano il riferimento valoriale e operativo su cui si fonda la Certificazione Nummus Ethics: è proprio sulla base di questi principi che verifichiamo la conformità etica dei portafogli dei nostri clienti. Il fatto che la Cei abbia aggiornato le Linee Guida è per noi molto significativo: dimostra che anche il mondo cattolico sa stare al passo con un mondo che cambia a velocità sempre più sostenuta, aggiornando i propri riferimenti valoriali e operativi in risposta alle trasformazioni dei mercati finanziari e del contesto normativo europeo. In pratica, questo documento orienta quali attività o settori sono incompatibili con i valori cattolici. A titolo di esempio, tra i criteri di esclusione rientrano le società collegate all’industria dei farmaci abortivi, quelle coinvolte nella produzione di armi controverse, convenzionali e nucleari, e le istituzioni finanziarie coinvolte in pratiche di finanziamento scorrette.