Fatti
Un nuovo orizzonte di speranza per la cura dei tumori infantili. Sabato 28 febbraio a Padova, in corso Stati Uniti, si è svolta la cerimonia di posa della prima pietra, con la benedizione di don Luca Facco, vicario episcopale per i rapporti con le istituzioni e il territorio della Diocesi di Padova, della seconda Torre dell’Istituto di ricerca pediatrica Città della Speranza battezzata “Orizzonte della Ricerca”. Ampliamento dell’attuale istituto a cui sarà fisicamente collegata, ospiterà nuovi laboratori e soprattutto una Cell factory, una struttura per lo studio delle cellule Rna, le cellule Car-T e le nuove tecnologie di medicina personalizzata in partnership con l’Azienda ospedaliera Regione Veneto e l’Università di Padova. «Abbiamo posato la prima pietra di un edificio che sarà l’Orizzonte della Ricerca: un orizzonte verso il quale salperemo tutti insieme – ha affermato commosso Franco Masello, fondatore di Città della Speranza e presidente Irp – La seconda Torre sancisce il prosieguo dell’impegno tra pubblico e privato per un interesse comune che è la salute della persona; lavoreremo insieme per far sì che la ricerca diventi più velocemente farmaco e giunga ancor prima al letto del paziente».
La nuova costruzione si svilupperà su tre piani per una superficie totale di oltre 11mila metri quadrati. Il costo preventivato è di 21 milioni di euro e l’obiettivo, ha precisato Masello, è quello di inaugurarla entro il 30 giugno 2027.
«Abbiamo costruito reparti e laboratori, abbiamo finanziato eccellenze e salvato vite – ha aggiunto Marino Finozzi, presidente Fondazione Città della Speranza– ma non siamo ancora “sazi” e non lo saremo finché ci sarà anche un solo bambino che non riceve la risposta che merita. Questo nuovo edificio sarà un altro strumento per sfamare questa nostra ambizione: trasformare la parola ‘incurabile’ in un ricordo del passato».
Firmato, durante la cerimonia, anche un accordo quadro tra Regione del Veneto, Fondazione Città della Speranza, Iov, Università degli Studi di Padova, Azienda Ospedale Università di Padova, Fondazione Centro nazionale di Ricerca Sviluppo di terapia genica e farmaci con tecnologia a Rna e Fondazione Cariparo per favorire l’attività di ricerca e lo sviluppo di terapie avanzate. «La realizzazione della Cell factory in virtù dell’accordo sottoscritto – ha commentato Andrea Camporese, vicepresidente Irp e responsabile Progetto Cell factory – rappresenta una grande scommessa sulla sostenibilità. La grande sfida, infatti, non è avere una Cell factory, ma fare in modo che i farmaci del futuro studiati e realizzati qui siano sostenibili: oggi queste nuove cure sono infatti efficaci, ma anche molto costose. La seconda sfida è la velocità. Quando la seconda torre sarà ultimata contiamo di poter essere già pronti con i primi prodotti per giungere direttamente alla clinica».
Forte anche il sostegno delle istituzioni: «La seconda Torre darà un ulteriore slancio alla ricerca: dobbiamo lavorare perché a nessun bambino una malattia precluda il futuro» ha affermato il sindaco di Padova Sergio Giordani.
«Un investimento concreto nelle terapie avanzate, che rafforza la capacità del Veneto di essere protagonista nell’innovazione biomedica e la possibilità di una ricerca sempre più vicina alla pratica clinica e alle esigenze dei pazienti» ha sottolineato il prorettore vicario dell’Università di Padova Antonio Parbonetti.
Presente anche il presidente del Veneto Alberto Stefani: «La nuova torre rappresenta la prova concreta che una scommessa ambiziosa, passo dopo passo, può continuare a essere vinta, sostenendo e sviluppando terapie innovative».
A breve sarà lanciata una nuova campagna per sostenere i costi di realizzazione: il nome di chi sceglierà di offrire il suo contributo sarà scritto negli ambienti del nuovo edificio.
Il nuovo edificio, collegato all’attuale Irp, condividerà reception, accoglienza e direzione tecnica, riducendo i costi di gestione e migliorando l’efficienza grazie a tecnologie impiantistiche innovative. Si svilupperà su tre piani più un piano zero adibito a parcheggio, per oltre 11 mila metri quadrati complessivi, con un investimento di 21 milioni di euro. Progettato in armonia con il contesto e secondo criteri di sostenibilità, avrà copertura piana con pannelli fotovoltaici e impianti basati su energie rinnovabili, puntando alla massima classe energetica.
La Cell factory consentirà di potenziare l’adozione delle terapie con cellule Car-T, oggi utilizzate in particolare contro alcune forme di leucemia infantile resistenti alle cure tradizionali come chemio e radioterapia.