Idee
Osservatorio veneto natalità e famiglia. Per contrastare la denatalità
L’Osservatorio veneto natalità e famiglia è nato da una cordata di enti e realtà sociali per contribuire a uscire dall’inverno demografico
IdeeL’Osservatorio veneto natalità e famiglia è nato da una cordata di enti e realtà sociali per contribuire a uscire dall’inverno demografico
Studiare per agire. Mettere insieme tutti i dati a disposizione sul territorio regionale per evidenziare il processo di sviluppo demografico e, nel contempo, monitorare le politiche e le strategie per la natalità e la famiglia degli enti territoriali del Veneto: è questo lo scopo dell’Osservatorio natalità e famiglia, che, su impulso della Fondazione Centro della famiglia, vede alleati Anci Veneto, Direzione regionale Veneto Inps, Forum delle associazioni familiari del Veneto e Fondazione Leone Moressa, della Cgia di Mestre, in un protocollo di intesa, firmato lunedì 23 gennaio nella sede del Centro della famiglia di Treviso. L’inverno demografico è un dato di fatto. Le scuole fanno i conti con la continua perdita di studenti e cercano di aggiudicarsi i “clienti” con proposte sempre più allettanti. Domanda e offerta di lavoro faticano a incrociarsi, perché mancano fisicamente le persone che potrebbero occupare il posto di lavoro. Quindi, natalità e famiglia sono temi strutturali per la società tutta.
La legge regionale«A maggio 2020 il Consiglio regionale del Veneto ha approvato all’unanimità la legge su natalità e famiglia, che segnauna nuova fase nell’attenzione a questi temi nel nostro territorio – ha spiegato don Francesco Pesce, direttore Fondazione Centro della famiglia di Treviso – Con l’Osservatorio, il Centro della famiglia intende contribuire a tale attenzione a partire da uno sguardo specifico che considera le relazioni familiari come ciò che dà qualità di vita. Attraverso l’attuazione di ricerche specifiche e nella collaborazione con i nostri partner istituzionali ci proponiamo di offrire ai diversi soggetti interessati (amministrazioni, terzo settore, imprese, enti, etc.) dati utili per impostare scelte adeguate, indicare vie percorribili, diffondere le buone pratiche. Sono contento della collaborazione con vari partner, segno di un diffuso e ormai non più procrastinabile interesse a prendersi a cuore il futuro del nostro territorio, in particolare rispetto al tema della denatalità che preoccupa tutti i settori, da quelli produttivi a quelli sociali».
Informazioni e dati statisticiIl protocollo di intesa dà avvio alla collaborazione tra i soggetti firmatari, con il fine di favorire lo scambio di informazioni e dati statistici inerenti le situazioni delle famiglie venete dal punto di vista sociale ed economico nei territori provinciali e regionale, sulla base delle rispettive competenze. I dati raccolti permetteranno di avviare una riflessione e una maggiore consapevolezza su questioni e problematiche attinenti allo sviluppo della famiglia nell’attuale contesto socio-economico e dare impulso alle amministrazioni locali. Alcuni dati sono stati evidenziati da don Pesce: «Dal 2008 al 2022, si è registrato un decremento percentuale dei nati pari al meno 34,4 per cento, con un meno 3,6 per cento stimato solo nell’ultimo anno. Parallelamente crescono l’indice di vecchiaia, che balza da 139,1 a 189, e l’indice di dipendenza strutturale, che passa da quota 50,5 a 57,3. Oggi il 33 per cento della popolazione vive da solo e salirà nel 2040 al 39 per cento». A livello operativo l’attività dell’Osservatorio avrà diverse aree di lavoro, dall’analisi dell’impatto delle politiche familiari e natalità sulle famiglie alla raccolta e diffusione delle buone pratiche sviluppate dalle amministrazioni locali, dal monitoraggio della legge regionale del Veneto su famiglia e natalità allo studio sul ruolo della famiglia per la sostenibilità, competitività e attrattività del tessuto socio-economico, fino alla ricerca sulle correlazioni tra famiglia e lavoro. Il tutto con l’obiettivo di suggerire ai decisori politici le pratiche e le strategie migliori per favorire l’adozione di vere politiche per le famiglie, capaci anche di invertire il trend della denatalità. «Quello che presentiamo oggi – ha ribadito il presidente di Anci Veneto, Mario Conte – non è solo un osservatorio, ma un vero e proprio strumento di lavoro per i Comuni e per gli amministratori pubblici e quelle organizzazioni che si occupano di welfare e delle tematiche legate alla famiglia e alla natalità. Ora abbiamo uno strumento non solo per fotografare la situazione, ma anche per capire come intervenire e programmare le azioni più efficaci su un tema come quello della natalità che tocca da vicino il presente e il futuro delle comunità».
Inps a rischio collassoPer Filippo Pagano è stato il debutto quale nuovo direttore regionale dell’Inps, ente ben consapevole che se non cambia il trend si rischia l’implosione del sistema, dato che nel 2050 ci sarà un pensionato a carico di ogni lavoratore, come sottolineato da Chiara Tronchin, ricercatrice della Fondazione Leone Moressa.
Germania e Francia sono riuscite a invertire il trend di decrescita demografica. Come hanno fatto? «Con più servizi alle famiglie, più trasferimenti economici, una fiscalità che tiene conto del quoziente familiare, politiche del lavoro mirate a donne e giovani», spiega Adriano Bordignon, presidente regionale del Forum delle associazioni famigliari. Non azionispot, quindi. «Interventi poderosi e strutturali per rilanciare la natalità sono improrogabili – aggiunge Bordignon – Il momento per agire è ora. Domani sarà troppo tardi. Per farlo servono, oltre a ingenti risorse, una programmazione di lungo respiro».