Fatti
«Non andiamo a Modena per consegnarci, abbiamo bisogno di fare punti e per farlo dobbiamo essere più coraggiosi». Così aveva parlato mister Andreoletti alla vigilia di questa sfida. Aveva chiesto un Padova coraggioso, che non si accontentasse di difendere, e così è stato. I biancoscudati hanno disputato il miglior primo tempo della stagione, indirizzando la gara già nei primi quindici minuti. Nella ripresa, la squadra ha poi fatto leva sulla grinta e sulla corsa per cercare di non concedere occasioni ai “canarini”, i quali sono riusciti a colpire solo con il gol del 2-1 definitivo a firma di Zanimacchia. Il Padova conquista così tre punti che sono puro ossigeno, superando un avversario che nella partita di andata, disputata l’11 gennaio scorso, aveva dimostrato ben altra qualità tecnica e fluidità di gioco.
Non mancano le sorprese di formazione in casa biancoscudata. La prima è Fortin tra i pali, al suo ritorno da titolare dopo più di tre mesi — l’ultima volta era stata l’8 novembre nella trasferta di Mantova, terminata 1-0 per i virgiliani. In difesa Andreoletti schiera Belli, Sgarbi, Pastina — alla seconda apparizione stagionale — e Faedo; a centrocampo Capelli, Harder, Varas e Di Mariano; in attacco la coppia Buonaiuto-Lasagna, con Bortolussi che parte dalla panchina per via del problema alla schiena accusato nella notte. Il Modena di Sottil risponde con Chichizola in porta, Dellavalle, Nador e Nieling in difesa, Beyuku, Zanimacchia, Gerli, Santoro e Zampano a centrocampo, Ambrosino e De Luca in attacco. Anche qui una sorpresa: Massolin, tra i più attesi della vigilia, parte dalla panchina.
L’avvio del match è subito segnato da un imprevisto pesante. Al 3° il gioco si ferma per un problema muscolare ad Harder: lo staff medico interviene prontamente, ma al 5° il centrocampista è costretto ad alzare bandiera bianca, lasciando il posto a Crisetig. Un cambio obbligato e doloroso, che tuttavia non scompone minimamente il Padova. Anzi. I biancoscudati reagiscono con carattere e all’8° sbloccano il risultato: palla recuperata con un’efficace pressione sulla difesa avversaria, l’azione si sviluppa in verticale con Di Mariano che innesca Lasagna; l’attaccante biancoscudato, a tu per tu con Chichizola, non trema e scaraventa il pallone sotto la traversa. È 0-1, ed è un gol che vale doppio per come arriva, nel momento più difficile della partita. I padroni di casa accusano il colpo e il Padova ne approfitta immediatamente. Al 14° un cross di Capelli, deviato dalla difesa emiliana, vale il primo calcio d’angolo per gli ospiti: sulla battuta di Buonaiuto svetta Faedo, che con un preciso colpo di testa all’angolino beffa nuovamente Chichizola. È 0-2: uno-due micidiale nel giro di appena sei minuti, che manda in bambola il Modena e fa esplodere di gioia il settore ospiti.
