Fatti
Nella settimana in cui l’Italia di Gattuso ha visto sfumare il sogno del mondiale di Messico-Stati Uniti e Canada, uscendo sconfitta dalla sfida in Bosnia e mancando così per la terza volta consecutiva l’appuntamento iridato — un terremoto che ha portato alle dimissioni prima del presidente della FIGC Gabriele Gravina, poi del capo delegazione Gianluigi Buffon, e infine dello stesso Gattuso —, Roberto Breda ha potuto sfruttare la pausa riservata alle nazionali per lavorare con la squadra: due settimane piene per prendere confidenza con il gruppo e preparare la sfida che attende i biancoscudati in terra ciociara contro il Frosinone, secondo in classifica a quota di 65 punti in compagnia del Monza. Molta è la curiosità che accompagna questa partita, visto che il riserbo in questo periodo è stato massimo; sarà interessante vedere il modulo e gli uomini che sceglierà mister Breda per gli undici iniziali, a partire dal ballottaggio in porta tra Fortin e Sorrentino, passando per il possibile ritorno della difesa a tre e per alcune scelte a centrocampo con la possibile rivalutazione di Crisetig in cabina di regia. Curioso sarà anche vedere se si opterà per due trequartisti come Buonaiuto e Caprari alle spalle di un’unica punta come Bortolussi o Lasagna. Ad inaugurare questo tour de force di sei partite non ci sarà il Papu Gomez, che chiude così anzitempo il suo campionato: in un comunicato emesso dalla società di viale Nereo Rocco si recita: “Il Calcio Padova comunica che il calciatore Alejandro Gomez, a causa del persistere della sintomatologia dolorosa alla caviglia destra, risultata refrattaria ai trattamenti conservativi finora intrapresi, è stato sottoposto a nuovi approfondimenti clinico-strumentali. Il responsabile dell’area medica biancoscudata, il Dott. Luigi Munari, ha presentato e discusso gli esiti delle indagini con il Prof. Nick van Dijk, luminare di fama internazionale nel campo della chirurgia di caviglia e piede. All’esito del consulto, è stato concordato un approccio chirurgico per la risoluzione definitiva del quadro clinico. Il Prof. Van Dijk, che in passato aveva già operato con successo il calciatore per una patologia analoga alla caviglia sinistra, ha consigliato un intervento di pulizia mediante artroscopia. L’operazione si svolgerà il prossimo 13 aprile a Pisa, presso la Casa di Cura San Rossore. L’intervento sarà eseguito dal Prof. Van Dijk in collaborazione con la Dott.ssa Giulia Favilli, specialista in chirurgia del piede e della caviglia. Il Calcio Padova fornirà ulteriori aggiornamenti sui tempi di recupero e sul percorso riabilitativo post-operatorio a seguito dell’intervento”. Le note liete sono il ritorno di Harder e Sgarbi dai rispettivi infortuni, e di Faedo dalla squalifica. Rimangono indisponibili Barreca, Jonathan Silva e Caprari per un problema alla caviglia.
