Idee
Orientamento non è scegliere una scuola, vale per la vita
La questione pedagogica alla luce della quale leggere il tema dell’orientamento riguarda il senso della missione complessiva delle istituzioni scolastiche.
IdeeLa questione pedagogica alla luce della quale leggere il tema dell’orientamento riguarda il senso della missione complessiva delle istituzioni scolastiche.
Vi è chi ritiene che la missione della scuola sia semplicemente quella di istruire, cioè trasmettere pacchetti formativi e/o rendere gli studenti performanti rispetto ad alcune skill facilmente verificabili (teaching for testing). Personalmente ritengo che la missione della scuola sia ben altro, quella di educare attraverso l’istruzione: l’istruzione è il mezzo (offre gli strumenti culturali), la formazione integrale della persona in quanto tale è il fine, a cui la scuola porta il proprio contributo, insieme ad altri soggetti e agenzie formative. Il tema dell’orientamento accompagna da sempre le istituzioni scolastiche della nostra Repubblica e si collega strettamente alla funzione educativa che caratterizza la missione della scuola. Nel cammino di crescita di una persona è essenziale che essa possa, progressivamente, essere aiutata a “trovare l’Oriente” (questa è la radice etimologica della parola orientamento), ovvero individuare i punti di riferimento che possano consentirle sia di essere pienamente consapevole e responsabile del proprio apprendimento, sia di individuare gli orizzonti di senso entro i quali inscrivere il proprio progetto di vita (e, conseguentemente, le proprie scelte rispetto al proseguimento degli studi). Di particolare interesse i dispositivi normativi che si riferiscono alla scuola media (scuola che orienta nella vita), fin dalla sua istituzione nel 1962. Con la fine del secolo scorso (Dir. Min. 487/1997) le riflessioni sull’orientamento si sono progressivamente estese a tutti gli ordini e gradi di scuola, al di là della necessità di favorire negli studenti la capacità di orientarsi nei momenti in cui sono chiamati a prendere delle decisioni, come quella di scegliere la scuola secondaria di secondo grado. Alla dimensione informativa (conoscenza delle opportunità scolastiche e formative che si aprono dopo un certo percorso di scuola) va associata la dimensione formativa, che aiuti la persona a riflettere su se stessa e collegare in ogni momento i frutti del proprio lavoro di studio con i propri mondi vitali. Per questo si è parlato a più riprese di didattica orientativa, proprio perché è l’intera azione didattica che deve fornire agli studenti gli strumenti per orientarsi negli studi, ma anche per cercare orizzonti di riferimento per il proprio progetto di vita. Le Linee guida emanate più volte dal Ministero (nel 2009, 2014 e 2022) fanno riferimento a un «orientamento permanente» che si collega all’imperativo proprio della società della conoscenza: imparare ad apprendere per tutta la vita (lifelong learning), a cui si collega la necessità di apprendere in tutti i contesti di vita (lifewide learning), ma anche di apprendere a diversi livelli di profondità che ci collegano alle nostre scelte di vita (lifedeep learning). In tutto questo è essenziale che i docenti siano consapevoli delle proprie responsabilità educative e orientative, perché – si legge nelle Linee guida Miur del 2009 – «ogni docente riveste una funzione tutoriale verso i suoi allievi e deve utilizzare la disciplina in un’ottica orientante al fine di sostenere ciascuno nello sviluppo della coscienza di sé, della consapevolezza, delle risorse relazionali, cognitive e metacognitive e delle competenze decisionali e di scelta». Con le Linee guida del 2014 si parla di una figura di sistema che viene identificata come «tutor dell’orientamento», mentre in quelle del 2022 si rilancia la dimensione educativa dell’orientamento e la necessità di riconoscere e sviluppare i talenti e le eccellenze di ogni studente. Anche i già previsti dispositivi in merito alla certificazione delle competenze dovrebbero essere ripensati per valorizzarne maggiormente la funzione orientativa, che è anche la funzione principale di ogni processo valutativo.