La reazione dei Canarini si concretizza al 16° con la conquista di un corner; un minuto dopo, un tiro dai venti metri di Gerli viene bloccato senza affanni da Fortin. Il Padova, però, non rinuncia ad attaccare: al 20° un insidioso cross di Varas viene letto bene dal portiere di casa. Al 21° il Modena si fa rivedere in avanti con un’iniziativa personale di Beyuku, che dopo un paio di dribbling calcia alto sopra la traversa. Nella fase centrale della prima frazione, gli emiliani provano a prendere in mano il possesso palla (26°), ma i biancoscudati si difendono con ordine e intelligenza, non concedendo spazi. Al 27° un’azione offensiva prolungata sulla fascia sinistra si conclude con un cross intercettato da Chichizola. Un minuto dopo arriva la prima mossa di Sottil: esce Beyuku, dentro Massolin. Al 32° brivido per la retroguardia padovana: Zanimacchia pesca De Luca al limite dell’area, l’attaccante si gira e calcia rasoterra, ma Fortin è attento e neutralizza senza problemi. I biancoscudati tornano a farsi pericolosi al 35°: sugli sviluppi di un corner conquistato da Varas, Capelli prova la conclusione da fuori area sfiorando l’incrocio dei pali, a Chichizola già battuto. Gli ultimi minuti del primo tempo vedono il Modena cercare disperatamente varchi per riaprire la gara. Al 40° è ancora provvidenziale Faedo, che disturba Zampano lanciato in profondità da Dellavalle, conquistando un’importante rimessa dal fondo. Nel finale c’è spazio per il primo cartellino giallo del match, comminato a Buonaiuto per un intervento in ritardo su Gerli (43°). L’arbitro concede 5 minuti di recupero, durante i quali un fallo di Lasagna su Nador regala una punizione al Modena dalla trequarti, senza conseguenze. Il primo tempo si chiude così sullo 0-2 per il Padova: un risultato che premia la prestazione coraggiosa e propositiva dei biancoscudati, capaci di fare la partita fin dall’inizio nonostante l’infortunio di Harder.
La ripresa si apre con il Padova subito attento in fase difensiva: al 49° una splendida chiusura di Pastina ferma l’offensiva del Modena e innesca la ripartenza ospite, culminata con un tiro di Lasagna respinto dal muro avversario. La panchina di casa prova a scuotere la squadra e al 53° effettua un doppio cambio: dentro Gliozzi e Cotali al posto di Nieling e Ambrosino. La mossa dà i suoi frutti quasi immediatamente: al 56° la squadra di Sottil accorcia le distanze con Zanimacchia, che trova l’angolino basso con un preciso destro dal limite dell’area, rimettendo in discussione il risultato e riaccendendo la partita. I padroni di casa prendono coraggio e al 58° spingono conquistando un calcio d’angolo. Al 60° mister Andreoletti corre ai ripari inserendo forze fresche: Di Maggio rileva Buonaiuto per ridare equilibrio alla mediana. La pressione emiliana si fa costante e asfissiante: al 63° Pastina deve intervenire in scivolata per arginare Gliozzi, tenendo botta con grande personalità nonostante la scarsa abitudine al ritmo gara. Al 68° Andreoletti effettua un triplo cambio per rimettere ossigeno nei polmoni della squadra: terminano la loro gara Pastina, Lasagna e Di Mariano, dentro Villa, Caprari e Jonathan Silva. Il Modena risponde al 73° con un’ulteriore doppia sostituzione: fuori Zampano e De Luca, dentro Imputato e Defrel, alla ricerca del pareggio con forze fresche e di qualità.
I minuti finali diventano una vera e propria battaglia sportiva, con il Padova chiamato a stringere i denti e il Modena a riversarsi in avanti alla disperata ricerca del pari. Al 77° brivido in area biancoscudata: Gliozzi innesca Imputato, ma Villa è monumentale nel chiudere tutto con un vigoroso contrasto di spalla, permettendo a Fortin di recuperare la sfera e far ripartire l’azione. Fondamentale, in questa fase convulsa, il lavoro di Varas — tra i migliori in campo per qualità e quantità — abile all’80° a gestire la sfera e a subire fallo sulla trequarti: sulla conseguente punizione calciata a spiovere da Crisetig (81°), Cotali è costretto a rifugiarsi in angolo. All’85° è Defrel a far tremare i tifosi padovani, guadagnando una punizione insidiosa sulla trequarti. La difesa veneta, però, stringe i denti e non molla. All’87° è ancora Varas a compiere un intervento prezioso, prendendosi un fallo vitale al limite della propria area di rigore e spezzando il ritmo avversario nel momento di maggiore pressione. L’arbitro assegna 4 minuti di recupero, che si aprono con un’ammonizione ai danni dello stesso Varas (91°). Al 93° Fortin fa suo un cross di Imputato; il Modena recupera subito il possesso per l’ultimo disperato assalto, ma è ancora Varas — con grande mestiere e senso della posizione — a conquistare un fallo prezioso nella propria metà campo, facendo scorrere i secondi finali che consentono al Padova di portarsi a casa tre punti d’oro: quelli che possono pesare come macigni nella corsa salvezza.