Frosinone e Padova si conoscono bene, pur senza un padrone assoluto nei precedenti: una vittoria per parte e tre pareggi nei cinque incroci in Serie BKT, con i ciociari che hanno dalla loro il successo più recente, l’1-0 dell’andata dello scorso 13 settembre. Curiosamente, lo Stirpe non ha ancora emesso verdetti netti in questa sfida: entrambe le gare casalinghe tra le due squadre nel torneo cadetto si sono chiuse in parità, l’ultima volta con un 1-1 nell’aprile 2011 — e solo il Pordenone, tra il 2020 e il 2021, ha condiviso con il Padova il primato di tre pareggi consecutivi in casa dei gialloblù. Il momento delle due formazioni, però, racconta storie opposte. Il Frosinone arriva da due vittorie di fila, contro Bari e Südtirol, e cerca il tris che manca in questo anno solare dalla serie di cinque successi tra novembre e dicembre scorsi; i ciociari, inoltre, sono nettamente la squadra più verticale del campionato, con 97 attacchi diretti verso la porta avversaria — quaranta in più del Pescara e sessanta in più dello stesso Padova. I biancoscudati, al contrario, vivono il periodo più buio della stagione: un solo punto nelle ultime cinque giornate, alla pari della Reggiana, con lo spettro di una quinta sconfitta consecutiva che non si materializza dal novembre-dicembre 2018. Tra i singoli, occhi puntati su Farès Ghedjemis, a segno nelle ultime due uscite e a caccia di un tris che gli è riuscito una sola volta, lo scorso settembre; e su Cristian Buonaiuto, che al Frosinone ha riservato un trattamento speciale in carriera: quattro gol — il doppio rispetto a qualsiasi altro avversario — compresa una doppietta nel febbraio 2021 con la maglia della Cremonese. Sul fronte delle assenze forzate, entrambe le squadre perdono un elemento per squalifica: Koutsoupias tra i padroni di casa, Pastina tra gli ospiti. Attenzione, infine, al peso dei cartellini in casa Frosinone, dove ben quattro giocatori — Cichella, Cittadini, Fiori e Gelli — sono diffidati.
Alla prima sulla panchina del Padova, Roberto Breda si presenta in conferenza stampa alla vigilia della trasferta di Frosinone con la serenità di chi ha sfruttato ogni singolo giorno a disposizione per gettare le fondamenta del proprio lavoro, ma anche con la lucida consapevolezza che il campo sarà il vero e unico giudice. Le due settimane di allenamenti, rigorosamente a porte chiuse per proteggere il gruppo in un momento così delicato della stagione, sono servite a costruire un primo fondamentale rapporto di conoscenza reciproca. “Queste due settimane servivano sia a me per farmi conoscere ai ragazzi e viceversa, sia per capire le loro caratteristiche in maniera più definita. L’atteggiamento del gruppo è ottimo da parte di tutti quanti: è un gruppo che lavora, che ha mentalità, che ha voglia, composto da bravi ragazzi ma anche da giocatori che possono darci una grande mano”, spiega il tecnico, che però tiene i piedi ben saldi a terra: “Come sempre nel calcio, conta domani. A volte fai settimane brutte e vinci, a volte fai settimane buone e non è scontato fare risultato. A noi interessava utilizzare questo tempo per creare nel più breve tempo possibile un linguaggio comune”.

Sul fronte infermeria arrivano notizie confortanti che restituiscono a Breda elementi preziosi della spina dorsale della squadra. “Sia Harder che Sgarbi sono entrati in gruppo in pianta stabile dall’inizio della settimana, sono tutti e due abili e arruolabili”, conferma l’allenatore, che con Harder condivide anche un passato professionale, avendolo già allenato in precedenza. Buone notizie anche per Bortolussi: “Ha saltato un solo allenamento con me, ha risolto i suoi problemi alla schiena”. La lista degli indisponibili, invece, comprende Gomez — l’unica assenza che Breda conferma apertamente e con un sorriso — Caprari, fermato da un problema alla caviglia accusato in settimana, e i lungodegenti Barreca e Silva. Sugli infortunati di lungo corso il tecnico è pragmatico: “Soprattutto in questo momento della stagione, al di là delle qualità, bisogna avere gente che sta bene, che corre. Questo non vuol dire chiudere la porta a nessuno, ma mi piace guardare questa partita con chi c’è, con chi si è allenato e con chi ha fatto le cose che doveva fare”.
