Pace: mons. Ricchiuti scrive a Schlein, 50 anni dopo la lettera di Bettazzi a Berlinguer
In una lettera aperta pubblicata da Avvenire, il presidente di Pax Christi Italia denuncia la spirale del riarmo, che rischia di alimentare paura e sfiducia sottraendo risorse a sanità, scuola, lavoro e lotta alla povertà. Un capitolo è dedicato all'intelligenza artificiale applicata agli armamenti: serve un controllo umano vincolante affinché le macchine non possano decidere sulla vita e sulla morte. La proposta: rafforzare diplomazia, mediazione, corpi civili di pace, controllo del commercio delle armi ed educazione alla nonviolenza.
(Foto Siciliani-Gennari/SIR)
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Conferenza stampa
lunedì 4 marzo 2024 ore 12
presso Focolare meeting point, Via del Carmine, 3 Roma
Mons. Giovanni Ricchiuti, presidente Movimento Pax Christi Italia
La costruzione della pace deve tornare al centro dell’azione politica. È questo il messaggio lanciato da mons. Giovanni Ricchiuti, presidente di Pax Christi Italia, che chiede al mondo della politica di ripensare le strategie di sicurezza e di difesa e a superare la logica secondo cui per garantire la pace sia necessario aumentare continuamente gli armamenti. In una lettera aperta riportata dal quotidiano Avvenire, Ricchiuti denuncia apertamente il pericolo legato al riarmo che rischia di alimentare una spirale di paura e sfiducia tra gli Stati, senza produrre maggiore sicurezza. Al contrario, sottolinea che l’aumento delle spese militari sottrae risorse a settori fondamentali per il benessere delle società, come sanità, scuola, lavoro, ambiente, lotta alla povertà e coesione sociale. Una società segnata da disuguaglianze e servizi pubblici fragili non diventa più sicura semplicemente acquistando nuove armi. Mons. Ricchiuti dedica poi spazio a un tema particolarmente urgente: l’intelligenza artificiale applicata agli armamenti. Il presidente di Pax Christi sollecita la politica ad intervenire con regole vincolanti affinché le macchine non possano assumere decisioni sulla vita e sulla morte. Servono controllo umano, trasparenza, verifiche preventive e una chiara attribuzione delle responsabilità. Anche di fronte alle guerre contemporanee, la difesa delle popolazioni dovrebbe privilegiare strumenti destinati a proteggere le vite: sistemi di allerta e intercettazione, rifugi, sminamento, soccorso sanitario e interventi umanitari. La difesa, sostiene Ricchiuti, non può essere identificata esclusivamente con la capacità di colpire e uccidere. Pax Christi propone inoltre di rafforzare la diplomazia, la mediazione, i corpi civili di pace e la cooperazione internazionale. È necessario rilanciare il multilateralismo e il ruolo delle istituzioni sovranazionali, insieme al controllo del commercio delle armi, all’educazione alla nonviolenza e alla tutela dei diritti umani.