Le parole post partita
A Modena il Padova vince con personalità, organizzazione e cuore, e Matteo Andreoletti si gode una prestazione che va oltre il risultato. «È stata una partita molto diversa da quella dell’andata, dove avevamo vinto con molta fortuna», esordisce il tecnico biancoscudato, senza nascondersi dietro la retorica. «È vero che la fortuna te la devi andare a cercare, perché anche allora avevamo buttato il cuore oltre l’ostacolo. Ma oggi non ci siamo limitati a quello». Il riferimento è soprattutto a una prima frazione di grande qualità: «Nel primo tempo abbiamo fraseggiato forse come non mai quest’anno. Ho visto una squadra che riconosceva le giocate, che aveva la personalità di giocare, di allargare il campo, di creare i presupposti per chiudere la partita già prima dell’intervallo. Questo è l’aspetto che mi rende più orgoglioso». Non solo aggressività e duelli – marchio di fabbrica stagionale – ma anche coraggio nel proporre gioco: «La voglia di battagliare non è una novità per noi. Ma avere la personalità, senza diventare presuntuosi, di essere propositivi e offensivi quando hai la palla, è qualcosa che talvolta non abbiamo fatto bene. Oggi sì». Poi la gestione, inevitabile contro un Modena di valore: «Non puoi pensare di dominare per 90 minuti una squadra così, soprattutto con qualche defezione e con pochi cambi a disposizione. A tratti abbiamo amministrato come all’andata, ma in altri momenti abbiamo fatto una partita molto più qualitativa». Andreoletti difende con convinzione le scelte iniziali: «Ho cercato di mettere in campo la formazione migliore per questa partita, senza fare conti sulle tre gare in settimana. Quando affronti avversari di questo livello non puoi pensare ad altro». E minimizza le sorprese tattiche degli avversari: «Ci aspettavamo Massolin dall’inizio, invece hanno cambiato qualcosa, ma la reazione della squadra è stata ottima. Non è questione di formazione, è questione di atteggiamento». Anche la rotazione tra i pali rientra in questa logica: «Siamo una squadra che spende tantissimo per restare in categoria, fisicamente ma soprattutto mentalmente. È giusto utilizzare tutte le risorse, anche il portiere. Fortin aveva fatto bene quando è stato utilizzato ed ero assolutamente tranquillo che avrebbe risposto presente». Il successo pesa, ma non deve illudere: «È una vittoria bellissima, contro un avversario che è secondo a pochi in questa categoria. Però non cambia il nostro obiettivo. Tra meno di due giorni siamo di nuovo in campo in uno scontro diretto importantissimo contro lo Spezia. Esultiamo per cinque minuti e poi dobbiamo recuperare energie, soprattutto mentali». L’infortunio di Harder è una nota stonata: «Sembra muscolare. È un ragazzo del 2005 che macina chilometri da mesi. Credo sia difficile pensare di recuperarlo per le prossime partite». Poi l’elogio ai suoi uomini, simbolo di uno spirito che va oltre i singoli: Pastina «prestazione di altissimo livello nonostante non giocasse da tempo», Faedo adattato quinto, Caprari entrato con impatto. E soprattutto Crisetig: «È un punto di riferimento straordinario. Quando hai quell’atteggiamento, anche se non trovi spazio, sei destinato a ottenere il massimo. Lorenzo è un professionista vero, rappresenta quello che voglio da un calciatore del Padova». Bortolussi, invece, era in panchina solo per emergenza: «Si è svegliato con la schiena completamente bloccata».
Infine il gol su palla inattiva, ennesimo segnale di un lavoro metodico: «Non vi dico se era preparato, ma ho la fortuna di avere uno staff di grande qualità che lavora in maniera certosina su questi dettagli. Poi serve la bravura dei calciatori».