Capitolo gerarchie, tema inevitabilmente caldo con l’arrivo di un nuovo allenatore, a partire dal delicato ruolo del portiere con il ballottaggio tra Sorrentino e Fortin. Breda non si sbilancia sul nome, ma allarga il discorso all’intera filosofia di gestione del gruppo: “Sono entrambi ottimi elementi, entrambi hanno lavorato molto bene in settimana. Il ruolo del portiere è un ruolo particolare, ma questo discorso vorrei allargarlo a tutto il gruppo, perché soprattutto in questo momento il bene comune è il bene più importante. Queste partite non le vinci in undici, ma le vinci in sedici, perché chi entra a gara in corso deve fare la differenza”. Il messaggio è chiaro e vale per ogni singolo componente della rosa: “Non mancano tantissime partite, sono sei. Chiunque giochi dall’inizio deve riconfermarsi il posto con la prestazione, e chi non gioca deve mettere in difficoltà chi gioca, come deve fare sempre un giocatore con la mentalità giusta. Al di là che ci sono delle prime scelte, c’è una partita da vincere in gruppo”.
Interrogato sulle impressioni maturate in queste prime due settimane di lavoro sul campo, Breda preferisce non fare nomi ma ammette di aver ricevuto “più sorprese positive” rispetto a quelle negative. Tuttavia, il tecnico identifica con chiarezza il salto di qualità mentale che chiede ai suoi: “Quello che dobbiamo essere bravi a fare è capire che ci sono momenti e momenti dentro la gara. Dobbiamo fare uno stacco rispetto al passato: saper soffrire quando c’è da soffrire e saper spingere e far male quando c’è da spingere e far male. Questo è un aspetto che purtroppo in allenamento non lo vedi, lo vedrai solamente domani”. La parola d’ordine è determinazione: “Vogliamo determinare, vogliamo far bene, sapendo che ogni partita da qui alla fine, a prescindere dall’avversario, ha a disposizione tre punti. E noi dobbiamo cercare di farne il più possibile, senza trovare alibi, scuse o colpevoli, ma creando un percorso che porti la squadra a crescere”.
Sui singoli, il discorso si sposta su Di Mariano e sulla possibilità di impiegarlo come puro esterno di fascia: “Nell’idea di creare un linguaggio comune, le caratteristiche dei giocatori vengono prese in considerazione. So cosa vuol fare Di Mariano e cosa gli piace fare, ma quello che vale per lui vale per Lasagna, per Bonaiuto, per Caprari, per tutti quanti. Dobbiamo creare un sistema che esalti le caratteristiche dei giocatori offensivi”. Su Crisetig, poco impiegato nell’ultimo periodo, Breda spende parole importanti: “Lorenzo è un ragazzo eccezionale e anche un giocatore forte. So cosa mi dà lui, cosa mi danno gli altri, so cosa può servirmi all’inizio e cosa durante la gara, partendo dal presupposto che questa è la prima di sei e nessuno deve dare niente per scontato”.
Da ex centrocampista di qualità, il “caro vecchio regista” come lo definisce un giornalista, Breda insiste molto sul concetto delle scelte rapide come fattore discriminante tra le categorie: “Le scelte tante volte fanno la categoria. Noi dobbiamo farle in fretta le scelte giuste, a partire dal sottoscritto col lavoro, con la formazione, coi cambi, e passando a loro. Crescere da quel punto di vista vuol dire svoltare anche nel percorso personale”, aggiunge rivolgendosi soprattutto ai più giovani della rosa, ai quali ricorda che “fare certi percorsi a 20, 21, 22 anni è diverso che farli a 29-30. Cambia la carriera. Il tempo è il grande nemico”.
Sul sistema di gioco, il tecnico mantiene una certa flessibilità tattica: “È una squadra, un gruppo che può lavorare sia con la difesa a tre che con la difesa a quattro, e abbiamo interpretato certe cose prendendo spunto in maniera diversa”, lasciando intendere che il vestito tattico potrà cambiare a seconda delle esigenze e dell’avversario.
