Chiesa
Il Centro italiano femminile (Cif) compie ottant’anni, e noi del Cif provinciale di Padova vogliamo festeggiarli con un evento speciale. “Donne nel cuore della società” è il titolo del convegno che si tiene domenica 26 ottobre, alle 9.30, presso il centro culturale Altinate San Gaetano. L’iniziativa, organizzata in collaborazione con il Comune di Padova e con il patrocinio dell’Università di Padova e della Chiesa di Padova, è rivolta a tutta la cittadinanza, non solo alle donne. È un momento di incontro, dialogo e testimonianza, ricco di spunti culturali. Attraverso la riflessione, la musica e il confronto, il convegno offre un’occasione per ripensare il ruolo delle donne in virtù del loro contributo alla vita civile, comunitaria e spirituale.
In apertura, i saluti istituzionali di Francesca Benciolini, assessora del Comune di Padova, e di mons. Giuliano Zatti, vicario generale della Diocesi di Padova, confermano il legame profondo del Cif con il territorio e con la dimensione ecclesiale. A seguire, la presidente Erika D’Incau e la vicepresidente Finizia Scivittaro introducono il tema “Con le donne e per le donne”, insieme al direttore del Consultorio Cif, Davide Natta, con una riflessione “Dalla prevenzione alla cura” sulle forme contemporanee del disagio e dell’ascolto. Segue la tavola rotonda, moderata dalla giornalista Sara Melchiori, che riunisce voci provenienti da ambiti diversi – psicoanalisi, educazione, teologia, impresa e mondo giovanile – in dialogo sul modo in cui le donne oggi abitano la società. Intervengono Marisa Galbussera (psicoanalista e vicepresidente del Cif di Padova), Monica Fedeli (prorettrice dell’Università di Padova), Tiziana Petruzzo (dirigente scolastico del liceo statale Fermi di Padova), Linda Pocher (teologa), Anna Rosa Legnaro (imprenditrice), Beatrice Destro (studentessa universitaria) e la violoncellista Giulia Mazza, che allieta la mattinata anche con intermezzi musicali.
L’evento si propone come un incontro tra generazioni e saperi, dove un dialogo tra donne impegnate in diversi ambiti della vita professionale, sociale e politica può aprire alla condivisione di una società più giusta, solidale e capace di relazioni autentiche. Fin dalla sua fondazione (1944), il Centro italiano femminile ha rappresentato un luogo di formazione e d’elezione per le donne che desideravano diventare cittadine attive nella vita pubblica, attraverso la capacità di creare legami, rendere possibile la convivenza, dare voce alle differenze e partecipare alla “cosa pubblica” con il talento di trasformare la relazione in cittadinanza, e di coniugare il sapere e il fare con il senso della giustizia. Il Cif è stato una delle prime organizzazioni femminili cattoliche, dove le donne, ispirate dal genio femminile e dall’emergere di una nuova coscienza civile, hanno contribuito alla ricostruzione democratica dell’Italia, promuovendo valori come l’educazione, la formazione, la responsabilità e l’autonomia. Oggi le donne del Cif, forti del patrimonio culturale e civile ricevuto, sono chiamate a tessere nuovi legami tra la legge e la giustizia, tra la cultura e la pace, anche per rispondere alle deformazioni dell’odio che le diverse forme di violenza, soprattutto quella di genere, continuano a generare.
“Una a una”: è questa la prerogativa dell’agire femminile. E, al di là di ogni schieramento ideologico o politico, è essenziale saper riconoscere il cambio di segno, rispetto all’odio, che alcune donne oggi, nel mondo, stanno suscitando: come María Corina Machado, premio Nobel per la pace 2025, impegnata nella lotta per la libertà nel proprio Paese; Francesca Albanese, per la sua attività in favore dell’autodeterminazione di un popolo oppresso nel nome della giustizia; o Greta Thunberg, giovanissima, che richiama l’attenzione sul rispetto dell’ambiente e della vita. Abitare il cuore della società significa sostenere quei principi inviolabili e sacri che vanno custoditi con cura e passione, se vogliamo che resti vivo in noi il senso profondo della nostra umanità