Il gol che decide la sfida di Modena porta la firma di Carlo Faedo, che dopo il gol vittoria a Pescara, ritorna protagonista inatteso ma perfettamente dentro lo spirito di questo Padova. Un sigillo pesantissimo, arrivato in un momento personale non semplice e in un ruolo tutto da reinventare. «Sono felicissimo, soprattutto perché ha portato i tre punti», racconta a fine gara con il sorriso ancora addosso. «Arrivavo da un periodo in cui giocavo un po’ meno e oggi ho giocato anche fuori ruolo, adattato per esigenze di numeri. Questo mi dà ancora più soddisfazione perché mi ha dato consapevolezza e spero mi riporti a vedere il campo il più possibile». Una risposta concreta, quindi, non solo alla partita ma anche alle settimane vissute rincorrendo spazio e condizione. La rete nasce da uno schema preparato, segno di un lavoro meticoloso che accompagna la crescita della squadra. «Sì, era preparato», ammette Faedo senza misteri. «In realtà la palla non era indirizzata a me, doveva andare sul secondo palo. Però quando prepariamo queste situazioni ognuno occupa una posizione precisa ed è pronto a colpire. Quando ho visto che arrivava verso di me mi sono buttato sul pallone ed è andata bene». Un istinto premiato, ma anche il riflesso di una squadra che lavora sui dettagli e che continua a trovare nelle palle inattive un’arma decisiva. Subito dopo il gol lo sguardo corre verso la tribuna. «C’erano la mia ragazza, una sua amica e alcuni amici venuti fin qui a vedermi. Mi ha fatto davvero piacere che fossero presenti», racconta. «E poi volevo dedicarlo anche a mia mamma, perché se lo merita». Emozione personale e concretezza professionale, due facce della stessa medaglia in una serata che per lui vale doppio. La novità tattica, con l’impiego da esterno adattato, apre anche prospettive nuove. «È un ruolo che posso fare, perché mi permette di sfruttare le mie caratteristiche di spinta ma anche di dare una mano in fase difensiva», spiega. «Non so se sarà definitivo, perché serve adattamento e servono partite per abituarsi a posizioni diverse in campo. Però se il mister lo chiede io lo faccio e cerco sempre di dare tutto». Disponibilità totale alla causa, uno dei tratti distintivi del gruppo costruito da Andreoletti. Alle spalle resta un periodo complicato, segnato anche da problemi fisici. «Ho avuto qualche acciacco che mi ha portato ad allenarmi in maniera alternata e in questa categoria se non sei al cento per cento fai fatica», ammette con sincerità. «Per un periodo ho perso continuità, adesso l’ho messo alle spalle e spero di tornare presto al livello fisico di prima». La prestazione di Modena, in questo senso, rappresenta una ripartenza. Il successo arriva inoltre in un momento cruciale della stagione, dopo settimane altalenanti. «Era importante rimettere punti in bacheca perché ne avevamo bisogno», sottolinea Faedo. «Siamo all’inizio di un trittico fondamentale e questa vittoria ci dà entusiasmo. Non possiamo guardare con troppo ottimismo perché sappiamo quanto saranno difficili le prossime partite, ma sicuramente affrontarle con un po’ più di leggerezza mentale aiuta». Spezia e Avellino sono già all’orizzonte, due snodi pesanti per la corsa salvezza. E proprio sulla prestazione collettiva il numero biancoscudato insiste: «Magari in alcune partite ci è mancato qualcosa nel possesso palla, ma la nostra forza e il nostro animo non sono mai venuti meno. Andiamo sempre a impattare i tiri, ci aiutiamo tanto in fase difensiva. Oggi siamo riusciti ad aggiungere anche qualità quando avevamo la palla, e contro un avversario forte come il Modena non era semplice trovare lucidità». Cuore, sacrificio e finalmente anche gioco: ingredienti che raccontano un Padova ritrovato e che, grazie al gol di Faedo, torna a respirare.
Approccio feroce, qualità nel fraseggio, amministrazione lucida e spirito di sacrificio: il Padova passa a Modena con una vittoria che sa di maturità. E con la testa già alla prossima battaglia martedì 3 marzo alle ore 19 all’Euganeo contro la Spezia in uno scontro diretto che potrebbe dire tanto per la lotta salvezza.