E proprio sull’avversario di domani, il Frosinone, Breda offre un’analisi approfondita e tutt’altro che banale, ribaltando la narrazione della sorpresa: “Il Frosinone ha una storia e secondo me l’anomalia non è quest’anno ma è l’anno scorso, perché negli ultimi anni ha sempre lottato per salire o è stato in Serie A. Quest’anno, cambiando anche con tanti giovani, ha fatto un percorso importante”. L’analisi tecnica è dettagliata: “Hanno caratteristiche ben definite, sono molto verticali con quasi tutti i giocatori, hanno l’idea di andare con la palla velocemente in avanti e di attaccare l’azione con tanti giocatori contemporaneamente. Forse è l’unica squadra che ha questo tipo di identità adesso, e Alvini da questo punto di vista ha cambiato qualcosa rispetto agli ultimi anni”. Ma nessun complesso di inferiorità: “Anche noi nel nostro modo di essere abbiamo delle belle caratteristiche. Dobbiamo farle diventare cose concrete, come hanno fatto loro”.
Alla domanda diretta se firmerebbe per un pareggio, Breda non lascia spazio ad ambiguità: “Uno non gioca mai per pareggiare, non perché voglia fare il presuntuoso, ma perché la strategia è sempre in virtù di far del male all’avversario. Nel rispetto delle sue caratteristiche, nella lettura dei vari momenti, ma sempre che tu vada ad aggredire. Che tu sia basso, che tu stia vincendo, che tu stia perdendo, il concetto è sempre continuare a metterli in difficoltà. Noi l’abbiamo preparata per far male e poi cerchiamo di meritarci e portare a casa il più possibile”.
Infine, uno sguardo al rapporto con la città e l’ambiente, che strappa anche un sorriso: “Ho scoperto che il mio è un cognome molto comune qui e non lo sapevo nonostante abiti vicino. Da me non ci sono tutti questi Breda, qua c’è pasticceria Breda, caffè Breda… Qualcuno mi ha detto: la tua città? Sì, devo dimostrarlo che è la mia città. Basta chiacchiere, devo far vedere di essere all’altezza di Padova”. Breda racconta di aver percepito un bell’ambiente e riporta il messaggio che gli è arrivato più forte dalla piazza: “La frase che tutti vogliono è che non bisogna mai dimenticarsi di uscire con la maglia sudata. La maglia sudata sicuro deve essere un punto fondamentale, ma allo stesso tempo dobbiamo trovare strategie e soluzioni per fare più punti possibili e meritarci questo campionato, che è stato ottenuto attraverso il lavoro del mio predecessore e dei ragazzi, ma che di anno in anno ti devi riconquistare”.
PORTIERI: 14 Fortin, 1 Mouquet, 22 Sorrentino
DIFENSORI: 4 Belli, 72 Faedo, 30 Favale, 18 Ghiglione, 5 Perrotta, 32 Sgarbi, 55 Villa
CENTROCAMPISTI: 17 Capelli, 6 Crisetig, 23 Di Maggio, 77 Di Mariano, 8 Fusi, 86 Giunti, 44 Harder, 7 Varas
ATTACCANTI: 20 Bortolussi, 92 Buonaiuto, 15 Lasagna, 11 Seghetti
FROSINONE (4-2-3-1): Palmisani; Oyono A., Calvani, Monterisi, Bracaglia; Calò, Cichella; Ghedjemis, Gelli; Kvernadze, Zilli. All. Alvini
PADOVA (3-5-2): Sorrentino; Belli, Sgarbi, Perrotta; Capelli, Varas, Harder, Fusi, Di Mariano; Lasagna, Bortolussi. All. Breda
Arbitro Niccolò Turrini (sezione di Firenze). Assistenti: Palermo e Pascarella. IV ufficiale: Aldi. Al Var ci sarà Luigi Nasca della sezione di Bari, Avar affidato a Forneau (sezione di Roma 1). (Diretta Tv DAZN, “La B Channel”, diretta radiofonica su Radio Veneto24)