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Quest’anno al centro del percorso di Formazione all’impegno sociale e politico (Fisp) ci sarà la povertà. Per la proposta è stato scelto il titolo “Nessuno escluso. Cittadinanza attiva e contrasto alle povertà”. «Ogni anno scegliamo un tema diverso – spiega il direttore della Fisp Luigi Gui – sempre orientati dalla Dottrina sociale della Chiesa e stimolati dalle contingenze del tempo presente. In generale i nostri percorsi hanno l’obiettivo di alfabetizzare riguardo a un tema e come tradurlo in un impegno sociale e politico. Per il 2026 abbiamo voluto accogliere il messaggio dell’esortazione apostolica di papa Leone Dilexi te, che parla dell’attenzione ai poveri e di povertà. Il nostro intento è accendere un faro su queste problematiche. Ci sono tante sfaccettature del disagio e della fragilità umana; non cadiamo nel tranello di pensare che la povertà coincida solo con la carenza di beni economici. Questa complessità ci ha spinto a immaginare un percorso che tocchi tutti questi aspetti».
L’iniziativa della Fisp affronterà la povertà da diverse angolature: quella della socialità, della salute, dell’integrazione, delle criticità educative e la povertà legata alla giustizia. Ci sarà un approfondimento sui beni comuni e la loro funzione sociale. Si parlerà quindi della ridistribuzione delle risorse, della dimensione della sostenibilità e dell’equilibrio tra iniquo ed equo. Si porrà attenzione sull’integrazione delle persone come gli immigrati, «con uno sguardo sulla diversità e sulla cura delle persone più fragili. Sarà anche un ragionare in modo propositivo su ciò che non funziona. È un mosaico che compone le diverse dimensioni della povertà e tenteremo di affrontare ciascuna di queste parti». Per questo ci saranno degli incontri con docenti che daranno degli strumenti teorici e di metodo per leggere la realtà, la sua comprensione e nei laboratori si aprirà lo sguardo sulla dimensione locale, che si vive quotidianamente.
«Auspichiamo che i partecipanti a fine percorso escano da un lato con elementi conoscitivi maggiori, meno superficiali delle problematiche messe sul tavolo e dall’altro con un metodo per affrontare il contesto locale. L’ideale sarebbe che le persone che hanno seguito gli appuntamenti si sentissero un po’ meno impotenti rispetto ad un possibile cambiamento e resi più capaci di incidere».
La Fisp prevede un incontro introduttivo, cinque lezioni online, altrettanti laboratori in presenza e un incontro di chiusura. Si partirà il 10 ottobre dalle 15 alle 18 presso il Centro Filippo Franceschi (via del Seminario, 5/A) con un incontro aperto al pubblico. Interverranno don Marco Galletti di Caritas Padova su “Ridisegnare la società partendo dagli ultimi” e Luigi Gui, professore all’Università di Trieste su “Le povertà: sfida alla democrazia”.
Il 12 e 26 ottobre e poi il 2, 16 e 30 novembre ci saranno lezioni online dalle 20.30 alle 22.30 con docenti come Maria Chiara Corti, vice-presidente dell’Ordine dei medici di Padova e il magistrato Vartan Giacomelli. Sono poi previsti dei laboratori dalle 15 alle 18 in presenza il 24 e 31 ottobre e poi il 14, 28 novembre e il 12 dicembre. La conclusione sarà la sera del 14 dicembre.
Oltre all’ufficio per la Pastorale sociale e del lavoro che normalmente organizza la Fisp in collaborazione con Acli e l’Azione cattolica di Padova, quest’anno è realizzato in “sinergia” con la Caritas e il Centro missionario. Il corso prevede dodici incontri; inizierà il 10 ottobre e si concluderà il 14 dicembre. Iscrizioni entro il 10 ottobre su fisp.diocesipadova.it